Il prezzo del carburante per aerei, è salito molto a causa del conflitto in Medio Oriente. Secondo Willie Walsh, direttore generale dell’IATA (l’associazione internazionale del trasporto aereo), ci vorranno “molti, molti mesi” prima che la situazione torni normale — e nessuno sa quando finirà il conflitto.
Walsh però rassicura: non è una crisi che mette a rischio la sopravvivenza del settore. Ricorda che dopo l’11 settembre 2001 la ripresa arrivò in 4 mesi, e dopo la crisi finanziaria del 2008 in circa un anno.
Cosa sta succedendo alle compagnie aeree?
I costi del carburante più alti costringono le compagnie a tagliare voli e alzare i prezzi dei biglietti. L’impatto è pesante perché il carburante, che normalmente vale il 25-30% dei costi operativi di una compagnia aerea, ai prezzi attuali rappresenta il 45%.
I CEO di Malaysia Airlines, Thai Airways e Scoot (Singapore) hanno confermato che la domanda regge ancora, ma si chiedono fino a quando i passeggeri accetteranno prezzi più alti. Thai Airways, in particolare, sta cercando solo di sopravvivere, senza pensare ai profitti.
Il lato positivo: la tecnologia
Nonostante le difficoltà, le compagnie stanno investendo nell’intelligenza artificiale e nella trasformazione digitale per ridurre i costi e migliorare il servizio ai clienti. Scoot, ad esempio, sta usando l’AI per ottimizzare l’impiego di aerei e personale.
Il messaggio degli addetti ai lavori, in buona parte, è chiaro: il settore aereo non può permettersi di restare indietro sulla tecnologia, perché i passeggeri se lo aspettano già.












