Flotte auto Audi

Flotte auto Audi, il convegno su misura per i fleet manager

Presso l'Auditorium della Tecnica di Confindustria, il costruttore auto tedesco ha coinvolto le imprese su temi legati al fisco, alla transizione elettrica e al noleggio a lungo termine

Le flotte auto Audi e la fiscalità ad esse connesse sono stati i due temi principali dell’evento “Fiscalità e flotte aziendali” che la sede italiana del costruttore tedesco ha organizzato.

Alla presenza di quasi 200 travel manager di altrettante aziende, il tema fiscale ha fatto da padrone insieme a una tavola rotonda cui hanno  partecipato topo manager di società di noleggio a lungo termine.

A fare gli onori di casa Timm Barlet, managing director di Audi Italia. «Negli ultimi anni il settore flotte è cresciuto continuamente» ha esordito, spiegando anche il ruolo di Audi for business, un brand nel brand dedicato alle imprese. «L’incontro di oggi è fatto proprio per venire incontro alle esigenze delle aziende, che per noi sono fondamentali. Per questo motivo in autunno organizzeremo un evento simile, sempre in partnership con Confindustria».

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Flotte auto Audi, il tema fiscale

Dopo il manager tedesco, a salire sul palco dei relatori è stato Luca Gaiani un commercialista che ha analizzato e spiegato il quadro normativo vigente in tema di auto in fringe benefit. Ha citato tutti i casi possibili relativi alle vetture aziendali, sia in tema di detrazioni che in tema di motorizzazione.

A queste si applicano regole nuove se immatricolazione, assegnazione e consegna al dipendente sono successive al 1° gennaio 2025. Ha poi citato il caso che l’ordine risalga invece a prima di tale data sottolineando anche che l’importo della Tabella Aci (annuale) «va rapportato al periodo di effettiva assegnazione, se inferiore all’anno».

Il professionista ha parlato anche di quando non si applicano le regole a regime e delle regole transitorie sul fringe benefit auto.

«Il regime continua ad applicarsi anche nel caso in cui l’assegnazione in essere al 31 dicembre 2024 sia scaduta nel 2025, o scada nel 2026 o successivamente, e sia rinnovata o prorogata senza soluzione di continuità in capo al medesimo dipendente che aveva in uso l’auto al 31 dicembre 2024».

Flotte auto Audi, la tavola rotonda del noleggio a lungo termine

Flotte auto AudiParlando di flotte auto Audi non si poteva dimenticare le società di noleggio a lungo termine, che nella partita giocano un ruolo fondamentale. A rappresentare questa “squadra” c’erano Antonio Stanisci, direttore commerciale Ayvens, Massimiliano Abriola, consulting director di Arval, Patrizio Bellini, direct account P.A. manager di Leasys, e Stefano Forcato, fleet director di VWL.

«La scelta dei driver e delle aziende va soprattutto sulle plug in: la nuova generazione di queste auto permette all’utente di poter viaggiare con maggiore autonomia» spiega Antonio Stanisci. «Le vetture elettriche? C’è tanta curiosità ma pochi ordini al lato pratico. La motorizzazione Diesel può ancora essere interessante, al punto che penso che quest’anno ci sarà un ritorno».

Massimiliano Abriola ritiene invece che «le vetture elettrificate hanno avuto una parte importante. Oggi c’è un buon mix tra plug in ed elettrico dove le prime sono più appetibili. Ritengo comunque che il 2026 vedrà diversi prolungamenti di contratti. Noi siamo in una crescita che è sempre organica (non abbiamo dealer o rent to rent) e che tutto sommato troviamo conforme a quanto ci immaginavamo. E penso che la cosa si propaghi ai prossimi anni».

Se per Arval la transizione energetica è accompagnata da un allungamento dei contratti, per Leasys non è ancora avvenuta anche per l’incertezza geopolitica al di fuori del contesto nazionale.

«Le aziende vogliono fare una transizione elettrica graduale» ha aggiunto Patrizio Bellini. «Per ora non abbiamo visto questo fortissimo interesse sul discorso BEV: le aziende si sono invece spostate sul PHEV con la parte auto termiche che è ancora rilevante».

Volkswagen leasing, la strategia

Per Volkswagen Leasing, invece, il tema caldo per le imprese è la consulenza del fornitore. «Le aziende hanno dovuto ricostruire le car policy anche perché il mondo corporate ha bisogno di stabilità e certezze». Stefano Forcato ha poi snocciolato alcuni numeri relativi allo scorso anno.

«In Italia il noleggio è pesato per il 24% dell’immatricolato. Per il Gruppo VW questa percentuale è del 34% con Audi che si attesta attorno al 40%. Essendo noi una società captive siamo molto legati alla rete con i clienti aziendali gestiti dai concessionari. Ne deriva che la propensione al noleggio hanno fatto crescere il retail, anche per la parte flotta».

La UE e le flotte: tutte auto elettriche entro il 2030

Sui fleet manager e in generale sulle aziende c’è poi una proposta UE che (in alcuni casi) lascia preplessi: elettrificare “a tappeto” le flotte auto entro il 2030. Alcuni paesi non sono esattamente contenti mentre il Belgio ha abbracciato in pieno questa idea.

Per questo motivo, Aniasa sta cercando di intervenire sui tavoli anche su questo tema “spinoso”. Ne deriva che le grandi flotte verrebbero inveestite in pieno da questa normativa.

«Secondo me l’esempio del Belgio non può essere adattato all’Italia» ha detto Stefano Forcato. «Loro hanno il 37% di BEV mentre in Italia siamo sul 6-7%: serve gradualità.  E’ opportuno a guardare alla realtà del mercato».

Dal canto suo, Leasys condivide in pieno le titubanze di Aniasa. «Il cambiamento deve essere accompagnato e progressivo, anche perché l’Italia non è il Belgio. Oggi è inimmaginabile che tutti i veicoli della p.a siano elettrici».

Per Ayvens una transizione non può essere forzata. «Quella elettrica non può essere una tecnologia che vada bene per tutti».

Per Massimiliano Abriola, ci sono aspetti infrastrutturali e meccanismi incentivanti da mettere in campo. «Senza contare che c’è un tema di salvaguardia di una filiera dell’automotive (vendita, meccanici, dealer) importante. Servono le giuste attenzioni».

 

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