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Fringe Benefit 2026: la risposta alla normativa è digitale

Da gennaio 2026 sono in vigore i nuovi valori convenzionali per la tassazione delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato le Tabelle ACI 2026 con i costi chilometrici aggiornati, che costituiscono la base per il calcolo del fringe benefit ai fini fiscali e contributivi.

Le nuove tabelle si inseriscono nel quadro normativo ridisegnato dalla legge di Bilancio 2025, che ha modificato l’articolo 51 del t.u.i.r. (testo unico delle imposte sui redditi) introducendo un sistema maggiormente orientato alla sostenibilità ambientale. Il valore imponibile del benefit continua a essere determinato su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, ma cambiano le percentuali da applicare in base alla tipologia di alimentazione del veicolo.

Per le auto a benzina e diesel di nuova immatricolazione concesse in uso promiscuo dal 1° gennaio 2025, il fringe benefit è pari al 50% del costo chilometrico ACI. La percentuale scende al 20% per le ibride plug-in e al 10% per le auto elettriche pure, confermando l’impostazione “green” del legislatore.

Per le auto assegnate fino al 31 dicembre 2024, così come per i veicoli ordinati entro fine 2024 e assegnati entro il 30 giugno 2025, continua ad applicarsi la disciplina precedente, basata sulle emissioni di CO₂. Nel caso invece un mezzo ordinato entro fine 2024 e assegnato dal primo luglio 2025 si deve applicare il criterio del “valore normale” ovvero calcolare il fringe in base al numero effettivo dei km percorsi a uso personale. Rientrano in questo ultimo calcolo anche i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 2024 e riassegnati dal primo luglio 2025.

Tutto questo è un tema cruciale per i fleet manager che sono chiamati a rivedere le policy di assegnazione delle auto aziendali e a valutare con attenzione l’impatto fiscale e contributivo delle diverse soluzioni disponibili; ma anche per il driver che deve indicare periodicamente (e in modo preciso) i dettagli delle proprie percorrenze chilometriche così da poter rispondere al nuovo regolamento.

Le organizzazioni che hanno già intrapreso un percorso di digitalizzazione e adottato soluzioni strutturate e integrate per il Fleet Management si trovano in una posizione di vantaggio, potendo assorbire l’impatto delle nuove disposizioni con maggiore rapidità, precisione e controllo. L’adozione di queste soluzioni, come ad esempio ZCarfleet di Zucchetti, facilita ai driver la definizione e la compilazione dei km fatti a uso personale tramite app e permette un calcolo in automatico “del valore normale”, fornendo il valore del fringe basandosi sulle informazioni inserite.

La digitalizzazione dei processi consente di facilitare la gestione delle nuove assegnazioni, o riassegnazioni, tenendo conto della nuova normativa e dello storico dei mezzi in azienda. Processi completi, tracciabili e supportati da strumenti digitali non solo riducono la complessità operativa e il rischio di errori, ma trasformano l’adeguamento normativo in un’evoluzione naturale della gestione, anziché in un intervento emergenziale.

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