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ZTL Roma, scontro sulle elettriche: Motus-E scrive ai Comuni

Una lettera aperta al presidente dell'ANCI Gaetano Manfredi contro il nuovo ticket annuale da 1.000 € per l’accesso delle auto elettriche al centro storico.

È una lettera aperta dai toni netti quella che Motus-E ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Gaetano Manfredi. Al centro del documento (di cui trovate il testo integrale al seguente link) c’è la proposta di Roma Capitale di introdurre un contributo annuale per consentire anche alle auto elettriche l’accesso alle Zone a traffico limitato (ZTL) del centro storico.

Secondo l’associazione che riunisce la filiera italiana della mobilità elettrica, il provvedimento rischia di incrinare la fiducia di cittadini e imprese che hanno investito nella transizione verso veicoli a zero emissioni. Da qui l’appello ai Comuni italiani affinché si apra un confronto strutturato e coordinato sul futuro della mobilità urbana.

La stretta del Campidoglio: 1.000 € all’anno per accedere alla ZTL con un auto elettrica

La proposta nasce da due direttive firmate dall’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, che saranno sottoposte alla Giunta capitolina.

La prima introduce un permesso annuale a pagamento, pari a 1.000 €, per i veicoli esclusivamente elettrici che vogliano accedere alla ZTL del centro storico. Finora l’ingresso era gratuito. Restano esentati dal pagamento i soggetti che già beneficiano dell’accesso per specifiche condizioni – come residenti, persone con disabilità o altre categorie autorizzate – mentre per le nuove immatricolazioni il contributo sarà richiesto non appena sarà operativo il nuovo sistema di rilascio.

La misura, nelle intenzioni dell’amministrazione, risponde all’aumento dei veicoli elettrici in circolazione e al conseguente incremento delle autorizzazioni di accesso. Pur essendo mezzi a zero emissioni allo scarico, il loro numero crescente inciderebbe comunque sulla congestione del traffico e sulla disponibilità di parcheggi nel centro storico, area di particolare pregio e tutela.

La seconda direttiva interviene invece sulla sosta nelle strisce blu: per i veicoli mild hybrid, l’esenzione per i non residenti verrebbe meno, mentre resterebbe per full hybrid e plug-in hybrid, ritenuti più performanti dal punto di vista ambientale in ambito urbano.

L’appello di Motus-E: “Serve una visione strutturata”

Nella lettera indirizzata a Manfredi, Motus-E inquadra il caso romano in una prospettiva più ampia: l’elettrificazione è una trasformazione tecnologica profonda che richiede collaborazione tra industria, settore energetico e amministrazioni locali.

L’associazione ricorda che le imprese hanno investito oltre 2 miliardi di euro nelle infrastrutture di ricarica, mentre cittadini e aziende hanno speso più di 11 miliardi per veicoli a zero emissioni, confidando in regole stabili e in una programmazione coerente.

Da qui la critica alla decisione del Campidoglio, accolta con “sgomento e profonda preoccupazione”: la misura sarebbe stata annunciata senza confronto con la filiera e rischia di incrinare la fiducia di chi ha investito nell’elettrico. Considerando che le auto elettriche rappresentano meno dell’1,5% del parco circolante nell’area metropolitana di Roma, l’onere appare “prematuro e contraddittorio”.

Motus-E propone tempistiche più graduali, con eventuali contributi modulati sugli accessi effettivi, accompagnati da monitoraggi e valutazioni periodiche degli impatti. Il tema, sottolinea la lettera, è nazionale: servono maggiore armonizzazione, procedure autorizzative più uniformi e stop a oneri ritenuti impropri sulle infrastrutture di ricarica, oltre a una migliore tutela degli stalli dedicati.

L’invito ai Comuni è avviare una programmazione strutturata che concili riduzione della congestione, qualità dell’aria e meno rumore, con una roadmap chiara e condivisa che renda la transizione un’opportunità, non una sequenza di nuovi oneri.

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