Con ben 33.573 immatricolazioni in Italia nel 2025 (quattro tra i B-SUV), la Dacia Duster è sicuramente uno dei modelli più apprezzati prodotti dal brand rumeno. Un successo legato all’ottimo rapporto qualità-prezzo, la sua robustezza e il vasto ventaglio di motorizzazioni che spazia dall’amatissima alimentazione bifuel a benzina/Gpl (con un’autonomia che arriva a 1.400 km, grazie ai due serbatoi) all’ibrido mild e a quello full, fino alla trazione integrale.
In parole povere: quando in Europa e in gran parte del mondo, si proferisce la parola “Duster” si pensa subito a Dacia. Ma non ovunque è così. In India, infatti, il nome Duster è da sempre legato al marchio Renault, che per prima ha portato il modello nel Paese e che oggi, mentre la versione rumena continua a scalare le classifiche europee, prepara il ritorno della sua “gemella” con un progetto industriale e commerciale molto più ampio.
Il successo indiano e le strategie del gruppo
La nuova Duster arriva in un contesto, il mercato indiano dei SUV compatti, tra i più vivaci al mondo, che oggi vale circa il 14% delle vendite di autovetture, crescendo a ritmo costante da più di un decennio. E in questo segmento la Duster non è un nome qualunque.
Lanciata nel 2012, ha saputo ritagliarsi un ruolo da pioniere, superando le 200.000 unità vendute e diventando per molti automobilisti un simbolo di robustezza, libertà di movimento e versatilità. È proprio su questa eredità che Renault ha deciso di costruire il proprio rilancio nel Paese, parte di un piano globale che vede l’India come un pilastro strategico e sempre più centrale per il gruppo.
La crescita del mercato locale, oggi terzo al mondo per volumi, e il progressivo spostamento della domanda verso SUV e crossover rappresentano per Renault un’occasione mai così favorevole. Non sorprende quindi che Duster sia il modello scelto per inaugurare una nuova fase: un SUV con un nome già noto, un pubblico che lo attende e un segmento che continua a espandersi.
Un mix che la filiale indiana descrive come “un ritorno atteso”, con l’obiettivo di intercettare una domanda sempre più orientata alla combinazione tra costo di esercizio, robustezza e adattabilità ai diversi scenari d’uso, incluse le flotte locali.
Produzione, export e il futuro “extra-europeo” della Duster
La nuova Renault Duster sarà assemblata nel grande polo industriale di Chennai, nell’India orientale: una delle fabbriche più importanti del gruppo al di fuori dell’Europa. Qui Renault ha concentrato in un unico ecosistema progettazione, ingegneria e produzione, rafforzando un radicamento locale che nel 2025 si è ulteriormente consolidato con l’acquisizione delle quote Nissan. Il sito, che ha già superato i tre milioni di veicoli prodotti, sarà la base di lancio non solo per il mercato domestico, ma anche per l’export.
Per il gruppo francese, infatti, l’India non è più solo un mercato in crescita, ma anche un hub produttivo da cui sviluppare modelli destinati a più regioni. Lo conferma la roadmap della Duster, che debutterà nei concessionari indiani nella primavera 2026 per poi essere introdotta in Sudafrica e nei Paesi del Golfo. Un’espansione che rientra nel piano “Renault International Game Plan 2027”, con cui la Casa intende produrre otto nuovi modelli globali attraverso i suoi cinque poli industriali extraeuropei.
Questa strategia di prossimità ai mercati – dalla produzione alla personalizzazione dei veicoli – è pensata anche per intercettare le esigenze delle flotte che operano in quella zona del mondo: riduzione dei costi logistici, maggiore disponibilità di ricambi, configurazioni più adatte ai contesti di utilizzo locali e un controllo più diretto della qualità industriale. La nuova Duster, con la sua tradizione di affidabilità e il forte radicamento nel Paese, rappresenta il primo passo di una nuova fase per Renault nel subcontinente indiano e un modello destinato a giocare un ruolo chiave anche nei mercati emergenti collegati.




















