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Stellantis contro corrente: +6,7% di vendite auto a gennaio 2026

Il freddo di gennaio 2026 non ha gelato, come alcuni dicevano, le ambizioni di Stellantis. Mentre l’Europa dell’auto chiudeva il suo primo mese dell’anno con un calo del 3,5% delle immatricolazioni — e un divario del 21,6% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019 — il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA andava controcorrente. Il gruppo ha chiuso gennaio con 164.436 immatricolazioni, il 6,7% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con la quota di mercato che balza dal 15,5% al 17,1%. Numeri che, in un contesto simile, sembrano eccezionali.

Fiat in testa, Citroën e Opel inseguono

A trainare il risultato sono i marchi storici del gruppo, quelli con radici profonde nell’immaginario automobilistico europeo. Fiat si conferma tra i brand più dinamici, con una crescita del 24,6% e oltre 29.000 unità immatricolate. Bene anche Opel/Vauxhall (+12,7%) e Citroën (+14%), che contribuiscono in modo significativo al risultato complessivo. Lancia/Chrysler segna addirittura un +22%.

C’è qualcosa di profondamente italiano in questo rimbalzo. Fiat, da sempre il marchio-simbolo del made in Italy su quattro ruote, torna a correre proprio quando il Paese ne ha più bisogno.

Stellantis meglio di Tesla, a inizio 2026

Il dato di Stellantis acquista ancora più valore se confrontato con la concorrenza. Tesla perde il 17%, Renault cede il 15%, Toyota il 13,4%. Anche Volkswagen arretra del 3,8%. In questo panorama, crescere del 6,7% è una dichiarazione d’intenti.

Secondo gli analisti di Equita, Stellantis, già partner di MissionForum nelle edizioni degli ultimi anni, ha sovraperformato il mercato grazie al recupero di Fiat, Citroën e Opel, beneficiando dei primi effetti dei nuovi modelli. La conferma arriva anche da Banca Akros, che parla di flusso di notizie positivo, sottolineando la buona accoglienza da parte dei clienti europei dei marchi recentemente rilanciati.

La Borsa premia Stellantis

Nella mattinata del 24 febbraio, il titolo ha aperto la seduta con decisione a Piazza Affari, segnando un rialzo che sfiora il 2%, posizionandosi tra i migliori del FTSE MIB. I mercati finanziari, spesso spietati nei confronti delle case automobilistiche in difficoltà, questa volta hanno scelto di applaudire.

La crisi non è finita, ma la rotta Stellantis forse cambia

Sarebbe disonesto dipingere tutto a tinte rosa. Le sfide che Stellantis deve affrontare sono reali e strutturali: gli stabilimenti italiani attendono ancora di tornare a pieno regime, alcuni marchi del gruppo faticano ancora a trovare la loro voce, e la pressione dei produttori cinesi — con BYD che cresce a ritmi vertiginosi — non rallenta. La transizione energetica impone scelte difficili, e il nuovo piano industriale che l’AD Antonio Filosa presenterà a maggio dovrà rispondere a domande ancora aperte. In un settore dove la fiducia si perde in breve ma si riconquista in anni, questo +6,7% vale.

 

Dati immatricolazioni: ACEA, febbraio 2026

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