Ripresa del congressuale

La ripresa del congressuale e le difficoltà delle imprese

La ripresa del congressuale in questo scorcio di 2022 si scontra con la difficoltà oggettiva da parte di molte aziende, alle prese con l’aumento delle tasse e il rincaro delle tariffe dell’energia. I costi di gestione mettono a repentaglio la tenuta delle imprese del Mice. Con ripercussioni sul business travel, che riprende forza dopo la pandemia anche se è ancora lontano dai livelli pre Covid.

A fare luce su queste dinamiche sono il direttore generale di Federturismo, Antonio Barreca, e la presidente di Federcongressi, Gabriella Gentile. Entrambi intervistati da Missionline.it in occasione della presentazione dei dati Oice 2022, l’Osservatorio dei congressi e degli eventi.

Margini risicati, alti costi fissi per le materie prime, tasse e imposte nonché la difficoltà a programmare minano la buona ripresa del congressuale: cosa sta facendo Federturismo per aiutare i suoi associati?

Risponde Antonio Barreca: «La positiva ripresa del congressuale si scontra con le difficoltà di molte aziende che hanno nel Mice un segmento importante. Le principali difficoltà sono l’aumento del costo delle materie prime. Così come il dramma del caro energia e dei maggiori oneri, di cui si  stanno facendo pienamente carico cercando di mantenere i prezzi costanti. Il tutto in un momento delicato, seppure eventi e congressi siano in crescita.

Vale la pena ricordare che il comparto non è solo accoglienza, ricettività, cultura e intrattenimento. E’ anche trasporti, sui quali l’impatto del caro carburante è devastante. Le compagnie aeree hanno contratto debiti che devono iniziare a restituire. Inoltre, gli aggiustamenti dei prezzi finali non bastano certo ad una qualsiasi struttura turistica per compensare il boom della bolletta energetica.

Come Federturismo abbiamo chiesto che vengano adottate le  stesse misure di sostegno previste per le imprese energivore. In aggiunta, stiamo analizzando gli strumenti disponibili per contrastare e contenere l’impatto degli aumenti energetici.

Ma per rispondere ai rincari sono necessari interventi più incisivi che favoriscano gli investimenti sul fotovoltaico e in generale sulla transizione energetica».

L’obiettivo è di non riversare i costi sulle aziende clienti del business travel e dei congressi.

[Leggi quanto manca alla definitiva ripresa del trasporto aereo]

Ritiene che questa crisi si risolva più al tavolo con il Governo o con sinergie/alleanze tra imprese?

«Le imprese lottano per agganciare la ripresa e per attenuare l’impatto dei costi che sono schizzati alle stelle. La crisi è complessa e possiamo uscirne solo con la coesione. Dal Dl Aiuti ci aspettiamo risposte che tengano conto delle oggettive difficoltà vissute dalle aziende, misure per salvaguardare il turismo e i lavoratori che devono guadagnare di più. Il costo del lavoro è troppo alto, va ridotto il cuneo fiscale».

[Leggi del caro carburante che ha prodotto un miliardo in più nelle casse dello Stato]

La carenza di manodopera qualificata nelle imprese turistiche italiane è reale o è malainformazione?

«Gli operatori stanno incontrando reali difficoltà nel reperimento di manodopera. La ricerca di personale è diventata più difficile perchè molti addetti, in cerca di un impiego più stabile, hanno trovato occupazione in altri settori.

È sotto gli occhi di tutti che la ragione della reticenza dei lavoratori all’assunzione nel turismo risieda anche nella concorrenza che si è venuta a determinare tra reddito da lavoro e fruizione del reddito di cittadinanza.

In questo quadro è indubbio che la decontribuzione rappresenti un’importante agevolazione per gli imprenditori del turismo. Tuttavia, sarebbe stato necessario estendere l’esonero contributivo per gli stagionali all’intero semestre. Prevederlo, infatti, solo per le assunzioni del primo trimestre rappresenta una penalizzazione, visto che i lavoratori vengono ingaggiati a partire dal mese di maggio».

Dalle imprese al congressuale: quando si potrà parlare di vera ripresa?

Risponde Gabriella Gentile, presidente di Federcongessi & eventi: «Il settore è sicuramente ripartito: i dati dell’Oice 2022 fotografano l’inizio della ripresa (+23,7% rispetto al 2020). Fotografano anche come, appena è stato possibile ripartire, il comparto sia stato subito reattivo. La domanda ha mostrato grande desiderio di tornare a realizzare eventi che permettessero il contatto diretto tra le persone. A conferma quindi della maggiore efficacia della modalità in presenza rispetto a quella virtuale.

Tuttavia, rispetto ai livelli pre-Covid siamo ancora sotto dell’80% rispetto al 2019.

Grazie anche ai supporti economici ricevuti dal Governo, la maggior parte delle aziende ha superato il momento di grande difficoltà generato dallo stop forzato. L’attività intensa della prima parte del 2022 ci permette di stimare che la forbice si sia sicuramente ridotta. Ne abbiamo testimonianza dal grande fervore che tutti i rappresentanti della filiera produttiva stanno manifestando. Dalle sedi, ai fornitori di servizi ausiliari, alle agenzie di organizzazione nelle loro diverse tipologie».

Qauali altre riflessioni sull’Osservatorio?

«Il 39,9% delle sedi congressuali stima di ritornare ai livelli pre-Covid già nel 2022 ed il 37,2% nel 2023. Detto ciò, il sentimento, benchè positivo, ci impone grande cautela rispetto al futuro. L’attuale contesto, così complesso da un punto di vista economico, sociale, politico e geopolitico e così difficile da prevedere nelle sue evoluzioni, non ci permette di delineare facilmente gli scenari futuri, nel breve e più lungo termine. Né di comprendere i cambiamenti che ancora ci aspettano.

Perciò continueremo a vigilare per supportare gli operatori del settore e accompagnarli verso una piena ripresa secondo quello che sarà necessario. Anche dal punto di vista di eventuali futuri sostegni economici e interventi fiscali».

Avete in corso interlocuzioni con le istituzioni per sostenere la ripartenza?

«Federcongressi & eventi in questi mesi ha continuato a lavorare intensamente con i diversi stakeholder istituzionali. Essi rappresentano un punto di riferimento per l’intera filiera e sono strategici per la crescita. Sicuramente il Ministero del Turismo è uno di questi. Così come già avvenuto durante la pandemia, la collaborazione è forte e di grande sinergia. Prova ne è il coinvolgimento dell’associazione nel Piano Strategico del Turismo 2023-2027.

Più in generale, lavorare in sinergia e in una logica di alleanze e collaborazione rimane la via efficace da percorrere per garantire la progettualità necessaria a sviluppare e innovare l’intero settore».

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Gabriella Gentile