Navigazione in zona di guerra, Medio Oriente

Navigazione in zona di guerra, Medio Oriente: aggiornamento marzo 2026

I dati forti della situazione per la navigazione, in Medio Oriente, partono dal giorno 1 marzo 2026, quando almeno tre petroliere sono state attaccate nella zona tra lo Stretto di Hormuz e il Golfo di Oman, con un marittimo ucciso e diversi feriti.

Gli episodi sono collegati alle ritorsioni iraniane successive ad attacchi aerei condotti da USA e Israele su obiettivi in Iran. Al 4 marzo 2026, i transiti commerciali nello Stretto di Hormuz sono crollati dell’81% rispetto alle medie di gennaio.

Zone navugazione bloccate o a rischio critico

Attualmente ci sono tre aree altamente pericolose:

1. Stretto di Hormuz Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso al traffico commerciale. Tutte le principali compagnie marittime (MSC, Maersk, CMA CGM, COSCO, ONE, Hapag-Lloyd) hanno sospeso le prenotazioni per le merci in transito nello Stretto o destinate ai porti del Golfo Persico. Attualmente non esiste una tempistica per la ripresa dei normali servizi di trasporto merci via mare.

2. Mar Rosso e Bab el-Mandeb Gli Houthi yemeniti hanno minacciato di lanciare nuovi attacchi contro Israele e contro le navi statunitensi in Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Dopo che la nave cisterna Skylight è stata colpita da un drone o da un missile nello Stretto di Hormuz, il traffico marittimo in quel tratto di mare è praticamente azzerato.

3. Golfo Persico DP World ha temporaneamente sospeso le operazioni presso i terminal di Jebel Ali, il più grande porto del Medio Oriente.

Come si muovono (o non si muovono) le navi oggi

Le grandi compagnie hanno reagito immediatamente. MSC ha sospeso tutte le prenotazioni mondiali di container verso il Medio Oriente. Maersk ha sospeso tutti gli attraversamenti attraverso lo Stretto di Hormuz, introducendo supplementi di emergenza. CMA CGM ha dirottato tutte le navi via Capo di Buona Speranza con un supplemento di emergenza di 4.000$ per container da 40 piedi. Hapag-Lloyd ha introdotto un supplemento per rischio di guerra di 1.500$/TEU in vigore dal 2 marzo.

La rotta alternativa è quella presa già da circa 170 portacontainer per 450.000 TEU, che sono dirottate via Capo di Buona Speranza, con un allungamento medio dei tempi di viaggio di dieci giorni sulla direttrice Asia-Europa.

Problemi GPS e Assicurazione

Ad aggravare i rischi ci sono continue e significative interferenze sul Global Navigation Satellite System in tutta la regione, causando offset di posizione, anomalie AIS e scarsa ricezione dei segnali, aumentando la probabilità di incidenti durante la navigazione.

Inoltre, la copertura assicurativa P&I è stata rimossa per la regione di Hormuz a partire dal 5 marzo, rendendo economicamente impossibile il transito per gli armatori anche in caso di miglioramento della situazione militare.

Steamship Mutual ha emesso un avviso formale di cancellazione della copertura rischi di guerra per il Golfo Persico e le acque adiacenti, con effetto a partire dai primi di marzo 2026.

L’impatto sulla navigazione in Europa

La guerra in Medio Oriente ha fermato il 10% della flotta portacontainer mondiale. Secondo l’analista Lars Jensen, gli spedizionieri devono prepararsi a un effetto a catena con l’aumento delle tariffe spot anche su altre importanti rotte marittime.

Il fatto che le navi impiegate sul trade Asia-Europa tornino a circumnavigare l’Africa ha un impatto rialzista sui noli, poiché aumentano le miglia da navigare e si riduce l’offerta di capacità. Le tariffe dei container da Shanghai al Golfo Persico sono aumentate subito del 35,4%, raggiungendo i 1.327 $/TEU al 27 febbraio.

La risposta militare europea: operazione ASPIDES

L’Unione Europea ha esteso fino al 28 febbraio 2027 il mandato dell’operazione navale Eunavfor Aspides, missione difensiva attiva nel Mar Rosso e nelle aree adiacenti, con un budget di quasi 15 milioni di euro per il periodo marzo 2026-febbraio 2027. La missione è stata rafforzata con ulteriori unità navali in risposta all’aumento delle richieste di protezione degli armatori.

L’area operativa di Aspides comprende Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Golfo Persico. Da queste acque transita circa il 12% del commercio globale, quasi il 30% del traffico container tra Asia ed Europa e circa il 10% del petrolio trasportato via mare nel mondo.

Lo schieramento prevede in media tre navi militari, cinque assetti aerei tra velivoli da pattugliamento e droni, e circa 640 militari. Alla missione partecipano otto Paesi: Italia, Grecia, Francia, Belgio, Svezia, Lettonia, Estonia e Germania. Dal 14 marzo, l’Italia ha assunto la guida della forza navale con il contrammiraglio Milos Argerton, con la fregata italiana Rizzo schierata nel Mar Rosso.

Sintesi zone, rotte e navigazione bloccata

Area Stato attuale
Stretto di Hormuz 🔴 Chiuso al traffico commerciale (-81% transiti)
Mar Rosso / Bab el-Mandeb 🔴 Attacchi Houthi attivi
Canale di Suez 🔴 Sospeso fino a nuovo avviso
Capo di Buona Speranza 🟡 Rotta alternativa (+10 giorni di viaggio)
Coperture assicurative Hormuz 🔴 Cancellate dal 5 marzo

La situazione è in rapida evoluzione e al momento non c’è una previsione di riapertura delle rotte principali.

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