Quanto pesa davvero uno scalo sul rendimento di un viaggio di lavoro? Non solo in termini di tempo, ma di energia, lucidità e produttività? A rispondere è un nuovo studio di Booking.com for Business, che ha analizzato i principali aeroporti statunitensi per individuare dove i viaggiatori registrano i tempi medi di coincidenza più lunghi e quali implicazioni questo comporti per l’efficienza e il benessere dei professionisti in trasferta.
La classifica degli aeroporti con gli scali più lunghi negli Stati Uniti
In cima alla graduatoria si colloca l’Aeroporto di Kahului, con un tempo medio di sosta di 5 ore e 8 minuti, ben oltre la media nazionale di circa 3 ore e mezza.
A seguire:
- Aeroporto Internazionale Daniel K. Inouye – 4 ore e 34 minuti
- Aeroporto Internazionale di Miami – 4 ore e 24 minuti
- Aeroporto Internazionale di San Francisco – 4 ore e 14 minuti
- Aeroporto Internazionale di Sacramento – 4 ore e 7 minuti
- Aeroporto Internazionale di Salt Lake City – 4 ore e 5 minuti
- Aeroporto Internazionale John F. Kennedy – 4 ore e 4 minuti
- Aeroporto Internazionale di Los Angeles – 4 ore e 2 minuti
- Aeroporto Internazionale Newark Liberty – 4 ore
- Aeroporto Internazionale O’Hare di Chicago – 3 ore e 59 minuti
Hawaii in testa: meno voli, più attesa
Il primato di Kahului, a Maui, è legato soprattutto alla limitata frequenza dei collegamenti: circa 93 voli operativi al giorno, principalmente tra la terraferma statunitense e l’isola. Un’offerta meno capillare comporta finestre di coincidenza più ampie e, quindi, attese più lunghe.
Anche l’aeroporto internazionale Daniel K. Inouye di Honolulu, con circa 136 partenze giornaliere verso 57 destinazioni, risente di una frequenza relativamente più bassa rispetto ai grandi hub continentali, con conseguenti tempi medi di sosta superiori alle quattro ore.
Miami: attese lunghe, ma esperienza premium
Il caso dell’aeroporto internazionale di Miami evidenzia invece un’altra dinamica. Qui non è tanto la scarsità di voli a determinare l’attesa, quanto il volume elevato di passeggeri e la complessità operativa. Per le partenze internazionali, i viaggiatori possono impiegare tra i 60 e i 90 minuti o più solo per completare i controlli di sicurezza e raggiungere il gate.
Nonostante ciò, Miami è stata riconosciuta nel 2025 tra i migliori aeroporti al mondo per esperienza di scalo, grazie a un’ampia offerta di ristorazione e servizi pensati per rendere più confortevoli le attese prolungate.
Il costo nascosto degli scali: stanchezza e meeting cancellati
Per i viaggiatori business, uno scalo di quattro o cinque ore non è solo un’interruzione: può diventare un fattore critico. Le ricerche citate nello studio indicano che il 28% dei viaggiatori business ha cancellato incontri a causa della stanchezza.
Un dato che mette in luce come la gestione delle coincidenze non sia solo una questione logistica, ma anche di performance professionale.
La voce di Booking.com for Business
Joshua Wood, Direttore Commerciale di Booking.com for Business, sottolinea:
«Coordinare viaggi di affari complessi che coinvolgono più voli e personale può essere una sfida logistica, specialmente se si intende viaggiare per un evento particolare o si hanno riunioni importanti prenotate.
Essendo anch’io un viaggiatore d’affari abituale, e con molte persone nel mio team costantemente in movimento, capisco che una delle maggiori fonti di stress è se uno scalo sia effettivamente abbastanza lungo. Sebbene la sosta media sia tipicamente di 3,5 ore, fattori come la dimensione dell’aeroporto, le procedure di sicurezza e la distanza a piedi tra i terminal possono influenzare la gestione della connessione.
Viaggiatori e gestori di viaggio dovrebbero informarsi su questi fattori per stabilire un tempo minimo di sosta prima di prenotare i voli in coincidenza. Fare la valigia leggera e consultare la mappa dell’aeroporto in anticipo può anche accelerare il processo».
Wood evidenzia inoltre il ruolo delle piattaforme di gestione dei viaggi aziendali, strumenti che consentono di prenotare, tracciare e coordinare trasferte complesse in modo integrato, riducendo errori e tempi di pianificazione.
Diretti o con scali? Una scelta strategica
Il messaggio dello studio è chiaro: quando possibile, privilegiare voli diretti può ridurre non solo il tempo di viaggio, ma anche il rischio di ritardi e coincidenze perse, un aspetto cruciale per chi ha agende serrate.
In un contesto in cui efficienza, benessere e sostenibilità del lavoro sono sempre più centrali, anche la durata di uno scalo diventa una variabile strategica. Per travel manager e aziende, la vera sfida non è solo arrivare a destinazione, ma farlo nelle condizioni migliori per performare.













