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Viaggi e mobilità in Medio Oriente: informazioni, regole e contatti utili durante la guerra

A seguito della campagna militare da parte degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e dei conseguenti attacchi di rappresaglia, nella regione di tutto il Medio Oriente si registrano chiusure degli spazi aerei e sospensioni dei voli. La situazione è in evoluzione e si prevede un’escalation rapida e su larga scala nella regione, pur se altalenante.

Dall’inizio del conflitto sono 18mila i voli cancellati. Molte compagnie aeree commerciali cancellano i voli da e verso alcuni paesi della regione. Inoltre, le rotte di volo tradizionali potrebbero essere deviate — causando variazioni nei tempi di viaggio — poiché i paesi impongono periodicamente restrizioni agli spazi aerei o le compagnie aeree cercano di evitare rotte ad alto rischio. Si consiglia ai viaggiatori di monitorare lo stato dei propri voli, contattare direttamente le compagnie aeree e predisporre piani alternativi in caso di imprevisti. Decine di migliaia di passeggeri sono bloccati e gli unici voli effettuati sono quelli di evacuazione.

A causa delle restrizioni in corso allo spazio aereo e delle interruzioni delle rotte, i requisiti per la documentazione di viaggio potrebbero variare con breve preavviso, interessando visti turistici, visti di transito, eVisa (incluso il visto al momento dell’arrivo), carte d’arrivo e rinnovi del passaporto. I viaggiatori sono invitati a verificare attentamente i requisiti per l’ottenimento del visto e ad assicurarsi di essere in possesso della documentazione necessaria sia per l’ingresso che per gli eventuali scali previsti durante il viaggio.

La limitata disponibilità di voli diretti verso alcune destinazioni sta determinando un aumento degli itinerari con scalo, spesso prenotati su biglietti separati. Alcuni Paesi richiedono un visto valido anche per brevi coincidenze e la mancanza della documentazione corretta per ogni tratta del viaggio potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco. Le autorità di frontiera sono tenute a far rispettare scrupolosamente tali requisiti. Molti Paesi elaborano ora le autorizzazioni di viaggio esclusivamente tramite portali governativi online, elencati a fondo pagina qui.

Turismo sotto pressione in vista della Pasqua

L’instabilità geopolitica rischia ora di avere ripercussioni dirette sul settore turistico, soprattutto in vista delle festività primaverili. Secondo Assoviaggi Confesercenti, la situazione rientra tra le cosiddette “circostanze inevitabili e straordinarie” previste dalla normativa europea sui pacchetti turistici.

In base all’articolo 41 del Codice del Turismo, i viaggiatori possono infatti annullare il viaggio senza penali se, prima della partenza, si verificano eventi che compromettono la sicurezza o rendono difficoltoso raggiungere la destinazione.

Il problema principale resta però l’incertezza. Una destinazione considerata sicura oggi potrebbe diventare sconsigliata nel giro di pochi giorni. Per questo molte prenotazioni stanno rallentando e gli operatori del settore temono contraccolpi significativi per le vacanze di primavera.

Chiusure degli spazi aerei e operazioni di volo

Negli ultimi giorni centinaia di collegamenti sono stati cancellati o riprogrammati, soprattutto quelli che transitano negli hub del Golfo. Iran, Israele, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Iraq e Qatar hanno tutti chiuso i propri spazi aerei. Si prevede che altri paesi della regione faranno altrettanto. La crisi ha creato due principali emergenze per il settore turistico: da una parte i viaggiatori presenti nei paesi della regione che stanno cercando di rientrare, dall’altra quelli bloccati in altre destinazioni ma impossibilitati a tornare perché il loro volo prevedeva uno scalo nell’area interessata dal conflitto.

L’ASTOI Confindustria Viaggi, che rappresenta molti tour operator italiani, ha spiegato che numerosi turisti stanno attendendo soluzioni alternative per il rientro, mentre altri stanno tornando con voli straordinari organizzati negli ultimi giorni.

Anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha coordinato alcune operazioni di rientro. Due voli partiti da Mascate, in Oman, hanno riportato a Roma circa 350 passeggeri diretti all’aeroporto di Aeroporto di Roma Fiumicino. Altri collegamenti sono stati organizzati da Malé, capitale delle Maldive, verso Aeroporto di Roma Fiumicino e Aeroporto di Milano Malpensa.

Confini terrestri

Sono segnalate chiusure di confini terrestri nella regione. Contattare le autorità locali per ulteriori informazioni.

Paesi monitorati e rotte a rischio

Tra le destinazioni considerate più sensibili figurano, oltre all’Iran, anche Iraq, Israele, Cisgiordania, Oman, Kuwait e Bahrain. In queste aree la situazione di sicurezza è monitorata con particolare attenzione, soprattutto nelle grandi città e nei pressi di installazioni militari.

Oltre al fattore sicurezza pesa anche quello dei collegamenti. Molti voli verso l’Asia — destinazioni come India, Australia, Singapore, Malesia, Sri Lanka, Filippine, Seychelles e Vietnam — prevedono scali proprio negli hub del Golfo, dove si stanno moltiplicando cancellazioni e modifiche degli itinerari.

Per questo l’Unità di Crisi della Farnesina invita i viaggiatori a registrarsi sui portali ufficiali prima della partenza, così da poter intervenire più rapidamente in caso di emergenze.

App e portali per monitorare la sicurezza

Il riferimento principale resta il portale Viaggiare Sicuri, gestito dal Ministero degli Esteri, che raccoglie aggiornamenti su oltre 200 paesi e territori nel mondo. Attraverso il sito o l’app dedicata i viaggiatori possono verificare in tempo reale eventuali restrizioni o raccomandazioni.

Collegato alla stessa piattaforma è anche il servizio Dove siamo nel mondo, che consente ai cittadini italiani all’estero di registrare il proprio itinerario. I dati vengono utilizzati esclusivamente in caso di emergenze per facilitare l’intervento dell’Unità di Crisi e vengono cancellati poco dopo il rientro.

Le raccomandazioni riguardano non solo il Medio Oriente. Ad esempio, tra gli ultimi aggiornamenti figurano avvisi relativi all’Azerbaigian e alle regioni sud-orientali della Turchia, oltre all’invito a rinviare i viaggi in Libano e a lasciare il paese con i primi voli disponibili per chi già si trova sul posto.

Prezzi dei biglietti alle stelle

L’aumento dei prezzi dei biglietti aerei sono saliti alle stelle sulle rotte Asia-Europa, dopo la chiusura degli aeroporti del Golfo che ha costretto le compagnie a trovare nuove rotte che evitino il Medio Oriente. Tratte più lunghe e più costose in termini di consumo di carburante. I principali hub del Golfo, compreso l’aeroporto di Dubai (che gestisce in media 1000 voli al giorno), sono infatti rimasti chiusi, riducendo drasticamente la capacità su rotte dall’Australia all’Europa.

Le rotte alternative

I vettori che offrono viaggi diretti Asia-Europa aggirano lo spazio aereo chiuso volando a nord attraverso il Caucaso e poi l’Afghanistan o a sud attraverso Egitto, Arabia Saudita e Oman.

Compagnie più colpite dal blocco

Le compagnie del Golfo hanno subito le ripercussioni più pesanti: Emirates dall’inizio del conflitto a cancellato due mila voli, lo stesso vale per Ethiad, Air Arabia, Qatar Airways e Oman Air. Lo spazio rimarrà chiuso fino al 4 marzo e nel frattempo queste compagnie opereranno solo voli di rimpatrio.

A seguito della parziale riapertura dello spazio aereo nella regione, Emirates sta operando con un programma di voli ridotto ma in graduale ripresa. Entro il 7 marzo saranno operativi 106 voli giornalieri di andata e ritorno verso 83 destinazioni, pari a circa il 60% della rete complessiva. Per quanto riguarda l’Italia, fino al 7 marzo sono confermati i collegamenti tra Dubai e Aeroporto di Roma Fiumicino (voli EK95/EK96 e EK97/EK98) e tra Dubai e Aeroporto di Milano Malpensa (voli EK101/EK102). Nei mercati con maggiore domanda le operazioni sono state rafforzate: nel Regno Unito la compagnia opererà 11 voli giornalieri su cinque aeroporti, mentre in India raggiungerà 22 voli al giorno verso nove città. Negli Stati Uniti Emirates mantiene collegamenti con sette gateway, garantendo la continuità dei voli tra USA ed Emirati Arabi Uniti.

Permessi di lavoro e passaporti

I requisiti per l’autorizzazione al lavoro, potrebbero essere sospesi. Al momento non si registrano impatti sull’elaborazione dei visti nella regione.

Avvisi e sicurezza degli stranieri in Medio Oriente

Sono state diramate notifiche di “rifugio” per i cittadini stranieri in tutta la regione. Chi necessita di documenti di viaggio o passaporti d’emergenza, deve contattare il proprio consolato locale. Chi possiede una doppia cittadinanza deve contattare entrambi i consolati.

Serve un permesso per lasciare il Medio Oriente?

I permessi di uscita non sono richiesti in Egitto, Giordania, Libano, Qatar o negli Emirati Arabi Uniti. I cittadini stranieri in Arabia Saudita, e i loro familiari a carico, devono ottenere un permesso di uscita. I cittadini stranieri in Kuwait titolari di una regolare residenza lavorativa sono tenuti a ottenere un permesso di uscita, prima di lasciare il paese.

I permessi di uscita potrebbero essere richiesti in Iraq per chi lascia definitivamente, per le persone impiegate con un contratto locale iracheno e per le persone che hanno superato la durata del proprio visto.

Vie di fuga attraverso l’Oman

La chiusura di gran parte dello spazio aereo mediorientale a causa del conflitto ha trasformato Muscat, capitale dell’Oman, in una delle principali vie di fuga per i viaggiatori bloccati nel Golfo. Migliaia di persone stanno raggiungendo l’aeroporto via terra dagli Emirati Arabi Uniti, provocando lunghe code al valico di frontiera di Hatta e tempi di attesa elevati: Oman Air ha invitato i passeggeri ad arrivare al confine almeno 12 ore prima del volo.

Compagnie aeree e governi stanno organizzando collegamenti speciali di rimpatrio, mentre alcuni viaggiatori ricorrono a jet privati. Circa l’80% dei passeggeri arrivati è rimasto bloccato dopo la cancellazione dei voli di coincidenza con vettori come Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways.

In quali Paesi ci si può recare nel minor tempo possibile?

Le persone che desiderano lasciare rapidamente la regione e hanno la possibilità di viaggiare in aereo, dovrebbero privilegiare destinazioni per le quali normalmente non è richiesto un visto d’ingresso per turismo o viaggi d’affari, con un’uscita più rapida. Sono consigliate destinazioni vicine o con requisiti meno restrittivi.

Clicca qui per un elenco dei paesi per i quali i cittadini israeliani, giordani, egiziani, libanesi e i titolari di passaporti rilasciati dall’Autorità Palestinese, necessitano o meno di un visto d’ingresso.

Implicazioni per aziende e dipendenti: cosa prevede il diritto del lavoro

La crisi geopolitica in Medio Oriente e le conseguenti chiusure dello spazio aereo non stanno generando solo disagi logistici per i viaggiatori, ma anche importanti implicazioni sul piano del diritto del lavoro. In una recente comunicazione, l’Arbeitgeber Banken ha analizzato gli effetti della situazione per le aziende e i dipendenti coinvolti in trasferte internazionali. Secondo l’associazione, la responsabilità del datore di lavoro dipende principalmente dalla natura del viaggio.

Nel caso di trasferte di lavoro, se un dipendente rimane bloccato all’estero a causa di cancellazioni o chiusure dello spazio aereo, continua ad avere pieno diritto allo stipendio, anche qualora non possa svolgere attività lavorativa. Il periodo di attesa non può essere considerato ferie e l’azienda è inoltre tenuta a coprire eventuali costi aggiuntivi, come alloggio o nuovi voli per il rientro. Il datore di lavoro deve supportare attivamente il dipendente organizzando soluzioni di rientro, garantendo sistemazioni sicure e mantenendo un contatto costante. Può anche essere necessario coordinarsi con il Dipartimento federale degli affari esteri o con le rappresentanze diplomatiche per facilitare il ritorno dei lavoratori.

Diversa è invece la situazione per i viaggi privati o le vacanze. Se un dipendente non riesce a rientrare in tempo per cause indipendenti dalla sua volontà, come la chiusura dello spazio aereo, non può essere sanzionato per l’assenza dal lavoro. Tuttavia, in questi casi non esiste un diritto automatico allo stipendio né l’obbligo per il datore di lavoro di sostenere le spese aggiuntive. L’associazione consiglia quindi alle aziende e ai lavoratori di trovare soluzioni pragmatiche, come l’utilizzo di ferie residue, il recupero delle ore di lavoro o, quando possibile, il ricorso al lavoro da remoto.

Fonti ufficiali – Contatti online di Ministeri e aeroporti 

Egitto

Cairo International Airport

State Information Service

Deputy Minister of Foreign Affairs for Immigration and Egyptians Abroad Affairs

Iraq

Baghdad International Airport / New Al Muthana Air Base Information

Erbil International Airport (Kurdistan Region)

Ministry of Foreign Affairs

Israele

Ben Gurion Airport (iaa.gov.il)

Israel Government Portal (English)

Israeli Ministry of Foreign Affairs, Visas

Israeli Ministry of Foreign Affairs

Israeli Population and Immigration Authority

Israeli Ministry of Economy and Industry

Giordania

Ministry of Foreign Affairs and Expatriate Affairs

Ministry of Interior

Ministry of Tourism and Antiquities

Ministry of Labor

Libano

Beirut- Rafic Hariri International Airport

General Directorate of General Security

Ministry of Information

Ministry of Economy

Presidency of the Council of Ministers

Qatar

Hamad International Airport (Doha) Information

Ministry of Foreign Affairs

Qatar Civil Aviation Authority

Arabia Saudita

General Authority of Civil Aviation

King Khalid International Airport (Riyadh) Information

Ministry of Foreign Affairs

Ministry of Interior

Emirati Arabi Uniti

Dubai Airports Information

General Civil Aviation Authority

Ministry of Foreign Affairs

Stati Uniti

U.S. Embassy Israel – News Feed

U.S. Embassy in Lebanon

U.S. Embassy in Jordan

U.S. Embassy and Consulate in Egypt

U.S. citizen assistance form – cacms.state.gov/s/crisis-intake or call from the U.S. at +1-833-890-9595 and +1-606-641-0131 or from Israel at 03-519-7426

U.S. Office of Palestinian Affairs Website

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