Per anni, ottenere un visto per il Venezuela è stato un percorso a ostacoli. Chi viveva negli Stati Uniti doveva passare per il Messico. Chi abitava in Canada aspettava settimane. In molti Paesi le ambasciate venezuelane erano chiuse o semi-operative, e i moduli cartacei sembravano usciti da un’altra era. Il 9 aprile 2026, il Ministero degli Affari Esteri venezuelano ha messo discretamente online un portale chiamato Cancillería Digital: con pochi clic, il Paese che aveva uno dei visti più difficili dell’America Latina è passato a un sistema digitale al 100%.
La notizia è passata quasi in sordina sui grandi media, ma per decine di migliaia di viaggiatori — uomini d’affari, giornalisti, operatori umanitari, turisti avventurosi — rappresenta un cambiamento importante.
Come funziona il nuovo sistema del Venezuela
Il sistema è gestito dal Ministerio del Poder Popular para Relaciones Exteriores (MPPRE), e non attraverso il SAIME, che rimane l’autorità interna per l’immigrazione. Tutto passa attraverso un unico portale: cancilleriadigital.mppre.gob.ve.
Una volta approvato, il visto viene inviato direttamente via email in formato PDF con codice QR. Non serve alcun timbro sul passaporto, non serve presentarsi di persona: basta stampare il documento e mostrarlo al controllo di frontiera all’arrivo in Venezuela. A seguire, i dettagli chiave del nuovo sistema:
Tipologie disponibili: visto turistico e visto d’affari.
Tempo di elaborazione: circa 15 giorni, rispetto alle 6 settimane precedenti. Un miglioramento drastico che rende il Venezuela finalmente pianificabile con anticordi ragionevoli.
Costo: circa 180 USD (rispetto ai 60 dollari del vecchio sistema). Un aumento significativo — triplicato — ma che rispecchia la nuova accessibilità del processo e la sua gestione centralizzata e digitale.
Durata del soggiorno: fino a 90 giorni per ingresso, a discrezione del funzionario di frontiera.
Validità del visto: un anno, con ingressi multipli — condizione invariata rispetto al sistema precedente.
Chi ha bisogno del visto per il Venezuela e chi no
Va precisato un dettaglio importante: il visto per turismo non è necessario per chi è in possesso di un passaporto italiano. Il soggiorno massimo consentito in Venezuela senza visto è di 90 giorni. Il nuovo sistema elettronico interessa quindi principalmente i cittadini di nazionalità che il Venezuela non ha inserito nella lista di esenzione — tra cui statunitensi, canadesi, australiani, e molti latinoamericani. Per loro, passare da sei settimane di attesa e appuntamenti consolari quasi impossibili a una domanda online con risposta in due settimane è una rivoluzione vera.
-> Qui il sito del consolato venezuelano in Italia
Chi beneficia della novità 2026
Oltre al turista curioso, il nuovo sistema serve una serie di profili molto specifici. I membri della diaspora venezuelana — in particolare coloro che vivono negli Stati Uniti, in Canada, in Perù o in Cile, che sono cresciuti visitando la famiglia a Caracas, Maracaibo o Mérida — per anni non hanno avuto un canale consolare funzionante. Per loro, il visto elettronico è la prima vera opportunità di vedere un parente senza dover pianificare il viaggio con sei mesi di anticipo.
Tra i beneficiari anche giornalisti e ricercatori (che per ora usano il visto d’affari come soluzione temporanea), operatori umanitari attivi nelle crisi sanitarie e alimentari, e investitori del settore energetico — petrolio, miniere, infrastrutture — per i quali un viaggio a Caracas può essere strategicamente rilevante nonostante le complessità del contesto.

Il Venezuela: cosa da sapere prima di partire
La nuova norma sui visti è un’ottima occasione per (ri)scoprire cos’è davvero il Venezuela, spesso ridotto nei titoli di giornale alla sola crisi politica.
Geografia e natura
Il Venezuela si estende su una superficie terrestre di oltre 916.000 km², ed è delimitato a nord dal Mar dei Caraibi, a est dalla Guyana, a sud e sud-est dal Brasile, a ovest e sud-ovest dalla Colombia.
Il territorio è piuttosto vario: a ovest si trovano le ultime propaggini andine, la zona centrale è pianeggiante e ricca di fiumi, mentre il Massiccio della Guayana caratterizza l’area sud-orientale. A questo si aggiunge una delle aree protette più vaste al mondo: le Zone soggette a regime di amministrazione speciale coprono circa il 63% del territorio nazionale, rendendole la più grande area protetta dell’America Latina.
Il fiume Orinoco — 2.140 km di lunghezza — è la spina dorsale idrica del Paese, con un delta paludoso imponente nella parte finale. E poi c’è il Salto Ángel, nel Parco Nazionale di Canaima: la cascata più alta del mondo, con un salto di quasi mille metri, riconosciuta patrimonio UNESCO.
Clima
Su quasi tutto il Paese si ha una temperatura media annuale di circa 25°C, con cambiamenti climatici solo in rapporto all’altitudine. La temperatura media di Caracas, che si trova su un altopiano a 922 metri, è di 22°C, mentre sulla costa, a La Guaira, la media sale a 27°C. Le piogge si concentrano tra aprile e novembre.
Popolazione e cultura
La popolazione stimata nel 2026 è di circa 28,6 milioni di abitanti, con una densità di 31 abitanti per km² e un tasso di urbanizzazione molto elevato, pari all’89%. La capitale Caracas ospira circa 2 milioni di abitanti nel comune e quasi 3 nell’area metropolitana. La lingua ufficiale è lo spagnolo, e la religione predominante è il cattolicesimo (96%).
Economia
Il Venezuela è un Paese dalle risorse naturali straordinarie, ma dalla storia economica tormentata. Il petrolio rappresenta la principale fonte di guadagno: il Venezuela è tra i quattro principali fornitori di petrolio per gli Stati Uniti, e circa 500 compagnie americane sono rappresentate nel Paese.
A questi si aggiungono enormi riserve di gas naturale, ferro, bauxite, oro e diamanti. La produzione industriale pesante — acciaio, alluminio, cemento — è concentrata intorno a Ciudad Guayana, vicino alla diga di Guri, una delle più grandi dighe al mondo, che fornisce circa tre quarti dell’elettricità nazionale.
Tuttavia, decenni di gestione politica controversa, nazionalizzazioni e sanzioni internazionali hanno pesantemente eroso questa ricchezza. Il Venezuela stima che le perdite dell’industria petrolifera ammonteranno a 232 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2024. L’economia è oggi in larga misura de facto dollarizzata: negli ultimi anni si è assistito a una graduale e crescente “dollarizzazione” dell’economia nazionale, e per questo motivo i dollari statunitensi in contanti sono accettati per numerose transazioni ordinarie in tutto il Paese.
Situazione politica e sicurezza
Il contesto politico venezuelano è in continua evoluzione. Dopo le elezioni presidenziali contestate del 2024, il Paese ha vissuto mesi di tensione. La presidenza è stata assunta ad interim il 5 gennaio 2026 dalla già vicepresidente Delcy Rodríguez. Sul fronte sicurezza, il Ministero degli Esteri italiano è esplicito: visto il contesto generale di sicurezza e il perdurante rischio di arresti arbitrari, si sconsigliano i viaggi nel Paese eccetto che per ragioni di assoluta necessità. Si sconsigliano in particolare viaggi nelle zone di frontiera con la Colombia e con il Brasile, e ci si dovrebbe limitare ai quartieri più rinomati come Chacao e Las Mercedes a Caracas, l’Arcipelago de Los Roques, la Cascata di Canaima e il Parco Nazionale di Morrocoy.
Consigli pratici per chi vuole andare in Venezuela
Documenti: passaporto con almeno 6 mesi di validità residua. I cittadini italiani non necessitano di visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni, ma è sempre consigliabile verificare aggiornamenti prima della partenza.
Assicurazione: dal 2014 è obbligatorio per i turisti stipulare un’assicurazione con copertura sanitaria e copertura in caso di furto o perdita del bagaglio, generalmente inclusa nel biglietto aereo.
Aeroporto: si consiglia di recarsi all’aeroporto di Maiquetía, il più importante del Paese, con almeno quattro ore di anticipo rispetto alla partenza del volo, perché le procedure aeroportuali e i controlli richiedono spesso molto tempo.
Valuta: il bolivar è la moneta ufficiale, ma il dollaro USA è ampiamente accettato nella pratica quotidiana. Le principali carte di credito internazionali funzionano nei grandi centri, ma il prelievo di contante può essere problematico nelle zone più remote.
Fuso orario: 5 ore indietro rispetto all’Italia (6 ore durante l’ora legale italiana).












