Aumenta la tassa di soggiorno ma non la cassa dei parcheggi in centro, a Milano. Almeno sembra: da quando è entrata in vigore la ZTL Quadrilatero, le sette autorimesse interne alla zona — oltre 2.000 posti auto a rotazione — hanno perso in media più del 20% degli accessi rispetto all’anno precedente, con punte che superano il 30%.
I dati, elaborati dal Centro Studi di Confcommercio Milano, coprono il periodo giugno-dicembre 2025 e non lasciano margini di interpretazione. Il messaggio passato agli automobilisti è devastantemente semplice: nella ZTL non si entra. Peccato che non sia vero: chi sosta in autorimessa può accedervi tranquillamente. Ma nessuno lo sa.
Il commento e le proposte APA
La colpa, almeno in parte, è del Comune. La segnaletica iniziale non faceva alcun cenno a questa deroga fondamentale. Ci ha pensato APA — l’associazione di categoria delle autorimesse aderente a Confcommercio Milano — a tappare il buco, installando a proprie spese cartelli in italiano e inglese. Ma il danno era già fatto. A quasi un anno dall’avvio, le imprese iniziano a tagliare il personale: gli incassi calano, mentre affitti, manutenzione, assicurazioni e stipendi restano invariati. È la matematica brutale di una crisi che si poteva evitare e che nessuno sembra voler affrontare con la dovuta urgenza.
APA chiede al sindaco e al Comune interventi concreti e immediati: ridurre l’operatività della ZTL dalle attuali 24 ore alle 18, o almeno allinearla agli orari di Area C; installare cartelli a messaggio variabile che comunichino chiaramente la possibilità di accesso per chi sosta in autorimessa; lanciare una campagna di comunicazione massiccia su media, social, metropolitane e affissioni.
Non basta rattoppare con qualche cartello: serve una scelta politica precisa. Ogni settimana di inerzia costa posti di lavoro reali.













