Un vero e proprio boom del business travel. Una situazione che nei prossimi anni coinvolgerà molti paesi del mondo e che nel 2031 si prevede raggiunga la cifra record di 2.400 miliardi di dollari.
Questa crescita, che posiziona i viaggi d’affari come uno dei segmenti più resilienti e in rapida espansione nel settore turistico globale, è trainata da quattro forze convergenti. A dirlo è un nuovo rapporto di Allied Market Research.
«La crescita è guidata da 4 forze convergenti: l’accelerazione della globalizzazione delle imprese, la forte ripresa di meeting ed eventi, l’espansione del Mice e la diffusione del bleisure» afferma il rapporto.
Mentre nel 2021 il mercato globale dei viaggi d’affari valeva circa 689,7 miliardi di dollari, lo scorso anno è risalito a 1.570 miliardi. Le proiezioni per il 2026 indicano una cifra vicina ai 1.800 miliardi.
Secondo gli autori del rapporto, tutto ciò conferma che «il settore non si è semplicemente ripreso dalla pandemia, ma si è evoluto strutturalmente per soddisfare le nuove aspettative dei viaggiatori e le esigenze delle infrastrutture digitali».
Boom del business travel, cosa traina la crescita
A livello macro, la globalizzazione delle imprese rimane il principale motore della domanda, secondo il rapporto.
«Con l’espansione delle multinazionali nei mercati emergenti, i viaggi transfrontalieri per il coinvolgimento dei clienti, la gestione della catena di approvvigionamento, lo sviluppo di partnership e le negoziazioni con i dirigenti sono diventati essenziali dal punto di vista operativo».
Inoltre, il rapido ingresso delle pmi nei mercati internazionali ha alimentato la domanda favorendo il boom del business travel.
Positivo anche il Mice, che ha dimostrato un’eccezionale resilienza post-pandemia. Anche questo settore ha contribuito in modo significativo alla domanda di trasporti, alloggi e infrastrutture per conferenze.
«Nel loro insieme, questi fattori creano un contesto di domanda in continua crescita che non mostra segni di rallentamento fino al 2031» afferma il rapporto.
Principali tendenze del settore
Alcune tendenze chiave nel settore dei viaggi stanno guadagnando terreno anche tra i viaggiatori d’affari. Tra queste, il bleisure, l’integrazione dell’intelligenza artificiale e il tema della sostenibilità.
Il primo di questi diventa una tendenza dominante. La combinazione di viaggi d’affari e di piacere in un unico viaggio è passata da pratica marginale a comportamento diffuso.
I dati del sondaggio mostrano che il 74% dei professionisti ha combinato attività personali con viaggi di lavoro nel 2024. I dati Gbta confermano che nel 2025 il 62% dei viaggiatori d’affari ha incluso almeno un elemento di svago in ogni viaggio di lavoro.
«Ciò sta modificando anche le abitudini di prenotazione alberghiera, allungando la durata media dei viaggi. Questo spinge le aziende a puntare al bleisure per aumentare la soddisfazione dei dipendenti», afferma il rapporto.
Boom del business travel, la AI e la sostenibilità
Nel boom del business travel c’entra anche l’intelligenza artificiale, ormai integrata in ogni fase dei viaggi d’affari. Vale per la prenotazione e l’ottimizzazione degli itinerari alla previsione in tempo reale di possibili interruzioni. Senza contare l’applicazione delle politiche di viaggio e la misurazione del ritorno sull’investimento o Roi.
Inoltre, l’adozione dei portafogli digitali tra i viaggiatori d’affari ha raggiunto il 74% nel 2025, a testimonianza dell’accelerazione della digitalizzazione dell’intero ecosistema dei pagamenti.
«Il cambiamento sta passando da una semplice prenotazione a una gestione strategica dei viaggi. Ogni viaggio viene valutato in base a specifici obiettivi aziendali», spiega il report.
E poi c’è il tema della sostenibilità, che non è più discrezionale ma è una prassi. I travel manager utilizzano strumenti per misurare le emissioni di carbonio viaggiando con aerei che utilizzano carburante sostenibile. Oppure scelgono il trasporto ferroviario.
«Il numero di compagnie che utilizzano tali combustibili è aumentato in modo significativo nel 2024 e nel 2025. Tutto ciò per favorire l’abbassamento delle emissioni nette nel settore dei viaggi d’affari» afferma il report.













