Telematica nella gestione delle flotte

Telematica nella gestione delle flotte, come tagliare i costi

Un convegno sulla tecnologia nella gestione del parco auto aziendale ha mostrato come il settore non possa più prescindere dalla telematica. Obiettivo primario: risparmiare tempo e denaro

La telematica nella gestione delle flotte è uno di quegli elementi imprescindibili che fanno la differenza. Soprattutto per i fleet manager e per le aziende, alle prese con costi in aumento non solo per il boom dei carburanti ma anche per un aumento di canone di noleggio o di leasing dovuto a prezzi auto in crescita.

Di questo e di molto altro si è parlato in occasione di Telematic Fleet Day, un evento organizzato dal Centro studi Fleet and Mobility con la partecipazione di Top Thousand, Top Hundred e il patrocinio dell’assessorato alla Mobilità del Comune di Roma.

Sponsor dell’evento: Athlon, Byd, Geotab, Mobilisights, Targa Telematics e Way.

Il cuore della telematica sono le soluzioni ai problemi dei driver e dei fleet manager. Questi bisogni possono essere seguiti solo attraverso progetti digitalizzati: del noleggiatore e delle aziende che rappresentano la filiera.

Telematica nella gestione delle flotte, Athlon Car Lease Italia

La giornata è iniziata con l’intervento di Alessandra Agostini, chief commercial officer Athlon Car Lease Italia che ha sottolineato come le società di telematica svolgano un ruolo chiave.

«Oggi i veicoli sono iperconnessi e trasmettono tantissimi dati. L’attività che fa il noleggiatore è quello di farsi supportare da queste aziende che raccolgono i dati. Attualmente, il 93% delle vetture ha un dispositivo telematico base mentre solo il 3% ne ha uno avanzato».

La scarsa diffusione di dispositivi più evoluti e performanti è data sostanzialmente da 2 fattori. «Un fattore economico e uno “umano”. Nel primo caso la differenza non è così elevata, visto che la tariffa media è di 5 euro al mese per uno base e di 10 euro per quello avanzato».

Ma come funziona la telematica nella gestione delle flotte? Come intervengono questi dispositivi? Quelli base raccolgono i dati essenziali: il chilometraggio, la posizione del veicolo (anche in 3D), la velocità e il comportamento alla guida.

Con i sistemi più sofisticati, si può monitorare il consumo di carburante, lo stato della ricarica della batteria o della pressione dei pneumatici, la manutenzione predittiva e molto altro.

Con questi dati, il noleggiatore è in grado di proteggere il veicolo e controllarlo da remoto, gestire i sinistri, gestire il fermo tecnico e i servizi pay per use. Oltre naturalmente al geofencing, alla gestione del fermo tecnico o i servizi di adeguamento contrattuale legati al chilometraggio.

C’è poi il fattore umano: il fleet manager riesce a gestire i propri driver.

I costi della gestione di un parco auto, la parola a Top Hundred

Telematica nella gestione delle flotte
Alessandra Agostini e Riccardo Vitelli

All’evento sulla telematica nella gestione delle flotte si è parlato anche di costi. Costi che, come ha raccontato Riccardo Vitelli, presidente Top Hundred,  sono aumentati.

«Negli ultimi anni i canoni si sono alzati in proporzione ai listini delle auto. Questo aumento del 20-30% ha portato molte aziende a eeffettuare downsizing nella fornitura di auto ai driver. Da parte nostra, dobbiamo fare in modo che il canone per le nostre aziende non esploda, inventandoci qualcosa di diverso. E la telematica ci sta aiutand anche (ma non solo) attraverso lo sharing. Ma anche attraverso le dash cam, che aiutano noi e le compagnie di assicurazione».

In ogni caso, le flotte italiane non utilizzano ancora in pieno le funzioni della telematica, che sono in continua evoluzione.

Soprattutto, poi, le fonti di questi dati sono in continuo aumento, come dice Dario Peroni, go to market manager di Targa Telematics. «Dobbiamo identificare le principali aree di azione per studiare la mobilità aziendale. Posso dire che i nostri servizi di mobilità – soprattutto quelli di sharing – possono dare risparmi di almeno il 10%. Abbiamo visto che le nuove soluzioni di mobilità aziendale – come con le navette con autisti professionisti – portano a forti risparmi. Questi riguardano il carburante, i costi operativi generali e – last but non least – la riduzione dei veicoli in flotta».

Il car sharing aziendale e Top Thousand

A proposito di car sharing aziendale Claudio Passeri, consigliere Top Thousand, parla di come la direzione lo abbia spinto a entrare questo settore. Obiettivo: tagliare i costi.

«La società di telematica e il noleggiatore risolvono i problemi, come quelli legati alla responsabilità della gestione dell’auto, visto che c’è differenza tra un’auto in fringe e un condivisa. Per quanto riguarda la manutenzione o la riparazione, abbiamo delle officine “ambulanti” vanno direttamente nel parcheggio a controllare o sistemare i veicoli. Ritengo che oggi i fleet manager dovrebbero avere a disposizione gli strumenti per avere tutti i dati in modo da poterli gestire al meglio. Sempre in ottica di crescita del business e del taglio dei costi. L’ideale sarebbe una telematica che potesse prevenire i problemi».

Telematica nella gestione delle flotte
Dario Peroni e Claudio Passeri

Telematica nella gestione delle flotte, la tecnologia Geotab

Dove c’è telematica, c’è Geotab. E dove c’è Geotab c’è Franco Viganò, associate vice president Emea, che ha spiegato come l’azienda – che nel mondo “connette” 6 milioni di veicoli – misuri e parli coi dati.

Tutto ciò partendo dalle stime Aniasa, che indica che le aziende di noleggio auto a lungo termine nel 2025 abbiano speso 1,3 miliardi di euro per circa 3 milioni di interventi di manutenzione e che ogni veicoli abbia subito 2,2 interventi.

«Abbiamo visto che in media il fermo di veicolo per manutenzione non programmata va dai 12 ai 25 giorni l’anno con costi al giorno di 450-700 euro per ciascuna auto. Con la manutenzione predittiva si può raggiungere una riduzione del 70% dei guasti».

Il conto è presto fatto: una riparazione straordinaria è in media di 200 euro, il traino (a seconda del veicolo) va dai 115 ai 715 euro. Tutto ciò ricordando che le riparazioni esterne costano il 40% in più rispetto a una officina interna.

«C’è poi il veicolo sostitutivo, che rappresenta un costo extra, e la perdita di produttività. La telematica che mettiamo in campo ha spesso un approccio proattivo. In altre parole: il danno non si è ancora verificato ma me ne accorgo subito e so già quale sia il problema. La telematica, infatti, segnala in anticipo le anomalie, programma gli interventi di manutenzione e riduce di gran lunga il fermo veicolo. Se il veicolo mi comunica cosa stia succedendo mi dà l’opportunità di porre rimedio all’inconveniente, dandomi un costo più certo.

Telematica nella gestione delle flotte
Franco Viganò e Marco Pivetta

La telematica Geotab nella flotta del gruppo Lactalis

Tra le flotte che utilizzano Geotab c’è il Gruppo Lactalis. E Marco Pivetta, fleet technical manager BPA Italia, spiega dell’importanza di conoscere in anticipo eventuali anomalie dei mezzi, la maggioranza dei quali trasporta merci deperibili in Van refrigerati.

«Ho fatto un’analisi dei guasti che hanno comportato un fermo mezzo dei nostri 1800 veicoli commerciali leggeri: abbiamo una media di 22 giorni di fermo annuale. Un veicolo fermo con merce deperibile a bordo è un costo esorbitante. Non abbiamo officine interne ma ne utilizziamo di esterne. Devo evitare guasti costosi: per questo devo effettuare le corrette manutenzioni del veicolo. E la manutenzione predittiva è d’obbligo».

L’attività strategica è complessa: oltre ai problemi del veicolo – sinistri, pneumatici e guasti – ci sono componenti aggiuntivi come la parte frigo.

«Siamo passati al 100% di utilizzo della telematica di Geotab, che ci ha aiutato moltissimo classificando per gravità i dati inviati. Oggi il mio lavoro è anche gestire la telematica. Una delle prime cose che faccio la mattina è controllare la dashboard relativa ai furgoni, per capire gli eventuali problemi».

Marco Pivetta ha parlato anche di un caso pratico (anzi: di molti casi) che Geotab ha aiutato a risolvere. «Negli ultimi anni avevamo notato su certi veicoli un’incidenza di guasti superiore alla media. All’inizio siamo stati presi dal panico e il budget fu superato. La telematica ci ha aiutato a capire che la manutenzione dell’olio non era corretta perché per un veicolo che fa servizio porta a porta il cambio va fatto più frequentemente.

Lascia un commento

*