Leapmotor B03X

Leapmotor B03X: il crossover elettrico compatto che punta ai grandi numeri

A fine settembre, tra le strade vicine a Montevecchia e il lago di Lecco, si è svolto il Media Drive nazionale della nuova Leapmotor B03X, urban crossover 100% elettrico di segmento B. Prodotto in Cina da un marchio in joint venture con Stellantis, entra in uno dei segmenti più affollati del mercato con un obiettivo chiaro: fare volumi.

Un brand in crescita, in un mercato difficile

Il contesto è complesso. Nei primi otto mesi del 2026 in Italia sono state immatricolate 1.129.596 auto, l’8,5% in più dell’anno scorso, ma la crescita rallenta: il +3,2% di agosto è dovuto a un giorno lavorativo in più e a parità di giorni il mercato sarebbe sceso dell’1,7%, e l’ANFIA ha espresso preoccupazione.

Per le elettriche è finito l’effetto degli incentivi: le immatricolazioni sono passate dalle 14.878 di giugno alle 4.434 di agosto, con una quota dell’8,1% da inizio anno. Nel frattempo le auto made in China hanno raggiunto il 15% del mercato italiano.

In questo quadro Leapmotor cresce in modo netto. A livello globale ha consegnato 596.555 veicoli nel 2025, il doppio dei 293.724 del 2024, e 560.883 da gennaio ad agosto 2026, circa il 70% in più dello stesso periodo dell’anno scorso. Come ha ricordato Federico Scopelliti, country manager di Leapmotor Italia, nel 2026 l’obiettivo è un milione di veicoli in un anno, un record per una startup dell’ultimo decennio il cui 17% dei volumi, è già da fuori Cina.

In Italia da gennaio ad agosto le immatricolazioni sono state 26.244, circa dieci volte quelle del 2025, con una quota del 2,3% sul totale e del 26,8% tra le elettriche, dove il marchio è primo davanti a Tesla e BYD.

La T03 è l’elettrica più venduta del Paese, la B10 è la prima elettrica del segmento C-SUV tra i privati e la B05, in vendita da aprile, la terza tra le C-hatch elettriche. Con T03, C10, B10, B05 e B03X la gamma copre circa il 65% del mercato. La crescita, però, ha un punto debole: la T03 ha trainato il marchio ma serve altro volume, e la B03X nasce per questo.

C’è poi il tema dei canali. Leapmotor pesa il 4,1% del mercato tra i privati contro il 2,3% totale, e il 39,7% delle elettriche vendute ai privati contro il 26,8% complessivo. Ne segue che nei canali flotte, noleggio e società, che valgono quasi metà delle immatricolazioni, la presenza è più bassa: un terreno importante, su cui resta margine.

Compatta fuori, versatile dentro

Con i suoi 4,27 metri di lunghezza (1,81 di larghezza, 1,635 di altezza, passo 2,605) la B03X è pensata per la città, aiutata da un diametro di sterzata di 10 metri. Per Christos Tsafonias, marketing manager di Leapmotor Italia, la sua forza è la versatilità: sa muoversi nel traffico urbano, ma non solo.

Lo spazio è l’argomento principale, la simpatia il secondo. Si nota nei dettagli, dai fanali con l’effetto “smile” (soprattutto dietro) alla mascotte Leappy, fino alle maniglie semi-nascoste. La campagna, “Passion Magnet”, arriva a ottobre con un video in cui la B03X “attira” gli oggetti di sport, viaggi e vita familiare.

Il bagagliaio da 510 litri (fino a 1.605 con i sedili abbattuti) include la Magic Box, un vano da 105 litri sotto il piano, lavabile e con tappo di scarico (tra i colleghi c’è chi lo ha già riempito di ghiaccio e birre).

I sedili posteriori si possono rialzare, con uno spazio utilizzabile dietro ai sedili anteriori che secondo Leapmotor cresce del 78%, e in tutto l’abitacolo si contano 33 vani portaoggetti. Gli spazi dichiarati sono 947 mm per le gambe dietro e 1.009 mm (davanti) e 979 mm (dietro) per la testa. Buoni il comfort e lo spazio per chi guida.

A bordo: tutto sul touch

La plancia è essenziale e il cuore è il display centrale da 14,6 pollici, con risoluzione 2,5K e processore Qualcomm 8155, personalizzabile e affiancato dal quadro strumenti da 8,8. Quasi tutto passa dal touch, un po’ come sulle Tesla.

L’ergonomia valida potrebbe penalizzare la vista del “dashboard” a chi è molto alto e tiene il volante vicino al busto, ma regolazioni e visibilità sono nel complesso buone. Utile il tasto multifunzione sul volante, che si configura per richiamare al volo una funzione, per esempio disattivare gli ADAS o ripiegare gli specchietti.

La Design che abbiamo guidato aggiunge sedile guidatore elettrico a sei regolazioni, sedili e volante riscaldabili, telecamera a 360° e impianto audio a 12 altoparlanti. Di serie ci sono sette airbag e 21 funzioni ADAS di livello 2.

Alla guida: potenza, ma facile per tutti

La trazione è anteriore e il motore elettrico eroga 197 CV, con 200 Nm di coppia e uno 0-100 km/h in 8,6 secondi. Nonostante i numeri, la guida non è nervosa: l’impostazione è morbida e ottenere una condotta “eco” è semplice anche per chi non ha esperienza con le elettriche, scegliendo la modalità di guida adatta ed eventualmente l’e-pedal. Il comfort è buono e il carattere è quello di un’auto da uso quotidiano, non di una sportiva.

Autonomia e ricarica

Con la batteria LFP da 53 kWh l’autonomia arriva a 382 km nel ciclo WLTP (fino a 554 km in ciclo urbano), un valore che nell’uso reale, magari in autostrada, sarà inferiore.

Il consumo dichiarato è di 15,7 kWh/100 km, migliorabile però, con una guida attenta e sfruttando i 3 livelli di erogazione / rigenerazione. La versione d’ingresso da 39,8 kWh (130 kW/176 CV) dichiara fino a 292 km. La ricarica rapida porta la batteria dal 30 all’80% in circa 16 minuti, o dal 10 all’80% in 21, secondo i casi

Prezzi e concorrenza

Il listino parte da 24.900 euro per la Life da 39,8 kWh. La Life da 53 kWh costa 27.400 euro e la Design, sempre da 53 kWh, 29.400. Per i privati ci sono 2.000 euro di sconto, altri 2.000 con permuta o rottamazione e un bonus di 1.000 euro per i primi clienti: tolti 5.000 euro, si arriva a 19.900, 22.400 e 24.400 euro.

Sono prezzi validi sommando tutte e tre le voci. C’è anche una formula finanziaria da 129 euro al mese per la Life e la Easy Wall Box è inclusa.

Leapmotor sostiene che la “parità tra elettrico e termico” sia ormai raggiunta e superata, almeno valutando i prezzi promozionali del lancio modello. Il confronto più diretto in effeti da ragione: la Fiat Grande Panda elettrica parte da 23.900 euro, la Citroën ë-C3 Aircross elettrica ha un listino di 27.489 euro e la Opel Frontera Electric da 44 kWh è a 31.050 euro, mentre la Frontera Hybrid parte da 26.700. Tra le termiche più economiche del segmento, la Grande Panda Hybrid parte da 20.400 euro e la C3 Aircross a benzina dallo stesso importo. Il prezzo della Leap è sempre linea o meglio inferiore, contando leofferte.

Quanto costa usare il B-Suv elettrico invece che benzina

Secondo Leapmotor, su 15.000 km l’anno un’ibrida spende circa 2.300 euro di carburante, mentre la B03X ne costa 1.700 se ricaricata solo in colonnina veloce, 1.100 con metà ricariche a casa e 600 se si carica solo a casa. Il calcolo assume benzina a 2,2 euro al litro, un’ibrida da 7 l/100 km e un’elettrica da 15 kWh/100 km.

L’ipotesi sull’ibrida è prudente per chi vende elettriche: la Grande Panda Hybrid dichiara circa 5 l/100 km, il che porta la spesa a circa 1.650 euro e azzera il vantaggio di chi ricarica solo in colonnina, ma sappaimo che il risparmio vero nasce dalla ricarica domestica o aziendale.

In sintesi

La B03X è una buona auto e sulla carta appetibile: semplice da usare, ben fatta anche se non lussuosa, spaziosa e con prezzi che la mettono sotto diverse rivali, termiche comprese. Il suo compito però è arduo: è solo elettrica, in un mercato dove le BEV restano una minoranza e gli incentivi non spingono più. Superare le vendite di qualche marchio tradizionale sarebbe già un successo, e i numeri del brand lasciano pensare che non sia impossibile.

Restano da valutare un’app dedicata e il comportamento nell’uso esteso, che al primo breve contatto non abbiamo potuto fare. Considerati i costi della benzina, per chi vive soprattutto in città o si muove entro un raggio di circa 100 km è una scelta valida, e conveniente se si può ricaricare a casa o in azienda.

Scheda Tecnica – Leapmotor B03X

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