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Brexit: dopo il sì all’Europa di easyJet, quello di Ryanair

Si compatta il fronte, soprattutto economico, del Sì all’Europa, per il referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Ue del prossimo 23 giugno. Tanti i manager che hanno detto No all’uscita del paese dall’Europa, come abbiamo riportato nell’articolo La Brexit spaventa l’economia britannica e il Bt, tra cui Carolyn McCall di easyJet.

Ora è la volta di Michael O’Leary, il solito istrione, che lancia la campagna per il sì all’Europa. Sottolineando come una dei più grandi successi dell’Europa unita sia stata proprio al deregulation del trasporto aereo, che ha portato Ryanair a raggiungere 105 milioni di passeggeri in un anno, di cui 35 milioni da e per gli scali britannici. Dove il vettore impiega più di 3 mila persone.

Cinque i “better” per il paese se rimarrà all’interno dell’Europa nella campagna voluta da O’Leary: “meglio per il turismo britannico, meglio per la crescita economica britannica, meglio per i posti di lavoro nel Regno Unito, meglio per gli operatori travel britannici e meglio per i visitatori del paese”….

“Come più grande compagnia britannica, abbiamo ben chiaro il fatto che l’economia del paese più crescere solo in ambito europeo. Perciò la gente di Ryanair, i suoi passeggeri e tutti coloro che hanno a cuore l’Europa voteranno, come me, sì al referendum del 23 giugno” afferma O’Leary, non perdendo l’occasione però di attaccare  i regolatori europei e quelli britannici che “continuano a mettere tasse sui biglietti aerei e non si danno abbastanza da fare per realizzare un cielo unico continentale”.

 

 

 

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