Liberi tutti

C’è aria di deregulation per i sistemi di prenotazione. È infatti in fase di studio una nuova proposta del Dot (Department of Transportation, il dipartimento dei trasporti americano) per modificare in maniera radicale la normativa che regolamenta l’attività dei gds. Il 19 ottobre la bozza è stata inviata per approvazione all’Ufficio Management e Budget, mentre la pubblicazione finale dovrebbe avvenire il 30 gennaio, ovvero il giorno prima della scadenza delle attuali regole, in vigore dal 1992. E intanto si assiste alle prime manifestazioni di protesta delle agenzie di viaggio americane organizzate dall’Asta, American society of travel agents, spalleggiate anche da alcuni gds, come Sabre e Worldspan.

Una rivoluzione

Ma in che cosa consiste questa tanto temuta “rivoluzione”? Negli anni Ottanta, tutti i gds erano nelle mani delle compagnie aeree, che sfruttavano la loro posizione di azionisti a proprio vantaggio, condizionando la scelta delle tariffe e caricando fee esorbitanti sulle prenotazioni degli altri vettori (le fee imposte ai piccoli vettori erano fino a 16 volte più elevate rispetto a quelle dei carrier azionisti). Alla fine del decennio, il Dot dichiarò che le compagnie aeree controllavano i sistemi di prenotazione “per trasformare il mercato delle agenzie di viaggio, da neutrale, in un sistema di agenzie schierate con un solo vettore”. Nel 1992, dunque, fu approvata una normativa che imponeva ai vettori che possedevano una quota societaria superiore al 5% in un gds il “mandatory participation rule”, ovvero l’obbligo di presenza anche sugli altri sistemi e con lo stesso “livello di partecipazione”. E proprio tale obbligo verrebbe a cadere, qualora il nuovo decreto venisse approvato. Non solo. Tra i provvedimenti maggiormente osteggiati dai gds, la norma che prevede che i sistemi di prenotazione sospendano il sistema di incentivi rivolto alle agenzie di viaggi più produttive (un sistema che, attualmente, fa sì che in pratica i sistemi di prenotazione siano gratuiti per le adv, quando non si trasformino addirittura in una fonte di remunerazione).

Insomma, se venisse approvato, il nuovo decreto segnerebbe una drammatica frattura tra compagnie aeree e gds. E vanificherebbe le “negoziazioni” messe in atto alla fine dello scorso anno, quando i sistemi di prenotazione promisero uno sconto sulle booking fee (del 10% da parte di Sabre e del 20% da parte di Galileo) ai vettori che avessero accettato di caricare sui gds le tariffe web. Sempre alla fine del 2002, American Airlines adottò una soluzione differente, rimescolando in qualche modo le carte. Offriva alle agenzie americane le tanto ambite web fare e in cambio chiedeva loro di prendersi carico delle booking fee dei gds (il cosiddetto accordo “Every fare”).

Gli obiettivi della deregulation

Ma qual è l’obiettivo della deregulation? Ufficialmente, aprire i sistemi a una libera competizione senza vincoli, concedendo ai vettori la possibilità di negoziare con i gds booking fee variabili (il regolamento del 1992 vietava ai gds di applicare fee discriminanti). In realtà, la nuova normativa sembra un modo occulto per sostenere i vettori americani, che come è noto versano in gravi difficoltà finanziarie. E ad avvantaggiarsi del nuovo sistema potrebbe essere anche il sito dei vettori americani Orbitz, visto che nel nuovo regolamento non è previsto alcun vincolo per i sistemi di prenotazione web-based. Dunque le adv online potranno continuare a “filtrare” i risultati delle ricerche sulle tariffe aeree al fine di pilotare la scelta del cliente su un vettore preferenziale.

Di sicuro, però, le più penalizzate dall’approvazione della nuova normativa sarebbero le agenzie di viaggio tradizionali, che non potrebbero più operare in un sistema imparziale e si troverebbero di fronte a uno scenario simile a quello che vigeva a fine anni Settanta, quando i gds potevano applicare criteri arbitrari e filtri specifici ai risultati della ricerca delle tariffe aeree.

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