GreenSguardo sul futuro

Acea e i punti di ricarica in Europa; irrealistici gli obiettivi CO2

In vista delle votazioni della prossima settimana del Parlamento europeo sui futuri obiettivi in materia di CO2 per le automobili e i furgoni, l’Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea) ha reso noto la mappatura dei punti di ricarica in Europa per i veicoli elettrici, lamentando la mancanza di infrastrutture soprattutto in alcuni paesi. Le nazioni più virtuose sono anche quelle contano ben il 76% di tutti i punti di ricarica esistenti nell’UE, ovvero i Paesi Bassi, con il 28% di tutti i punti esistenti, Germania, con il 22%, Francia, con il 14% e Regno Unito, con il 12%. L’Italia si situa all’ottavo posto, con il 2,35% dei punti totali, dietro anche a Spagna, Svezia e Austria (leggi qui le auto elettriche sul mercato e quelle in arrivo).

Acea e i punti di ricarica in Europa: irrealistici gli obiettivi in materia di CO2 proposti da alcuni eurodeputati

Questo studio sui punti di ricarica in Europa fornisce al Parlamento una verifica della realtà esistente, dimostrando che gli obiettivi in materia di CO2 proposti da alcuni eurodeputati sono semplicemente irraggiungibili a causa di questi problemi infrastrutturali. In UE esistono infatti attualmente circa 100mila punti di ricarica per la mobilità elettrica che, secondo la Commissione europea dovranno diventare entro il 2025 almeno due milioni. “Gli eurodeputati devono essere consapevoli che senza un’azione radicale da parte degli stati membri, questo semplicemente non accadrà” ha tuonato il Segretario Generale Acea, Erik Jonnaert. Acea infatti teme che la riduzione del 30% delle emissioni di CO2 proposta dalla Commissione europea sia eccessivamente impegnativa, con nuovi limiti che dovrebbero arrivare al meno 50%. Veramente irrealistici soprattutto ora che si stanno vendendo sempre meno auto a gasolio.

Secondo il commissario europeo per l’Azione per il clima, Cañete, un obiettivo di riduzione del 50% richiederebbe d’ora in poi 700mlia nuovi punti di ricarica all’anno per le auto elettriche, per un totale di 8,4 milioni di nuovi punti di ricarica nei prossimi 12 anni, ossia 84 volte più di oggi.

Obiettivi difficilmente raggiungibili da stati come la Romania, che conta solo 114 punti di ricarica, Malta, a quota 97, Bulgaria, 94, Lituania, 73, Grecia, 38, e Cipro, con soli 36 punti di ricarica.

“Tutti i 28 Stati membri devono intensificare urgentemente i loro sforzi per garantire una rete a livello dell’UE di infrastrutture di ricarica e di rifornimento. In caso contrario, i consumatori non saranno mai convinti di passare su larga scala ad auto elettriche”, ha aggiunto Jonnaert. “Dobbiamo essere in grado di dimostrare ai nostri clienti che la disponibilità dell’infrastruttura corrisponde alle loro aspettative per poter viaggiare senza ansia. Due cose sono molto chiare: le future riduzioni di CO2 dipendono dall’aumento delle vendite di veicoli elettrici, e l’aumento delle vendite di veicoli elettrici dipende da una fitta rete di infrastrutture di ricarica. La normativa in materia di CO2 deve pertanto stabilire un nesso tra questi due elementi”.

Scarica l’intero studio dell’Acea cliccando qui

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