AutoGreenServiziStudi/Sondaggi

Arval Italia, il Barometro 2019 e lo stand by delle imprese sul rinnovo

Arval Italia raggiunge l’obiettivo del parco di 220mila veicoli circolanti con un anno in anticipo rispetto a quanto preventivato. Nel contesto globale particolarmente difficile dell’automotive, il noleggiatore del gruppo Bnp Paribas brilla con una crescita dell’11% delle immatricolazioni e di un’altra doppia cifra sulla flotta gestita. La mette in evidenza Emmanuel Lufray, direttore business engineering & organization della filiale italiana, a margine della presentazione del Barometro 2019, la consueta indagine che analizza i principali trend delle flotte aziendali e della mobilità condotta a livello europeo da Arval Mobility Observatory, l’osservatorio sulla mobilità di Arval.

«Ciò che ci preme di più è l’indicatore della flotta gestita che cresce del 10% – argomenta -, un parco al 70% ancora diesel e per il 30% che spazia tra le motorizzazioni. Un balance che ri-equilibreremo di anno in anno, con una conversione del 10% del diesel di volta in volta».

Intanto la Legge di Bilancio che prospetta la revisione della tassazione sull’auto aziendale (qui l’ultimo aggiornamento con la retromarcia del Governo rispetto al rincaro, ndr) ha provocato «lo stand by da parte delle aziende nostre clienti – spiega Lufray -, tuttavia va considerato su una crescita dell’11%, perciò non siamo preoccupati, anche perché la nuova tassazione andrà sulle nuove immatricolazioni».

Arval Italia e il Barometro 2019

Sonia Angelelli, head of Arval Mobility Observatory & consulting, illustra gli elementi primari del Barometro 2019, che si fonda sui tre aspetti del nuovo concetto di mobilità: le tre S di sostenibilità, sharing nonché la sempre presente sicurezza.

«Ci siamo mossi in un anno dal contesto complicato fra situazione economica in regressione, Wltp che ha provocato il rallentamento di alcune produzioni, l’incertezza normativa – osserva Angelelli -. Sottolineiamo il fatto che quest’anno il campione di analisi ha coinvolto un numero maggiore di Pmi, le quali rappresentano un orizzonte importante per le società di noleggio a lungo termine».

Nel caso dell’Italia hanno risposto 300 fleet manager aziendali, in Europa ne sono stati interrogati 3930 in 13 Paesi. Il panel vede aziende da 10 a mille dipendenti.

Fatto salvo per una maggiore sensibilità nei confronti della sostenibilità, la ricerca di quest’anno non si discosta in maniera drastica dalla precedente.

«Si rinforza la trasformazione della mobilità in un servizio (Maas: mobility as a service) con la presa di coscienza che le auto rimangono ferme per il 90% del loro tempo, le normative vincolano l’accesso ai centri e la connettività cresce ad un ritmo incalzante. Questo si traduce nella rivoluzione dell’offerta».

L’età delle auto, in azienda e a noleggio

Per quanto riguarda il tempo medio di utilizzo di un’auto da flotta viene confermato il valore che già conosciamo: 7,6 anni in Italia, 6 anni in Europa. Si tratta di un peggioramento per il Belpaese, dai 6,6 anni del Barometro Arval 2018. Infine, per quanto riguarda l’età dei mezzi Arval è mediamente di 3,9 anni (media fra passenger cars e LCV).

Ogni azienda intervistata e di ogni dimensione prevede di investire per l’incremento del parco auto nei prossimi tre anni. Nel campione della ricerca non ci sono aziende con flotte superiori ai 500 veicoli.

Tra le formule di acquisizione delle auto, in Italia sono più elevate che in Europa le soluzioni del noleggio a lungo termine e di leasing (61% contro 54%).

«Rispetto alle alimentazioni e alle emissioni inquinanti o nocive, quest’anno abbiamo posto una domanda leggermente diversa – continua Angelelli -: se il diesel avesse i livelli inquinanti della benzina, in termini di NOx e particelle fini, l’azienda lo aumenterebbe? Ebbene, emerge che anche le imprese di dimensioni ridotte sono orientate ad un mix di energie alternative». Infatti, solo il 6% delle aziende incrementerebbe la quota di auto a gasolio se si verificasse quanto posto dalla domanda.

Arval Italia

Sonia Angelelli ed Emmanuel Lufray con il nuovo direttore generale di Arval Italia, Štefan Majtán

Dove scaricare la ricerca

Tra le molte domande, il Barometro 2019 (che potete scaricare in formato Pdf a questo link) mette in luce risposte sull’impatto atteso dal test Wltp nella configurazione delle car list e sulla telematica.

Tema sensibile per i fleet manager e cavallo di battaglia dei noleggiatori. Arval Italia ha raggiunto il 78% di pre-equipaggiamento delle sue vetture con soluzioni di diagnostica, nel 2020 avrà “informatizzato” tutta la flotta.

Interessante notare che alla domanda su chi saranno i fornitori di impianti telematici sulle auto in futuro, i rispondenti al sondaggio attribuiscono in prevalenza questo ruolo direttamente alle case automobilistiche.

Approfondisci qui sul management della filiale italiana

Tasse auto aziendali
Precedente

Tasse auto aziendali, il Governo fa retromarcia

Inquinamento auto
Successivo

Inquinamento auto, (quasi) raggiunti gli obiettivi 2030 di emissioni di CO2