Due modelli iconici dal futuro incerto
Dopo una breve uscita di scena, che ha scatenato un malcontento generale nei confronti della dirigenza del Biscione, ALFA ROMEO ha scelto di tornare sui suoi passi e offrire alla clientela affezionata – ancora per un anno – due pezzi di storia contemporanea, quali Stelvio e Giulia Quadrifoglio.
Presentati un decennio fa, i due modelli “supersportivi” hanno saputo viaggiare autonomamente, subendo nel corso degli anni ben pochi restyling – e solo qualche lifting – a dimostrazione dell’estrema bontà di entrambi i progetti. Dopo il caos generato dalla fusione STELLANTIS, in cui si vociferava un cambio radicale nell’architettura di Stelvio e Giulia (dalle piattaforme alle motorizzazioni), molti appassionati hanno dovuto far pace con se stessi, mettendo da parte la speranza di poter rivedere in futuro capolavori di ingegneria come questi.
Recentemente però, dopo il calo di approvazioni e, in seguito ad uno stravolgimento della strategia di produzione del brand – elettrico IN, elettrico OUT – i vertici Alfa Romeo, hanno preferito rivedere i progetti futuri di Stelvio e Giulia, rimaneggiandoli al fine di ottenere dei prodotti ancora estremamente fedeli all’ideale del marchio: la meccanica delle emozioni.
A tal fine, per prendere tempo e riprogettare la base dei due modelli, partendo proprio da un’evoluzione della vecchia piattaforma Giorgio (e dunque non utilizzando più la STLA Medium), il brand ha preferito tergiversare allungando ancora un po’ la vita delle attuali versioni di Giulia e Stelvio, incluse le rispettive varianti Quadrifoglio.
L’importanza della tecnica
Nate dalla passione per la meccanica più raffinata e per la guida “pura”, le due vetture offrono un’esperienza diretta e coinvolgente, tipica di Alfa Romeo, in cui ogni scelta progettuale è orientata all’equilibrio assoluto tra leggerezza, rigidità strutturale e distribuzione ottimale dei pesi, contribuendo in modo determinante alla reattività e precisione di guida in ogni condizione.
In particolare, la dinamica di guida best in class delle due vetture nasce dall’utilizzo di materiali ultraleggeri come l’alluminio per il motore e la fibra di carbonio per l’albero di trasmissione, cofano, spoiler, minigonne, plancia e pannelli.Sotto il cofano di entrambi i modelli ruggisce il 2.9 V6 da 520 CV, che incarna tutta la tradizione sportiva Alfa Romeo e restituisce alla guida quella connessione istintiva tipica del marchio.
Una configurazione che esprime al massimo l’eccellenza ingegneristica del Brand e che offre agli appassionati di guida pura un equilibrio straordinario tra emozione e prestazione. Il propulsore è abbinato al differenziale autobloccante meccanico che contribuisce a migliorare il comportamento della vettura e la motricità, ottimizzando il trasferimento di coppia, aumentando stabilità, agilità e velocità in curva. Su Giulia il potente V6 è abbinato alla trazione posteriore (RWD) mentre su Stelvio è disponibile con la trazione integrale Q4.
Le dichiarazioni di Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo
“Come annunciato al recente Bruxelles Motor Show 2026, riapriamo gli ordini di Giulia e Stelvio Quadrifoglio, mantenendo fede a una promessa fatta ai nostri clienti più attenti alle performance estreme e alle emozioni pure insite nel DNA Alfa Romeo. È il miglior modo per celebrare uno dei simboli più famosi nel mondo automotive che porta con sé una centenaria ricerca dell’eccellenza tecnica applicata alle competizioni e alle vetture di produzione.
Il Quadrifoglio è l’espressione più autentica della sportività Alfa Romeo e delle nostre auto, pensate per chi ama davvero guidare, con il guidatore sempre al centro e siamo certi che continuerà a ispirare il nostro futuro. Un ringraziamento speciale va alla nostra rete di vendita, primo ambassador del Brand, che ogni giorno costruisce e consolida il rapporto con i nostri clienti, trasformando la passione per il prodotto e la competenza tecnica in un’esperienza premium coerente con i valori di eccellenza e performance che definiscono Alfa Romeo.”















