AutoSguardo sul futuro

Fca, nel mirino cinese, entra nel consorzio Bmw-Intel

Il gruppo Fca, che nei giorni scorsi ha scalato le quotazioni borsistiche sulle insistenze voci di un interessamento dei gruppi automobilistici cinesi, rilancia entrando nel consorzio Bmw-Intel per lo studio della guida autonoma di livello 3 e 4. Un consorzio, quello nato tra la casa bavarese e il gigante statunitense di microprocessori, nato nel luglio 2016 e che, con l’entrata di Fca (che, ricordiamo, negli Usa già collabora con Google, leggi qui) accelererà lo studio del software per la guida autonoma, che verrà applicato su un primo gruppo di 40 auto già a fine 2017.

L’alleanza con Bmw-Intel secondo Sergio Marchionne

Fca “beneficerà direttamente delle sinergie e delle economie di scala che sono possibili quando le aziende si alleano con una visione e un obiettivo comuni” ha commentato l’operazione Sergio Marchionne. Una visione a cui tutto il mercato guarda, ovvero quello della guida autonoma, che verrà sviluppato da Intel e dalla sua controllata Mobileye per arrivare ai livelli più avanzati. Già oggi siamo a livello 2, come dimostra anche BMW con le sue auto già in strada oggi, fermamente convinta a rivoluzionare la mobilità individuale (leggi qui).

Dalla Cina si smentiscono però i rumors su un interessamento per Fca

Dopo il boom in Borsa, che rincuora gli azionisti del gruppo ex-Lingotto, il primis Exor della famiglia Agnelli, dal Celeste impero arrivano però tanti no alla ventilata operazione; da Geely, che già controlla la svedese Volvo, Gac, già socio industriale Fca, da Great Wall Motors, presente in Italia, a Dongfeng, nell’azionariato di Psa. Forse allora qualcosa di vero c’è…magari anche spacchettando i marchi che compongono il mondo Fca, con i soci italiani a mantenere solo il polo del lusso che Marchionne sta tenacemente costruendo attorno a Ferrari, con il rilancio, riuscito, di Maserati e Alfa Romeo.

 

 

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