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La Byd fa concorrenza alla Fiat ma NON entra nelle finanze Stellantis: smentite le voci “cinesi”

La notizia è esplosa il 12 marzo scorso quando Bloomberg ha riportato che Stellantis starebbe valutando operazioni con partner cinesi per rafforzare le proprie attività, europee, con l’obiettivo di concentrare gli investimenti negli Stati Uniti, dove il gruppo realizza gran parte dei suoi profitti.

Secondo Bloomberg, i colloqui riguarderebbero i colossi Xiaomi e Xpeng, con discussioni su possibili investimenti nelle attività europee in difficoltà, inclusa l’offerta di una quota in uno o più marchi storici. L’agenzia fa i nomi di Maserati, ma anche di Fiat, Peugeot e Opel.

La logica dell’accordo Stellantis Cina, ora smentito

I costruttori cinesi sarebbero interessati a trovare un “passaggio” per entrare in mercati occidentali sempre più blindati da dazi e restrizioni, mentre Stellantis è alla ricerca di capitali e di spazi produttivi da riempire negli impianti europei attualmente sottoutilizzati.

Sul piano tecnologico, la partnership permetterebbe a Stellantis di accedere a tecnologie per veicoli elettrici e software — aree in cui i costruttori cinesi come Xiaomi e XPeng sono particolarmente avanzati — mentre i cinesi otterrebbero un punto d’appoggio strutturato nel mercato europeo.

Il caso Leapmotor, già realtà da copertina

C’è già un precedente concreto: Stellantis controlla la distribuzione mondiale di Leapmotor fuori dal mercato cinese, e dal 2026 alcuni modelli vengono assemblati direttamente negli impianti Stellantis di Saragozza. Nel solo quarto trimestre del 2025 le immatricolazioni europee di Leapmotor sono passate da 1.300 a oltre 17.000 unità. Non a caso la B10 è sulla copertina di MissionFleet 1 2026.

Sarebbero già in corso trattative, ancora nelle fasi iniziali, per ampliare la portata della joint venture con Leapmotor International, fino a usarne delle piattaforme ed il software per modelli a marchio Stellantis.

Le smentite ufficiali e il disinteresse Byd

La risposta degli interessati è netta: il gruppo Stellantis ha dichiarato che non commenta voci di mercato e che intrattiene contatti con molti operatori nell’ambito delle normali attività. È stata smentita anche l’ipotesi di uno scorporo o di un piano per separare marchi, come Maserati.

Anzi, lo sforzo attivo del gruppo per l’importante mercato flotte auto aziendali (lo zoccolo duro e imporante del mercato auto in mezza Europa oggi) prosegue, tanto da portare il brand Peugeot protagonista al prossimo MissionForum, evento rilevante per il fleet management italiano.

BYD resta fuori dai giochi — almeno per ora

Chi è certamente assente dallo scenario acquisizioni e fusioni cinesi per l’Europa, è BYD. Il colosso di Shenzhen ha una strategia tutta sua: costruire fabbriche proprie (Ungheria e Turchia), conquistare quote di mercato con prodotti competitivi e — come confermato oggi stesso al lancio milanese della nuova Atto 2 DM-i ibrida plug-in — non è interessata a questo genere di operazioni nell’immediato.

Alfredo Altavilla, Special Advisor di BYD per i mercati europei e uomo chiave dello sbarco del marchio cinese in Italia, è intervenuto oggi a Milano esprimendo le sue posizioni anche su certe scelte politiche europee, passate e orientate a un non chiaro futuro… Ma circa il fatto che qualcuno sarà attore attivo o passivo (di acquisizione) ha confermato che Byd per ora non è in nessuno dei due ruoli, ha altro a cui pensare ed in futuro, se proprio fosse, certamente non nel secondo.

Cosa aspettarsi per il futuro Stellantis

Il prossimo 21 maggio è previsto l’Investor Day 2026 di Stellantis, in cui il CEO Filosa presenterà il piano industriale, le strategie sui singoli marchi e gli obiettivi finanziari — una data chiave per capire se e come i nuovi partner entreranno nel quadro europeo del gruppo.

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