Green

La mobilità green fa tendenza

L’anno, per le vendite di auto, si è aperto in maniera spumeggiante: l’aumento delle immatricolazioni del comparto, almeno per il momento, è ancora sulla doppia cifra. Anche se per il futuro restano non poche incognite, la drammatica situazione nel nord Africa e il conseguente aumento dei prezzi petroliferi, le maggiori Case sono moderatamente ottimiste. Il perché è ormai chiaro, il comparto noleggio e flotteha una sola parola chiave: sostenibilità.
Molte elettriche sono già nelle concessionarie, tuttavia per la loro diffusione su vasta scala bisognerà attendere ancora qualche lustro, anche perché l’autonomia delle attuali batterie è ancora troppo limitata per un uso a largo spettro. Quindi, in attesa delle emissioni zero, è la propulsione mista (elettrico-termica) quella che sta incontrando i maggiori favori delle aziende. Rispetto allo scorso anno, quando sono state immatricolate quasi 5000 vetture con propulsione mista, la scelta dei modelli è aumentata: oggi, non c’è Casa che non abbia nel proprio listino un veicolo ibrido. La propulsione mista, poi, non si va diffondendo solo sui modelli alto di gamma: mese dopo mese anche le medie e le piccole stanno trasformandosi in “green car”.

La prima ibrida diesel
Peugeot presenta la 3008 Hybrid4, la prima vettura ibrida diesel al mondo, che monta due motori (quello tradizionale e quello elettrico) separati e disposti uno sull’asse anteriore e uno su quello posteriore; realizzando così una sorta di sistema integrale perché, durante la marcia, tutte e quattro le ruote ricevono la trazione. Al motore 2.0 HDI da 163 cv è stato abbinato un motore elettrico da 37 cv che fornisce potenza all’asse posteriore. Questo permette di sfruttare una potenza massima di 200 cv con 500 Nm di coppia e anche di utilizzare, quando necessario, la trazione integrale o la propulsione totalmente elettrica. Il consumo medio è pari a 3,8 l/100 km con emissioni di 99 g/km di Co2, grazie anche all’apporto del sistema Start-Stop e al cambio robotizzato a sei rapporti. Il bagagliaio offre comunque una capacità di 420 litri e lo spazio si è ridotto solo sotto al pianale di carico, dove una porzione viene utilizzata dal sistema di propulsione elettrica. L’equipaggiamento è extra-lusso, il prezzo è di 41.000 euro; entro fine anno sarà disponibile una versione a prezzo inferiore, intorno ai 35.000.

Terza generazione
Prius+ e Yaris Hsd sono le ibride di punta della Toyota per i prossimi anni. La prima è la “storia” dell’auto ibrida: il primo modello è datato 1997 e siamo già alla terza generazione. Una caratteristica unica della Prius+ è l’adozione dell’Hybrid Synergy Drive con batteria agli ioni di litio. L’accumulatore al litio, già utilizzato dalla Prius Plug-In offre il vantaggio delle dimensioni compatte e dell’installazione sotto la console centrale, fra i sedili anteriori garantendo così più posto per i passeggeri e bagagli. A disposizione ci sono tre configurazioni, con tre file di sedili, con la seconda divisibile e ripiegabile in maniera indipendente e la terza in configurazione 50:50. La carrozzeria presenta un marcato sviluppo verticale e un allungamento che non vanno a intaccare la resistenza aerodinamica: il Cx, infatti, è solo di 0,29. La commercializzazione è prevista per la prima metà del 2012. In occasione dell’ultimo Salone di Ginevra Toyota ha anche presentato un prototipo della Yaris Hsd che punta a diventare il modello ibrido più accessibile della Casa giapponese e, soprattutto considerando i volumi di vendita in Europa, quella che contribuirà maggiormente a contenere le emissioni di Co2: sarà disponibile non prima della fine del 2012.

Pratica, spaziosa e risparmiosa
Honda propone la Jazz, prima vettura ibrida del segmento B. La piccola della Casa giapponese, che dichiara di vendere 500.000 ibride all’anno nel mondo, ha la particolarità di mantenere le stesse dimensioni, in termini di capienza di carico, della Jazz a benzina grazie alla soluzione di alloggiare il gruppo delle batterie e l’unità di controllo dell’alimentazione sotto il pianale del bagagliaio. Questo significa che i sedili possono anche essere ribaltati completamente per ottenere un vano di carico piatto con una capacità complessiva pari a 1320 litri, mentre i sedili posteriori possono anche essere ripiegati verticalmente per permettere l’alloggiamento di oggetti particolarmente alti.

Lusso per pochi
Volkswagen ha in listino la versione ecologica della Touareg, che dopo l’ultimo restyling ha acquisito più slancio, praticità e un po’ più di spazio grazie al divano posteriore scorrevole. Le finiture sono molto curate e la comodità di marcia è buona. Il sistema ibrido è compatto, e porta a un incremento di peso di soli 55 kg. L’energia elettrica necessaria a azionare il motore elettrico è accumulata in batteria al nichel posizionate nello spazio posteriore destinato solitamente alla ruota di scorta. La batteria è in grado di erogare una carica di 1,73 Kw il che, tradotto in termini concreti, consente al motore elettrico di aiutare il V6 ogni qualvolta si richiede una forte accelerazione e di far viaggiare da solo il suv tedesco per circa 2 km a velocità inferiore ai 50 km/h. Per ridurre i consumi è stata modificata anche la trazione integrale con un differenziale autobloccante Torsen al posto del convertitore di coppia. Rispetto a un suv delle stesse dimensioni e prestazioni, la Touareg Hybrid consente i città di abbattere il 25% dei consumi, raggiungendo un valore di emissioni di Co2di 193 grammi per km. È molto cara: costa la bellezza di 74.150 euro. Un vero lusso, destinato a pochi.

Elegante, dinamica e sportiva
Restando in Germania, e sui modelli costosi, BMW propone, nella Serie 7, le 750i e 750Li ActiveHybrid, slanciata ed elegante berlina con un frontale aggressivo che ne sottolinea l’indole sportiva, che supera i 250 km/h. Tra i suoi punti di forza la dinamicità, merito delle nuove sospensioni e delle quattro ruote sterzanti; tra i punti deboli il prezzo che supera i 100.000 euro: le due sorelle costano rispettivamente 112.600 e 119.300. Sotto il cofano si tengono compagnia due motori: il già conosciuto V8 4.4, capace di produrre 408 cv e un propulsore elettrico che fa salire la potenza a 465 cv con una coppia massima di 700 Nm. La trazione, posteriore, viene trasferita alle ruote attraverso il cambio automatico a otto velocità, mentre l’energia necessaria al motorino elettrico proviene da una batteria agli ioni di litio. La Serie 7 ibrida è così capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi, consumando 9,4 litri di carburante ogni 100 chilometri, con emissioni di Co2 pari a 219 grammi per km. BMW propone anche la versione ibrida della grande X6, modello con il quale la Casa tedesca non vuole certo impressionare per i minori consumi, ma abbattere le emissioni di Co2. La X6 Hybrid monta un motore da otto cilindri turbo a iniezione diretta Twin Power 4.4 da 407 cv e due motori elettrici da 86 e 91 cavalli di potenza e dunque con una potenza complessiva di 485 cavalli che rende il suv tedesco un “fulmine” in fatto di prestazioni: accelera da 0 a 100 orari in appena cinque secondi e mezzo, raggiunge la velocità massima di 236 km/h e, con un litro di benzina, percorre poco più di 10 km emettendo 231 grammi di Co2/km. Rispetto alla versione tradizionale, l’ibrida riesce ad abbassare i consumi di almeno il 20%. Per averla, però, ci vogliono 107.000 euro.

Consumi ancora più ridotti
La novità ecologica firmata Volvo è la V60 Plug-In, disponibile nei concessionari nei primi mesi del 2012, auto che ha emissioni di Co2 al di sotto dei 50 g/km e consumi pari a 1,9 l/100 km e che offre la possibilità di percorrere fino a 50 chilometri esclusivamente con alimentazione elettrica. La trazione delle ruote anteriori è affidata a un’unità turbodiesel D5 cinque cilindri da 2,4 litri, che eroga 215 cv di potenza e una coppia massima di 440 Nm. L’asse posteriore è dotato di Erad (Electric Rear Axle Drive, trazione elettrica dell’asse posteriore) sotto forma di un motore elettrico da 70 CV, alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio da 12 kWh.

Poche differenze estetiche
In casa Audi è in arrivo entro la fine dell’anno la A6 Hybrid, che monta un motore benzina 2,0 litri TFSI, quattro cilindri in linea sovralimentato che eroga 211 cv e 350 Nm di coppia massima, un motore elettrico e il cambio automatico Tiptronic ad otto marce. Completa la dotazione una batteria agli ioni di litio, piccola e leggera, da 1,3 kWh di capacità e da 39 kW di potenza, installata all’interno del bagagliaio, una zona sicura anche in caso di impatto. La batteria è raffreddata da una ventola dall’abitacolo, ma anche con un proprio circuito separato e in entrambi questi due modi è mantenuta sempre alla migliore temperatura possibile. La A6 Hybrid può raggiungere 100 km/h di velocità massima in modalità elettrica e, viaggiando alla velocità di 60 km/h, ha un’autonomia di 3 chilometri circa. In fase di decelerazione recupera l’energia che potrebbe disperdersi, rendendola nuovamente disponibile.

<box> Non tutte le ibride sono uguali
L’auto ibrida va sia a benzina, sia ad elettricità. La sua tecnologia si basa sull’installazione di un motore elettrico affiancato a quello tradizionale termico (che può essere alimentato a benzina, a gasolio o anche a gas), in modo da aiutarlo nei momenti di maggior richiesta di energia, allo scopo di contenerne i consumi. Ma non tutte le ibride sono uguali: negli ultimi anni sono nate differenti applicazioni di questa tecnologia. Ecco nei dettagli le caratteristiche dei singoli sistemi:
Microibride – Monta la funzione Stop&Start: che spegne il motore quando non serve (come in occasione dell’attesa al semaforo o in coda) per poi riaccenderlo automaticamente quando si preme l’acceleratore o il pedale della frizione. Questo sistema è molto diffuso e si prevede che sarà installato sul 50% delle auto nuove entro il 2012.
Mild-Hybrid – Il motore tradizionale, grazie a un impianto elettrico composto dal motore elettrico da 10-15 Kw alimentato da batterie NiMH o al Litio (come quelle dei cellulari), oltre a sfruttare la funzione Stop&Start è aiutato da quelli elettrici in fase di accelerazione. Ogni volta l’auto subisce una decelerazione, l’energia viene recuperata e utilizzata per ricaricare le batterie.
Full-Hybrid – L’auto può anche viaggiare in modalità solo elettrica, anche se a bassa velocità (50/60 Km/h), grazie a motori alimentati da batterie più potenti. Questa caratteristica permette alle full-hybrid di circolare nei grandi centri urbani in occasione dei giorni del blocco alla circolazione e godono di incentivi statali.
Plug-in – Si differenziano dalle altre per la possibilità ricaricare il motore elettrico direttamente alla presa elettrica di casa o presso le speciali colonnine di carica.

Testo di Luca Pollini, MissionFleet n. 3, maggio-giugno 2011

Precedente

Renault e la sua sfida elettrica

Successivo

Primo semestre in crescita per Seat