L’espansione europea di Leapmotor entra in una nuova fase e lo fa sfruttando un acceleratore industriale e commerciale di primo livello: l’ecosistema distributivo di Stellantis.
Il costruttore cinese di veicoli elettrici ha ormai superato gli 800 punti tra vendita e assistenza in Europa, di cui 125 in Italia: il doppio rispetto allo scorso anno. Un dato che, più che raccontare una semplice crescita numerica, segnala un radicamento progressivo e strutturato all’interno di una rete consolidata, elemento chiave per la credibilità del brand nel mercato corporate.
Un’accelerazione che non nasce per caso, ma è il risultato di un’operazione industriale precisa: nel 2023 Stellantis ha investito 1,5 miliardi di euro acquisendo circa il 20% di Leapmotor, dando vita alla joint venture Leapmotor International (51% Stellantis, 49% Leapmotor) che consente al marchio cinese di operare in Europa con un presidio diretto su distribuzione, logistica e sviluppo commerciale.
Un investimento che in poco più di due anni portato importanti riscontri in termini di vendite. Nell’ultimo trimestre del 2025, Leapmotor ha superato in Europa le 17.000 immatricolazioni – contro le circa 1.300 unità nello stesso periodo del 2024 – raggiungendo una quota di mercato nel segmento delle BEV (autovetture elettriche EU29) superiore al 2%. Un risultato sostenuto proprio dalla rapida espansione della rete commerciale e post-vendita, da prezzi competitivi e da una forte coerenza tra prodotto e mercato nei principali Paesi europei.
La leva della rete per convincere le flotte
Non è solo una questione di volumi, ma di struttura. Per chi gestisce parchi auto aziendali, la capillarità della rete è un fattore determinante tanto quanto il prezzo d’acquisto o l’autonomia dichiarata. La possibilità di contare su concessionarie e officine diffuse sul territorio europeo riduce tempi di fermo, incertezze post-vendita e diffidenze ancora presenti verso i marchi emergenti di provenienza asiatica.
L’integrazione nella rete Stellantis consente a Leapmotor di superare uno dei principali ostacoli all’ingresso nel mercato flotte: la percezione del rischio. Con una struttura di assistenza già collaudata, il brand può presentarsi ai fleet manager non come una startup in fase di test, ma come un costruttore supportato da un’infrastruttura industriale e commerciale di lungo corso.
Nel 2025 l’espansione geografica ha interessato nuovi mercati strategici – tra cui Bulgaria, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Islanda, Irlanda, Slovacchia, Slovenia e Svezia – ampliando ulteriormente il raggio d’azione e rafforzando la presenza in aree dove l’elettrificazione aziendale procede con maggiore rapidità.
La gamma di Leapmotor: dalle citycar si SUV, passando per nuove soluzioni ibride
Sul fronte prodotto, l’offerta attuale comprende la citycar Leapmotor T03 e il SUV Leapmotor C10, modelli che puntano su un posizionamento prezzo competitivo e su dotazioni complete, fattori particolarmente sensibili per il mondo delle flotte.
All’orizzonte si profila un ampliamento della gamma con la Leapmotor B10 e ulteriori varianti, tra cui una versione REEV ibrida ad autonomia estesa. Una mossa che potrebbe intercettare anche quelle aziende ancora caute verso il full electric, ma interessate a soluzioni di transizione.













