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Lever Touch, la crescita dell’autoriparazione passa dall’IT

Nata nel 2013 dall’esperienza di oltre 25 anni nel campo delle riparazioni auto, Lever Touch guarda al prossimo quinquennio. Un lustro, fino al 2025, che vedrà un grande ricorso alla digitalizzazione. Ne parla Antonello Fiorenza, back office global director dell’azienda con sede principale in Italia e filiali in Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile e Argentina.

Bisogna distinguere tra riparazioni e ripristini, vero? «Certamente – spiega il direttore dal suo ufficio del centro di Napoli -, mentre la riparazione incide sulla carrozzeria e fonisce un prodotto validissimo ma sempre diverso dall’originale, il ripristino riporta alle condizioni identiche di quando l’auto è uscita dalla fabbrica».

Le case costruttrici, le società di noleggio o i gestori di flotte richiedono sempre di più questa procedura, basata sull’uso di leve e lampade.

«Così non serve riverniciare l’intera auto. La tecnica è quella del Pdr (paintless dent repair), tramite la quale si “massaggia” la carrozzeria, ridando forma al metallo dopo i danni da grandine o incidenti».

Lever Touch è partner anche delle aziende costruttrici, fornendo assistenza specializzata nelle rifiniture, e delle compagnie di assicurazione.

Visita Levertouch.com/it.

Lever Touch avvia l’industrializzazione attraverso l’IT

Ora l’obiettivo è di passare da attività artigianale a industriale.

«È il nostro progetto per il prossimo quinquennio, che sarà basato su due punti chiave: le risorse umane e l’IT. Nel primo caso, puntiamo alla formazione del personale nostro e delle officine affiliate. Il secondo, invece, è un processo a 360 gradi che ci porterà ad avere una digitalizzazione di tutto quello che avviene in azienda: dalla contabilità alla gestione dei contratti, fino alle attività di ripristino».

In realtà, per Lever Touch l’industrializzazione è già partita. Infatti, oltre alla sede nel cuore di Napoli e un proprio “hub” a Caserta, l’azienda ha aperto filiali a Barcelona, Parigi, Colonia, Buenos Aires e Miami.

«Lo sbarco in Sud America – prosegue – è frutto di una precisa richiesta di Volkswagen, che ci ha chiesto di riparare un parco auto di 24.000 vetture danneggiate. Tra i nostri clienti non ci sono solo case costruttrici, ma anche società di noleggio e flotte in generale, per le quali siamo gli unici interlocutori per la gestione degli interventi. Siamo dei consulenti, insomma, che però si avvalgono di partnership mirate per risolvere il problema. Insomma: non siamo “tuttologi”, ma affianchiamo il nostro know how a quello di partner ad hoc».

E il futuro? «Alle 380 officine partner sparse in Italia, affiancheremo altri centri propri. Ossia officine gestite in toto da noi. La prima sarà a Barcellona. Per ora non posso svelare altro».

Nel 2020, Lever Touch ha processato circa 18.000 riparazioni nella sola Italia. È stato un anno con numeri inferiori, a causa dei lockdown. Due anni fa ha ottenuto la ceritificazione Iso 9001.

A pagina 20 di MissionFleet 1/2020, leggi lo speciale riparazioni

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