mercato-auto-b2b-2025-autoproff-cover-mission

Mercato auto B2B: i dealer italiani esportano elettrico, continuando a importare benzina

L’analisi 2025 di AutoProff fotografa le strategie dei dealer italiani tra Danimarca e Germania, con una netta polarizzazione di motorizzazioni e prezzi.

I dealer italiani hanno consolidato una strategia chiara: esportare veicoli elettrici e importare quelli a benzina. È questo quello che emerge dall’analisi del mercato auto B2B 2025 compiuta da AutoProff, la piattaforma B2B di AutoScout24 che consente ai rivenditori d’auto di acquistare e vendere vetture attraverso marketplace diretto e aste live.

Stando alla ricerca fatta dall’azienda danese, l’Italia vende all’estero modelli ad alto contenuto tecnologico – soprattutto elettrici – e si approvvigiona oltreconfine di vetture più accessibili e in linea con la domanda interna. Non è solo una questione di opportunità commerciale, ma di vera e propria gestione dello stock su scala continentale.

Come sottolinea Sergio Lanfranchi del Centro Studi AutoScout24, “la marcata polarizzazione tra l’export di veicoli elettrici verso i mercati maturi del Nord Europa e l’importazione di modelli termici competitivi dimostra la capacità degli operatori di rispondere con precisione alla domanda reale dei diversi mercati”. In altre parole: il parco auto diventa un asset strategico, non solo una giacenza da smaltire.

Elettrico in uscita, benzina in entrata: il B2B italiano viaggia a doppia velocità

Se si osservano le alimentazioni, il quadro è netto. L’85% delle auto vendute dai dealer italiani oltreconfine è elettrico. Una quota che trova sbocco soprattutto nei mercati nordici, con la Danimarca protagonista: qui finisce il 69% delle vetture esportate tramite piattaforma, a conferma di un ecosistema più maturo e ricettivo per la mobilità a zero emissioni.

Sul fronte opposto, quando si tratta di fare stock per il mercato interno, le scelte cambiano radicalmente: il 71% degli acquisti effettuati dai professionisti italiani riguarda modelli a benzina. Auto più tradizionali, con ticket d’ingresso contenuti, capaci di intercettare una domanda ancora fortemente orientata verso motorizzazioni termiche.

Ne emerge un’Europa dell’usato a due velocità: elettrica e tecnologicamente avanzata a Nord, più pragmatica e attenta al budget nel nostro Paese.

Germania hub di approvvigionamento, tra brand premium in uscita e generalisti in entrata

Le direttrici dei flussi commerciali sono altrettanto chiare. Il principale bacino di approvvigionamento per i dealer italiani è la Germania, da cui proviene il 77% delle vetture acquistate tramite piattaforma. Un dato che consolida il ruolo tedesco come hub europeo dell’usato recente.

Anche l’analisi dei marchi rafforza questa lettura strategica. Tra le auto vendute all’estero spiccano brand come Renault, Audi e Volvo, apprezzati nei mercati stranieri per contenuto tecnologico e posizionamento.

Sul fronte opposto, gli acquisti dei dealer italiani si concentrano su marchi cardine del mercato domestico come Volkswagen, Fiat e Ford: modelli affidabili, facilmente rivendibili e coerenti con le esigenze di privati e flotte medio-piccole.

Prezzi e chilometraggi: export alto di gamma, import sotto i 10.000 €

La distanza tra ciò che si vende e ciò che si compra si riflette con evidenza anche nei valori medi. Nel 2025 il prezzo medio delle vetture esportate dai dealer italiani ha raggiunto i 23.510 €, mentre quello delle auto acquistate si è fermato a 9.100 €.

Una forbice ampia, che conferma una logica precisa: monetizzare veicoli recenti e ad alto valore tecnologico nei mercati più pronti a riconoscerne il prezzo, e reinvestire su stock più accessibile per garantire rotazione e competitività sul territorio nazionale.

nteressante anche il dato sulla qualità dello stock: oltre la metà delle auto scambiate – il 53% di quelle vendute e il 50% di quelle acquistate – ha meno di 10.000 km. Il mercato B2B si avvicina così sempre di più agli standard del nuovo, con implicazioni rilevanti anche per il mondo flotte, sempre più attento a vetture giovani, affidabili e con costi di gestione prevedibili.

Lascia un commento

*