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MissionForum digital dà la parola ai fleet manager

MissionFleet torna con MissionForum digital dando la parola ai fleet manager ai quali è stato chiesto di parlare del rapporto con i fornitori e della mobilità sotenibile. Ma anche di priorità aziendali per il parco auto e dell’ampliamento di responsabilità da fleet manager a mobility manager. Sono intervenuti Dario Frigerio, global expert fleet management di Dnv GL, Christian Marcello, facility manager di Ocme; Teodoro Marolo, responsabile servizi generali del Gruppo Pam.

Scopri la precedente sessione di MissionForum digital

Diamo la parola ai fleet manager: come cambierà o come vorrebbe cambiare il rapporto coi fornitori?

Dario Frigerio: «Circa 3 anni fa abbiamo centralizzato la gestione della nostra flotta auto, insieme al dipartimento di Amburgo. Da qui, abbiamo deciso di scegliere solo 3 noleggiatori globali, togliendo i fonitori locali. Questo passaggio sotto l’international ha cambiato un po’ i rapporti con le aziende che ci fornivano auto. Innanzitutto, questa strategia ha portato a un calo delle visite da parte dello staff commeriale delle società di noleggio lungo termine. E questo è un peccato, visto che ritengo però che gli incontri professionali con tale personale siano molto importanti, perché credo molto nei rapport vis a vis. Mi auguro che dopo questa fase critica, si possa ritornare ad avere questo tipo di rapporti. Per quanto riguarda i servizi, credo che andrebbe aumentato il numero delle officine dei centri di assistenza, che negli ultimi anni sono diminuite».

Ocme è antesignana nella sostenibilità con la scelta del metano. Come proseguirete il percorso green?

Christian Marcello: «Nel 2006-2007 abbiamo effettuato la transizione verso le auto a metano. Ci ha dato soddisfazioni sia dal punto di vista della sosteniblità sia dal punto di vista economico. Il percorso tracciato continuerà, anche se in un contesto diverso dopo acquisizione da parte di Aetna Group (nel 2017) che ci porterà a tenere conto anche delle esigenze delle altre aziende. Per questo, nel rinnovo 2020 sono stati introdotti veicoli diesel, anche se la prevalenza è a metano con 19 unità. In flotta ci sono anche 2 auto elettriche e 3 ibride.

Per quanto riguarda l’elettrico, siamo sodisfatti del loro impiego visto che queste vetture sono usate ogni giorno da parte del personale. Abbiamo riscontrato un uso puntuale e corretto dei punti di ricarica, anche perché in sede abbiamo un impianto fotovoltaico che permette un agevole pieno di energia. Energia, pertanto, a titolo gratuito. Ritengo che in questa fase la mobilità sostenibile sia fondamentale per un ambiente più pulito».

Quali sono le priorità del gruppo Pam per il parco auto del 2020?

Teodoro Marolo: «Vorrei fare una premessa: il 2020 è un anno in cui tutti gli attori del settore automotive (produttori, noleggiatori e noi gestori) credevaono tantissimo nell’elettrico e nell’ibrido. I produtori hanno sviluppato l’innovazione (come la Ford Kuga). I noleggiatori hanno iniziato lavorare molto per analizzare e valutare i valori residui delle vetture elettrificate. Mentre noi dovevano analizzare come utilizzarle per entrare nelle città e dovevamo capire gli aspetti economici della gestione di auto zero emissioni.

Poi è arrivato il Covid che ha bloccato tutto. Le nostre 280 vetture a noleggio lungo termine sono rimaste tutte bloccate. Così ho pensato che il mondo auto di oggi – che è statico – dovrà per forza essere aiutato dal nostro governo attraverso incentivi. Alla luce di ciò, ho deciso di prorogare tutto il nostro parco auto in attesa di poter riprendere (probabilmente a settembre o a ottobre) un’analisi degli eventuali nuovi incentivi, con prezzi magari più validi. In questa fase, ho chiesto alle aziende di noleggio lungo termine, con le quali abbiamo fatto delle proroghe, delle condizioni economiche che ci potessero aiutare. Alcune aziende ci sono venite incontro con alcuni bonus per poter prorogare tutte le auto».

Scopri il “white paper” Repower sull’auto elettrica dopo il Coronavirus

Dnv GL è un ente di certificazione. State attuando processi innovativi applicabili alla gestione delle flotte?

Dario Frigerio: «Nel fleet management ci sono molti processi, alcuni semplici altri meno. Proprio a livello di sicurezza Covid, Dnv GL sta analizzando i vari processi interni alle aziende, che sono soggette alle valutazioni da parte dei nostri esperti attraverso attività di assessment. Tale attività restituisce al cliente la gestione del rischio di infezione. Un esempio: stiamo lavorando con banche, hotel, aziende automotive, acciaierie e altre. Questa analisi rilascia un attesato che dice quanto è brava l’azienda a contenere il rischio di infezione su una scala da 1 a 5. Stiamo valutando di applicare questo prodotto anche alla gestione delle auto.

Un’altra idea di messa in sicurezza dei processi è l‘uso della blockchain per avere dei dati confermati e garantiti al 100%. E’ come se all’auto venisse assegnato un “passaporto digitale” dove all’interno vengono inserite e caricate le attività e le azioni che avvengono durante la vita dell’auto stessa (durante il periodo di noleggio, di 3 o 4 anni) in modo da avere uno storico.

Un esempio concreto: in azienda abbiamo implemenato “My story” in ambito food (di alcune aziende vinicole nostre clienti). Obiettivo: rendere più efficienti, più chiari e più sicuri i processi e se possibile automatizzarli e, in un’ottica futura, utilizando gli elementi carteristici della blockchain incentivare comprtamenti più virtuosi da parte dei driver e in generale dei dipendenti. Inizieremo a farlo sulla nostra flotta, riadattandolo al caso specifico».

Come vede l’evoluzione del fleet manager nella figura del mobility manager, alla luce della novità del Decreto Rilancio?

Christian Marcello: «Sostengo che il passaggio dal fleet al mobility non sia scontato e non sia naturale. Non per mancanza di volontà dei fleet manger ma, se mai, per una mancanza di visione delle proprie aziende. Oggi è arrivato il momento per cui il Covid ptrebbe stimolare l’evoluzione del ruolo: viaggiare sui mezzi pubblici è un dramma, sugli aerei pure. Pertanto ci dobiamo inventare qualcosa, perché la mobilità non è uguale per tutti. Bisogna dare soluzioni su misura e non standard.

Per questo già dal 2012 abbiamo avviato il Pscl (piano spostamento casa-lavoro) che ha fotografato all’interno dell’azienda quali siano gli spostamenti dei dipendenti. Nel 2020 avremmo dovuto rinnovare il questionario da sottoporre ai miei colleghi, ma il Covid già ha interrotto. Abbiamo parlato con altri mobility manager della provincia di Parma, al fine di inserire nel questionario domande per capire le nuove esigenze che in questo momento “post Covid” si vanno delineando. La nostra azienda dovrà pertanto tenere presente le esigenze sanitarie di chi si sposta ogni giorno.

Sull’evoluzione del mobility, sarà un percorso di “avvicinamento” graduale. Al di là dell’obbligo di Legge (le aziende con oltre 100 dipendenti dovranno avere un mobility manager, ndr), ci deve essere anche una questione di carattere sanzionatorio. Nel momento in cui l’azienda non dovesse attivarsi per sostenere una mobilità sostenibile, ci devono essere delle sanzioni. La mobilità rientra in un’attività di relazione tra dipendenti e azienda ma anche a livello pratico (orari flessibili, parcheggi adeguati, punti di ricarica per auto o bici elettriche). Quanto messo in campo a Parma, tra aziende e comune, ha dato buoni risultati. E i dipendenti ne hanno beneficiato. Credo che la figura del mobility prenderà piede piano piano all’interno delle aziende».

Il Gruppo PAM ha 800 punti vendita e 10.000 dipendenti. Come studiate la trasformazione in una flotta più sostenibile e con quali tempistiche?

Teodoro Marolo: «Ad oggi il nostro parco auto ha una caratteristica: i nostri utilizzatori fanno 40-50mila km all’anno. Fare delle analisi di ciò che può essere la sosteniblità non è semplice, anche perché dobbiamo fare i conti con gli aspetti economici. La mia idea era di fare una indagine di mercato, per capire quello che le aziende offrono oggi dal punto di vista economico rispetto a quanto spendo io nel noleggio aziendale. Era mia intenzione partire per capire la sostenibiltà. Oggi non abiamo una sostenibilità già definita. Nella mia mente, con l’evoluzione e le tecnologia sicuramente prenderemo in considerazione questo aspetto. La sostenibilità perde un pochino di terreno da parte di tutti, vista la stasi del Covid19. Stasi anche per l’innovazione e la ricerca».

Christian Marcello: «La sostenibilità è sospesa. Ma non si rinuncia. Voglio essere ottimista».

Dario Frigerio: «Sostenibilità? Non è una rinuncia ma è solo uno slittamento temporaneo. E’ il momento in cui dobbiamo essere tutti bravi a ripartire con modelli più ecologici, valutando il rappoto costo-beneficio che non deve mai mancare».

Dnv GL: Circa 400 auto in gestione in 8 paesi d’Europa, di cui 190 in Italia.
Ocme: 19 auto a metano, 2 elettriche e 3 ibride (oltre ad alcune vetture diesel)
Gruppo Pam: Circa 280 auto

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