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Mobilità condivisa e carpooling aziendale: il punto dei 3 operatori sul mercato

Mobilità condivisa e carpooling aziendale rialzano timidamente la testa dopo il (quasi) blocco della scorsa primavera. Una temporanea débacle, dove i numeri del settore erano scesi dell’80%. I dati emersi durante la 4ª Conferenza nazionale sulla sharing mobility mostrano che prima del lockdown la condivisione dell’auto per andare al lavoro prendeva sempre più piede. Nel 2019 c’erano 299 aziende coinvolte, 350 mila iscritti, 475 mila viaggi e 13 milioni di km condivisi.

Tra i settori della sharing mobility più in difficoltà nell’emergenza Coronavirus c’è stato il carpooling aziendale.

A marzo e aprile, l’attività sulle piattaforme di condivisione di passaggi in automobile sulle tratte casa-lavoro ha registrato un -80% rispetto a 12 mesi prima. Ancora negativo a settembre, anche se il trend è in miglioramento: -50% rispetto a dicembre 2019.

«In Italia, il carpooling non riceve le attenzioni da parte delle autorità pubbliche», ha detto Massimo Ciuffini, coordinatore dell’Osservatorio sharing mobility. «In Francia, questa soluzione è molto più sviluppata che da noi sia in quantità che in qualità. Non è un caso se la piattaforma di carpooling più conosciuta e usata al mondo, anche in Italia, è quella della francese BlaBlaCar. Oltralpe da tempo è stata avviata una politica di sostegno del carpooling come soluzione per gli spostamenti quotidiani. Specie dopo le nuove norme introdotte dalla legge quadro sulla mobilità. Ci sono molti punti interessanti che potrebbero ispirare i nostri decisori politici».

Mobilità condivisa e carpooling aziendale, 3 i principali attori

Intanto nelle prossime settimane è probabile una ripresa di mobilità condivisa e carpooling aziendale. Anche se resta forte l’incertezza sull’evolversi della pandemia. Il segnale di fiducia fa capire che il servizio è per molti dipendenti una scelta razionale per raggiungere il posto di lavoro. E lo è perché avviene in maniera sostenibile ed economica in un periodo in cui il trasporto pubblico è considerato, a torto o a ragione, un modo di viaggiare che desta preoccupazione.

Sono 3 i principali attori del mercato: Jojob, che gestisce il carpooling di 242 aziende, BePooler con 35 aziende ed Up2Go con 22 aziende.

In Italia sono in aumento del 27% (nel 2019 sul 2018) gli iscritti al servizio. Questo ha portato al superamento di quota 350 mila utenti, l’83% dei quali da attribuire Jojob. In evidenza anche l’operatore Bepooler, che ha triplicato la quota rispetto all’anno precedente.

Crescono di conseguenza anche i numeri di viaggi dell’intero settore (+25% come dato medio tra gli operatori rispetto al 2018) e le percorrenze, raddoppiate rispetto all’anno precedente (13 milioni di km condivisi). Anche il viaggio medio diventa più lungo nel 2019, con 28,3 km. L’operatore Up2Go detiene invece il primato del viaggio medio più lungo, pari a 33,8 km a spostamento.

Quella dei 25-30 km è la fascia di distanza più frequente per i viaggi di carpooling casa-lavoro (19% degli spostamenti), mentre più della metà rientra nel range 15-50 km. Per quanto concerne la durata, invece, oltre il 50% dura tra gli 11 e i 30 minuti.

Mobilità condivisa e carpooling aziendale, il sostegno del ministero

Per Tullio Berlenghi, della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente, mobilità condivisa e carpooling aziendale sono strumenti che possono aiutare a cambiare il paradigma della mobilità nelle aree urbane. «Dobbiamo togliere le automobili dalle strade e ridurne il numero. Siamo il secondo paese d’Europa per numero di auto per abitanti. Dobbiamo farlo con la tecnologia e con un percorso per cercare di spostare la mobilità dal mezzo privato ad altre forme di mobilità».

Il Ministero, intanto, potrebbe pensare a incentivi come il rimborso chilometrico per i dipendenti che vanno in bicicletta al lavoro o utilizzano servizi di condivisione e sostenibili. «Mai come adesso ho visto tanta sensibilità a questi livelli. Settori che prima avevano un approccio più conservatore ora avanzano proposte, comprese le amministrazioni locali».

Aproccio più pragmatico quello di Gerard Albertengo, Ceo e founder di Jojob. «Mettendo in atto le precauzioni per ridurre il rischio di contagio, la mobilità condivisa come il carpooling aziendale permette di circoscrivere il numero di persone con cui si entra in contatto. E’ probabile che si debba convivere a lungo con il virus. E non è pensabile immaginare un futuro basato solo sull’utilizzo privato dell’auto. Crediamo che il carpooling sia la miglior soluzione, da integrare con il trasporto pubblico, per garantire una mobilità sicura ed efficiente».

Intanto i vertici di aziende e istituzioni hanno un ruolo decisivo secondo il manager.

«Dovrebbero prendere subito decisioni coraggiose e responsabili, come sta accadendo in altri paesi europei. Dovrebbero fornire regole e linee guida per incentivare modelli di mobilità sostenibile, che vadano incontro alle esigenze dei dipendenti, con attenzione alla salute e all’ambiente».

Leggi dell’app di Bosch per il carpooling aziendale.

 

 

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