AutoGalleryGreen

Heritage: ecco l’antenata della Peugeot 208 elettrica

La nuova Peugeot 208 100% elettrica è l’attesa novità della riedizione della popolarissima utilitaria made in France. Ma la sua antesignana era già elettrica: si tratta della “Voiturette Légère de Ville – piccola vettura da città”, che la casa del Leone concepisce in piena occupazione nazista.

Qui vi raccontiamo la sua storia.

E’ l’agosto del 1940, con probabilità, come oggi, caldo alla latitudine di Parigi, con un certo nervosismo considerata la situazione da Terzo Reich. Con l’occupazione, il settore automotive francese tenta di creare un progetto alternativo ai veicoli commerciali, di cui l’industria della guerra era forte sostenitrice.

L’auto di medici e avvocati

Le forze tedesche e il mercato automotive

“Torniamo indietro di 80 anni – spiega Peugeot – e i militari non sono esperti di automobili, dunque nel 1930 si accontentano di richiedere adattamenti ai veicoli di serie per affrontare le necessità urgenti”.

Peugeot si guadagna la produzione con le 202 e 402 dotate di motori più potenti, quattro ruote motrici ed allestimenti specifici tra mitragliatrici o fari per l’aviazione.

E’ l’avvento delle furgonette, capostipiti degli attuali veicoli commerciali.

Talvolta preparate come autocarri, altre come ambulanze, nelle officine de La Garenne.

E anche se dal 1927 la Casa aveva dismesso la produzione di veicoli commerciali, viene rivista la strategia. Il direttore commerciale di allora, Maurice Badolle, prontamente dichiara che “siamo certi si evidenzierà una richiesta considerevole di LCV nel dopoguerra”.

Ecco l’MK5 sviluppato a 1400 kg di portata che moltiplica il numero di esemplari prodotti, nel 1939. Viene prodotto in 27mila415 unità nei quattro anni di occupazione tedesca. Tuttavia, alle forze armate germaniche – la Wehrmacht – non piacciono gli autocarri della Peugeot.

La reazione, nell’estate 1940

Nel 1940, senza benzina e poche materie prime, Peugeot immagina una vettura con poca lamiera, come la Quadrilette degli Anni Venti, di fascia bassa, realizzata nel momento in cui l’industria doveva riconvertire la produzione fino ad allora dedita alla causa bellica della Prima Guerra mondiale.

Stavolta però voleva utilizzare l’elettricità.

La vetturetta alla velocità di un ciclista allenato

Ecco la VLV, come detto una “voiturette légère de ville”, presentata per l’omologazione il 28 marzo 1941. È lunga 2,67 m larga 1,21 m, da due posti, in alluminio per non pesare che 365 kg, batterie comprese.

Queste sono posizionate davanti mentre il motore elettrico è dietro, sviluppa una potenza di 2 CV, ha un’autonomia di 80 km – la nuova Peugeot e-208 garantisce 340 km – e una velocità massima di 32 km all’ora.

Approfondisci qui sull’elettrificazione della casa francese, presentata a Ginevra.

L’accoglienza da parte della stampa specializzata è abbastanza realistica – osserva Peugeot -: “Questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città, con la vetturetta elettrica si possono raggiungere le prestazioni di un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica”.

nuova peugeot 208 100% elettrica

La nuova Peugeot 208 elettrica

Nuova Peugeot 208 100% elettrica, oggi come allora un’auto aziendale

La Peugeot VLV diventa l’automobile dei medici e degli avvocati, ma anche dei funzionari delle Poste. “Tenuto conto delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e degli accumulatori, il ritmo della produzione è molto caotico”, aggiunge la Casa.

Dalle officine de La Garenne usciranno 377 vetturette elettriche, prima che il Comitato d’Organizzazione dell’Automobile – organismo costituito dallo Stato nel periodo Vichy – la vieti nel 1943.

L’organismo vietò che un costruttore potesse diversificare l’attività. Perché? Per non distogliersi dalla produzione di mezzi industriali necessari al Terzo Reich. Chissà come sarebbe andata l’evoluzione dell’elettrificazione della mobilità se il periodo buio non fosse mai esistito.

scatola nera move in
Precedente

In Lombardia parte MOVE-IN e la scatola nera per chi inquina

Arval Mobility Observatory
Successivo

Opinionisti e bambini nel libro del futuro della mobilità di Arval