Revisione bombole auto GPL metano

Revisione bombole auto GPL e metano 2022: scadenze e proroghe

È l’ora della revisione delle bombole auto Gpl e metano per i quasi 2 milioni di veicoli con queste alimentazioni. Un parco quindi abbastanza grande, che ha a disposizione quasi 3.500 punti di rifornimento in tutta Italia dove si può fare il pieno spendendo meno della metà della benzina.

Se da un lato le auto a gas fanno risparmiare in fatto di carburante, dall’altro devono sottostare e leggi precise riguardo alla manutenzione dell’impianto.

Il 13 maggio 2022, un decreto del Mims  ha dettato le modalità di riqualificazione delle bombole, secondo il regolamento n. 110 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece R110). Tali regole sono in vigore dal 14 luglio 2022.

La prima regola da tenere presente per la revisione delle bombole auto Gpl e a metano è che le prime (Gpl) vanno sostituite dopo 10 anni dalla data di produzione. In questo caso, basta recarsi da uno specialista autorizzato che provvederà a cambiarle per una spesa compresa tra i 300 e i 500 euro.

La seconda norma riguarda invece la revisione vera e propria, che va fatta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione dell’auto. E poi ogni 2 anni. Questo controllo non riguarda solo le bombole ma tutto l’impianto. Oltre naturalmente al resto dell’auto.

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Revisione delle bombole auto GPL e metano: il tema del collaudo

Tuttavia, gli addetti ai lavori consigliano di effettuare controlli periodici in occasione dei “tagliandi” fatti alla vettura. Tali controlli devono in particolare riguardare il funzionamento degli iniettori e il sistema elettrico, delle tubazioni e del raccordo.

Importante è la sostituzione del filtro Gpl e del riduttore qualora otturati o mal funzionanti.

La legge impone anche che dopo la sostituzione, bisogna collaudare le bombole. Per farlo, ci sono 2 modi: presso la Motorizzazione Civile, compilando la domanda sul modello TT 2119. A questa bisogna unire la dichiarazione di installazione a norma rilasciata dal meccanico, oltre alla documentazione tecnica dell’impianto installato.

Oppure presso un centro autorizzato. In questo caso è più semplice – ma leggermente più costoso – visto che spesso chi sostituisce le bombole effettua anche il collaudo.

Le regole per il metano

Le norme sulla revisione delle bombole auto Gpl e metano variano in base a ciascuno dei due gas citati. Per il secondo, le regole sono diverse. Oltre che più complicate.

In questo caso, si parla più di una procedura di collaudo dei serbatoi, che fa fatta in 3 fasi: pesatura, ispezione e prova tramite ultrasuoni e pressione idrostatica. La frequenza dei controlli dipende da come le bombole risultino omologate.

In questo caso, la tabella qui sotto chiarisce le differenze. La numero 1 si riferisce alla frequenza dei controlli. La numero 2 alla sostituzione dei serbatoi.

Revisione bombole GPL e metano

Da notare che le bombole omologate secondo la vecchia normativa nazionale DGM sono ormai quasi del tutto fuori dal parco circolante.

Quelle omologate ECE/ONU R110 sono divise in base al materiale di costruzione. Se sono tutte di acciaio (CNG1), il controllo va fatto ogni quattro anni e tolte dalla circolazione dopo 20 anni. Lo stesso vale per quelle di acciaio ma con cintura di rinforzo di resina (CNG2) e per quelle di acciaio e rivestimento completo sintetico (CNG3).

Diverse le nuove norme per le bombole CNG4, fatte di fibre composite. In questo caso la prima revisione va fatta dopo 4 anni e le successive ogni due.

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Revisione integrale dei serbatoi a metano fatta da personale abilitato

Vista l’alta infiammabilità del metano, il Decreto del Mims parla anche del caso in cui la vettura sia coinvolta in un incidente “grave”. Dove per “grave” si intende un sinistro che abbia effetti sull‘integrità del veicolo e sui supporti strutturali dell’impianto a metano.

In tal caso, l’officina che interviene nella riparazione del danno ha l’obbligo di sottoporre a verifica di integrità il serbatoio. Tale verifica va effettuate da personale abilitato, che deve aver partecipato con successo a un corso formativo teorico/pratico.

Enti o associazioni di formazione possono organizzare tali corsi, previa approvazione dell’autorità competente. Anche le case automobilistiche possono effettuarli, ma solo per la marca e i modelli delle vetture da essi prodotte.

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