Il mercato delle auto usate sta vivendo una trasformazione profonda, parallela a quella del settore automotive nel suo complesso. Negli ultimi anni le piattaforme digitali, le procedure di certificazione e i controlli sempre più rigorosi hanno contribuito a professionalizzare un comparto che un tempo era considerato quasi “artigianale” e spesso soggetto a truffe compiuti da dealer e venditori privati poco onesti.
È una crescita che ha un obiettivo esplicito: conquistare la fiducia dell’acquirente, oggi molto più informato, più esigente e meno disposto a correre rischi. Eppure, nonostante i progressi, proprio la fiducia continua a rappresentare l’elemento più fragile. Bastano pochi dettagli nascosti nella storia di un veicolo per trasformare un affare in una spiacevole sorpresa.
Lo conferma una nuova ricerca condotta da CARFAX, azienda attiva sin dal 2007 nei servizi dedicati allo storico dei veicoli in Europa e Nord America e presente in Italia dal 2021. Il sondaggio ha coinvolto oltre 4.000 persone — acquirenti recenti e potenziali acquirenti nei prossimi 12 mesi — con l’obiettivo di fotografare percezioni, rischi e strategie di difesa nel mercato dell’usato.
I rischi restano alti: cosa temono davvero gli italiani
Nonostante i progressi del settore, l’aspettativa di incappare in una truffa rimane sorprendentemente alta. Secondo il sondaggio, il 67% degli italiani ritiene frequente o molto frequente imbattersi in frodi quando si acquista un’auto di seconda mano — un livello di diffidenza superiore a quello registrato in mercati maturi come Germania e Spagna.
Le pratiche scorrette più temute? In cima alla lista c’è la manomissione del contachilometri (70%), considerata ancora oggi una delle insidie più difficili da intercettare senza un accesso completo allo storico del veicolo. Seguono i danni non dichiarati (67%), mentre un 42% teme false dichiarazioni su proprietà e utilizzo dell’auto.
| Classifica della tipologia di truffe che gli italiani si aspettano | |
| Manomissione del contachilometri | 70% |
| Danni non dichiarati | 67% |
| False dichiarazioni su proprietà e utilizzo precedente del veicolo | 42% |
| Annunci falsi | 38% |
| Mancata comunicazione di vincoli o gravami | 31% |
| Uso di documenti falsi | 25% |
| Truffe legate ai depositi o agli assegni contraffatti | 25% |
| Auto rubata o con VIN clonato | 24% |
| Phishing | 8% |
| Furto del veicolo durante il test drive | 7% |
Una lista decisamente ampia che spiega bene perché i potenziali acquirenti di auto usate italiani continuino a muoversi con una certa circospezione.
Quando il rischio diventa realtà: un italiano su cinque è già stato truffato
Se le paure sono elevate, l’esperienza concreta non è molto distante: il 19% degli italiani afferma di aver subito almeno una truffa nel processo di acquisto di un’auto usata.
La forma più diffusa riguarda i danni non dichiarati, segnalati dal 9% del campione, seguiti dalla manomissione del contachilometri (6%) e dalle dichiarazioni mendaci sulla proprietà o sull’utilizzo precedente del veicolo (4%).
| Classifica della tipologia di truffe che gli italiani hanno subito | |
| Danni non dichiarati | 9% |
| Manomissione del contachilometri | 6% |
| False dichiarazioni su proprietà e utilizzo precedente del veicolo | 4% |
| Annunci falsi | 2% |
| Mancata comunicazione di vincoli o gravami | 2% |
| Uso di documenti falsi | 2% |
| Auto rubata o con VIN clonato | 1% |
| Phishing | 1% |
Anche gli annunci falsi, i documenti contraffatti e i vincoli non dichiarati compaiono nel vissuto degli intervistati, ognuno al 2%, mentre casi di VIN clonato, furto o phishing emergono in percentuali minori ma non trascurabili.
Questi dati confermano come la frode non sia percepita solo come un rischio astratto, ma come un’esperienza concreta che colpisce una parte significativa degli acquirenti.
La risposta dei consumatori: più controlli, più documenti e maggiore cautela
La crescente consapevolezza del rischio ha spinto gli italiani a dotarsi di strategie sempre più articolate per proteggersi. Oggi quasi due acquirenti su tre verificano il chilometraggio confrontandolo con l’ultimo tagliando o con il controllo tecnico registrato, mentre il 59% richiede di visionare la documentazione PRA/ACI.
Il 49% controlla il Certificato Digitale di Proprietà e il 46% osserva con attenzione eventuali segni di manomissione sul veicolo. Un’altra fetta consistente, pari al 43%, sceglie di effettuare il passaggio di proprietà tramite lo Sportello Telematico dell’Automobilista, preferendo procedure ufficiali e tracciabili.
Queste precauzioni raccontano il profilo di un consumatore sempre più attento e informato, consapevole che, nonostante un mercato in evoluzione, il rischio di truffa non può essere completamente eliminato senza un accesso costante a dati trasparenti e affidabili.














