Il Dpcm del 24 ottobre ferma gli eventi, i congressi e anche le fiere

Il Dpcm del 24 ottobre cala di fatto il sipario su tutta la meeting industry. A pochi giorni dal precedente Dpcm del 18 ottobre, il Governo conferma che «sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza».

Rispetto al Dpcm del 18 ottobre, il legislatore ha aggiunto la parola “eventi” decretando quindi la chiusura di ogni attività legata al Mice.

Dpcm del 24 ottobre: stop alle fiere

Il Dpcm del 24 ottobre fa marcia indietro sulle fiere. Stop dunque alle fiere nazionali e internazionali, che erano invece autorizzate dal precedente Decreto.

Il documento colpisce anche la ristorazione. Gelaterie, pasticcerie, pizzerie, pub e ristoranti dovranno chiudere alle 18. Rimangono invece aperti gli alberghi anche se non è difficile prevedere che molti preferiranno rimanere chiusi per limitare le perdite dovute all’inevitabile crollo della domanda sia leisure sia business.

Rispetto a quanto ventilato, il Dpcm del 24 ottobre non vieta gli spostamenti tra Comuni, province e regioni, ma raccomanda di farlo solo in caso di necessità.

Il Dpcm del 24 ottobre sarà valido sino al 24 novembre, leggilo qui.

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