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Idee per team building: è tempo di esports, ma non chiamateli videogame

Per chi cerca nuove idee di team building, la nuova frontiera sono gli esports. Cioè gli sport praticati attraverso videogame performanti, realistici e ingaggianti.

Si tratta di un fenomeno dai grandi numeri. Le persone in tutto il mondo che guardano o seguono gli esports sono 320 milioni. Sempre secondo la ricerca “The World of Esports: a global view of the facts and the most loved brand among Italian gamers” di YouGov, in Italia i gamer, cioè coloro che giocano ai videogiochi almeno 14 ore alla settimana, sono 5,17 milioni.

E senza divisioni di genere. Infatti, il 55% è composto da uomini e il 45% da donne.

Idee per team building: il gaming diventa formazione

A proporre gli esports come attività di team building è Esports Experience, fondata da Marco Sala e Andrea Lo Russo, in collaborazione con una squadra di professionisti coinvolti in un team creato appositamente.

Sala e Lo Russo hanno esperienze professionali nel settore del turismo e degli eventi. Tre anni fa hanno creato il proprio team competitivo professionistico, con l’obiettivo di diventare una realtà strutturata e protagonista del settore. Oggi hanno in squadra alcuni tra i più importanti giocatori professionisti nel panorama italiano.

L’anno scorso hanno creato Esports Experience, format supportato dalla Asd – Associazione sportiva dilettantistica, società sulla quale orbita il team e la sua organizzazione. Obiettivo? Proporre ad agenzie e aziende idee per team building innovative, facendo emergere i sani valori degli sport virtuali.

Per saperne di più abbiamo incontrato Marco Sala.

marco Sala
Marco Sala

Quali attività di team building proponete agli organizzatori di eventi?
«Noi proponiamo 2 formule. Una è quella dell’evento aziendale, utilizzando quindi il format del gaming come puro intrattenimento.

L’altra è un team building in 3 declinazioni: intrattenimento, formazione e ludico».

Come si svolgono le attività di team building di Esports Experience?
«La prima fase di apertura dell’evento è dedicata alla presentazione dei conduttori, cioè dei pro player, i giocatori professionisti che si cimentano nel ruolo di coach.

La seconda è incentrata sulla preparazione fisica e mentale al gioco attraverso il nostro Medical Lab. Con il contributo di fisioterapisti, nutrizionisti e mental coach, a seconda del tempo disponibile, diamo un assaggio o una formazione vera e propria ai partecipanti sulla gestione di corpo e mente in fase di preparazione e svolgimento della performance.

Parliamo di nozioni da applicare all’attività di gaming, ma anche e soprattutto alla quotidianità personale o professionale, per raggiungere gli obiettivi. Successivamente si passa al gioco».

Team building ed esports: cosa c’è da sapere

Continua Sala: «Gli sport che proponiamo traducendoli in gioco su PC o console sono 3: calcio (Fifa22), ballo (Just Dance 2022) e motori (Race Speed Room).

Non ci sono limiti di numeriche per i partecipanti. Chiaramente se il cliente vuole un’attività formativa molto mirata, il numero ideale è di massimo 50 partecipanti.

Per quanto riguarda, la durata dell’attività parte da mezza giornata per arrivare anche a 3».

Quali requisiti deve avere una location per ospitare questa tipologia di team building?

«Lunico requisito è possedere un’ottima connessione internet poiché il gaming si gioca online. Provvediamo noi alla dotazione tecnica e tecnologica necessaria. Parlo cioè di postazioni gaming con consolle e PC nonché i simulatori».

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L’evento di esports va anche in streaming?

«Certo. Noi creiamo la live streaming dell’evento sfruttando Twitch, la piattaforma streaming per eccellenza del mondo gaming di proprietà di Amazon.

Per ogni evento, creiamo e personalizziamo il canale Twitch dell’azienda che ne rimarrà proprietaria. Inoltre, valutiamo se sfruttarlo anche in un secondo momento come strumento aziendale o se lasciarlo aperto unicamente per visualizzare la diretta dell’evento.

Possiamo fornire una soluzione base, che manda in diretta solo la parte gaming, oppure integrare con una regia in remoto e dispositivi aggiuntivi che permettono di creare una diretta in stile olimpiadi, creando intrattenimento con il coinvolgimento diretto dei partecipanti all’attività».

Lo sport digitale crea coesione

C’è un valore degli esports che Marco Sala tiene a sottolineare.

Argomenta: «Il gaming praticato in digitale può diventare lo strumento con il quale l’azienda crea occasioni di coesione tra differenti reparti sul lungo periodo.

Gli esports, cioè, possono diventare appuntamenti fissi settimanali o mensili per stimolare lo spirito di gruppo, un po’ come avviene, per esempio, per la classica sfida a calcetto».

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