Riapre l’Excelsior hotel Gallia a Milano, il punto sull’hotellerie e il Covid19

L’Excelsior Hotel Gallia a Milano riapre oggi, 26 ottobre. E’ La catena alberghiera Marriott, cui appartiene, a darne notizia. Con la riapertura dell’albergo sarà di nuovo possibile sedersi anche al Terrazza Gallia Bar & Resturant, aperto per i clienti esterni dalle 11 alle 18, e dalle 11 alle 23 per gli ospiti dell’albergo. Marriott fa sapere che sono stati implementati i più elevati standard di igiene e pulizia nonché nuovi protocolli comportamentali di accoglienza.

Il cinque stelle milanese fa sapere di osservare scrupolosamente il distanziamento interpersonale e l’uso della tecnologia per alcuni elementi dell’esperienza alberghiera. Ad esempio, il check in.

Per quanto riguarda il ristorante, è aperto dalle 12.30 alle 14.30. Come detto, la sera solo per gli ospiti dell’hotel, con un massimo di occupazione dei tavoli di quattro persone.

Riapre l’Excelsior hotel Gallia, il punto sull’hotellerie in Italia

Federalberghi ha fatto il punto sui sostegni ottenuti in audizione al Senato della Repubblica lo scorso 21 ottobre. Il direttore generale Alessandro Nucara ha relazionato e sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e delle filiere produttive associate.

In Italia, nel 2020 verranno meno 163 milioni di presenze straniere (-74,0%) e 82 milioni di quelle italiane (-37,9%). Le presenze totali saranno 245 milioni in meno (-56,1%). Il fatturato del comparto ricettivo subirà una perdita di 14 miliardi di euro (-56,9%).

Il centro studi di Federalberghi ha calcolato che a settembre 2020 sono andati persi 55 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-28,6%). «Come se si fosse azzerato il numero degli addetti alla fabbricazione di calzature», è il paragone.

Per i mesi autunnali sono a rischio 70 mila posti di lavoro temporanei. E una volta terminata la cassa integrazione, dovranno attendersi conseguenze anche sui contratti a tempo indeterminato.

Il Covid19 e l’hotellerie a livello globale

Per tracciare un quadro più globale, i dati che il direttore Nucara ha portato al Parlamento sono delle Nazioni Unite e dell’Istat.

L’Onu stima la perdita di 245 milioni di pernottamenti nel 2020, più della metà di quelli che c’erano state nel 2019. Invece, l’Istat registra una flessione del  fatturato di alloggi e ristorazione pari al 71,4% rispetto al secondo trimestre 2019. Nel settore dell’alloggio, il calo tendenziale del fatturato è dell’88,3%.

Tra le misure di sostegno apprezzate dagli albergatori c’è la sospensione del pagamento dell’Imu.

Si legge nella relazione di Federalberghi: «L’esenzione dall’imposta municipale propria è stata apprezzata dagli operatori, anche in considerazione del notevole peso che tale imposta esercita sui bilanci aziendali, aggravato dalla circostanza che l’Imu è dovuta anche in relazione ai periodi in cui l’impresa non produce reddito, perché chiusa al pubblico o comunque occupata solo parzialmente. Pertanto, si richiede che l’esenzione  venga riconosciuta anche nel 2021».

E’ bene notare che non tutte le imprese hanno potuto beneficiarne, in quanto vale se i proprietari dell’immobile sono anche i gestori delle attività ricettive.

Perciò l’associazione chiede di applicare l’esenzione anche qualora la coincidenza tra proprietà e gestione sia di carattere sostanziale.

Hotel e richieste di sostegno per il Coronavirus

Tra le altre richieste della categoria c’è la proroga del credito d’imposta per gli affitti. Quindi il ri-finanziamento degli ammortizzatori sociali fino al 30 giugno 2021.

Secondo i dati ufficiali dell’Inps, nel periodo dal 1° aprile al 30 settembre 2020, sono stati autorizzati interventi di integrazione salariale per emergenza sanitaria destinati ai dipendenti di alberghi e ristoranti per un totale di circa 339 milioni di ore.

Infine, gli hotel chiedono di ripristinare lo svolgimento dei convegni all’interno delle strutture, in quanto rispondenti ai protocolli di sicurezza. Eventualità questa allontanata dall’emanazione dell’ultimo Dpcm del 24 ottobre di fatto vieta gli eventi del tutto.

Scarica da qui la relazione di Federalberghi al Senato.

Gli hotel a Milano perderanno 1,5 miliardi

Nel 2019 gli alberghi milanesi contavano 33mila camere e la tariffa era in media di 125 euro a notte, con un riempimento del 75% circa. La stima di Federalberghi rilasciata a “Dataroom”, rubrica di Milena Gabanelli sul Corriere, è di 100 euro a notte nel 2020 con il 20% di vendite. La perdità sarà di 1,5 miliardi.

In una lettera al Presidente del Consiglio Conte ed ai ministri Franceschini, Gualtieri e Patuanelli, Confindustria Alberghi ha chiesto che fin da subito il comparto possa rientrare nell’ambito del Decreto Indennizzi che si stanno prevedendo per le realtà più colpite dai nuovi provvedimenti.

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