MissiOnewsPolitica & EconomiaTMC

Studio GBTA, le scelte dei business traveller e la travel policy

Uno studio effettuato da Gbta Foundation, parte dell’Associazione Globale del Business Travel, e presentato al consueto incontro annuale di Francoforte, ha mostrato la reale attenzione dei viaggiatori rispetto alle travel policy Primo punto: per il 79% del traveller, tale policy ha un forte impatto sulle scelte in fase di prenotazione, mentre il 71 e il 70% sono guidati dalla convenienza generale e dalla tariffa finale.

Lo studio, effettuato in collaborazione con Hrs (azienda che offre soluzioni nel management alberghiero), mostra anche che il 58% tengono in alta considerazione la possibilità di effettuare cambi o cancellazioni (56%) in maniera flessibile, quindi senza vincoli di sorta. Leggermente meno importanti per i viaggiatori sono la possibilità di ricevere in automatico i report di spesa (52%) e di partecipare a programmi di fidelizzazione (50%).

Il sistema più utilizzato (49%) e desiderato (56%) e al tempo stesso indicato dalla travel policy  è la buona e “vecchia” email, sempre tenendo presente che si tratta di risposte che variano molto in base alla fascia di età di chi viaggia, al titolo di studio e alla localizzazione dell’azienda. A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, i Millennial (tra i 18 e i 34 anni) preferiscono generalmente conoscere la travek policy attraverso un incontro faccia a faccia con il proprio manager, in modo da poter fare domande per un settore ancora relativamente nuovo per loro. I rappresntanti della Generazione X (35-54 anni) e i Baby Boomer (55 anni o più) sono coloro che più si afidano a sistemi elettronici come l’e-mail (52 e 69%) per comunicare o apprendere la travel policy.

E vi sono anche differenze in ambito regionale: gli europei hanno una preferenza leggermente maggiore rispetto ai nordamericani verso l’e-mail in ambito di prenotazione (60% contro 53%) e una preferenza decisamente maggiore verso l’intranet aziendale per comunicare informazioni relative al viaggio (51% contro 35%).

“I risultati dello studio mostrano che i business traveller vogliono solo fare la scelta giusta” spiega Tobias Ragge, Ceo di Hrs.”Comunicare la politica aziendale attraverso i giusti canali al momento opportuno e ascoltare i feedback dei dipendenti è la chiave del successo. I risultati mostrano anche che la convenienza e la facilità di uso degli strumenti di prenotazione sono cruciali per far sì che i traveller aderiscano alla politica aziendale in tema di viaggi di lavoro. E se tale politica è costruita sulle reali necessità di chi viaggia è ancora meglio, soprattutto se comprende tutte le fasi, dalla prenotazione alla reportistica finale”.

Rispetto a una precedente ricerca di Gbta, ci sono notevoli differenze tra quanto rispondono i travel manager e quanto fanno i reali traveller: se il 90% dei primi pensano che i propri dipendenti seguano la politica aziendale per prenotare i voli, solo il 63% dei secondi lo fa. Tali percentuali sono, rispettivamente, dell’81% e del 57% nel caso del noleggio auto. Emerge anche una forte differenza tra le informazioni che i manager danno delle aree geografiche a rischio e quanto i dipendenti realmente  vorrebbero avere.

Precedente

Con Usa e Canada pure Schengen sul visto elettrico, l'Etias

Successivo

BizTravel Forum 2016, day two: Patanè lancia UWelfare