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Telefonini con le ali

  

Probabilmente vi sarà capitato di leggere la notizia sui giornali: lo scorso agosto, a causa dello squillo di un telefonino a bordo, il comandante del volo BA179, operato da British Airways, ha deciso di fare rientro allo scalo di Heathrow per motivi di sicurezza. Un episodio curioso, che difficilmente si ripeterà nei prossimi mesi: a partire dal 2007, infatti, anche ad alta quota sarà possibile usare il cellulare, grazie a nuovi, sofisticati sistemi in grado di evitare ogni interferenza con le strumentazioni di bordo. Primo fra tutti quello sviluppato da OnAir (www.onair.aero), società fondata nel febbraio 2005 dalla casa aeronautica Airbus e da Sita, azienda specializzata nei sistemi di comunicazione per il trasporto aereo. Partner illustre del progetto l’azienda Siemens, che ha messo a disposizione la tecnologia Gsm, lasciando ad Airbus il compito di integrarla con l’elettronica di bordo e di commercializzarla.

Il sistema utilizza una centrale radio che invia e riceve il segnale via satellite, senza interferire con le strumentazioni degli aeromobili o le apparecchiature a terra. In questo modo i passeggeri hanno la possibilità di usare il cellulare per effettuare e ricevere chiamate, inviare sms, accedere alla posta elettronica e connettersi a Internet in modalità Wap.

La sperimentazione di Air France e Ryanair

La prima compagnia europea a sperimentare il sistema, da marzo a settembre, sarà Air France, che ha installato le nuove attrezzature su un aeromobile A318. Durante il periodo di prova ai passeggeri verrà chiesto di esprimere il proprio parere sulla qualità del servizio, compilando un questionario. I costi delle chiamate saranno riportati in un depliant distribuito prima del decollo. Se il test avrà esito positivo il vettore estenderà la telefonia mobile anche ad altri aerei. Si parla, inoltre, di una prossima introduzione del servizio anche nella flotta di Tap Air Portugal, che avvierà il collaudo sui suoi Airbus 321, e del vettore britannico bmi.

Il fallimento di Boeing

Intanto, i telefonini a bordo cominciano a suscitare l’interesse del mercato low cost: Ryanair si candida ad essere il primo carrier del Vecchio Continente a offrire il servizio di telefonia mobile sull’intera flotta (composta da Boeing 737): nella seconda metà dell’anno OnAir predisporrà i primi50 aeromobili della compagnia, mentre gli aerei rimanenti verranno allestiti a partire dal 2008.

«I guadagni generati dalla telefonia mobile a bordo – ha dichiarato Michael O’Leary, amministratore delegato della compagnia – ridurranno i nostri costi e ci aiuteranno a continuare a offrire le tariffe più basse in Europa». La low cost irlandese ha annunciato che le chiamate in volo avranno tariffe in linea con quelle del roaming internazionale.

Entusiastici anche i commenti di George Cooper, amministratore delegato di OnAir, secondo il quale l’accordo con Ryanair «conferma la completa adattabilità della soluzione sia agli aeroplani Boeing che Airbus». Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe rivestire una certa importanza, visto che attualmente il destino del progetto di telefonia mobile avviato da Boeing appare incerto.

Negli anni scorsi, al fine di accaparrarsi una fetta di questo mercato nascente, la business unit dell’azienda di Seattle, Connexion by Boeing (a cui si deve l’introduzione sugli aeromobili della connessione Internet a banda larga), aveva stipulato accordi con la società informaticaQualcomm, specializzata in sistemi di comunicazione wireless e altre soluzioni tecnologiche innovative. Nel 2005 le due società avevano testato con successo un nuovo sistema di telefonia mobile a bordo di un Boeing 737-400. Lo scorso agosto, però, Boeing ha annunciato l’intenzione di chiudere Connexion by Boeing e di uscire dal mercato delle connessioni a banda larga, rivelatosi meno redditizio del previsto.

Il mercato australiano

Le cose vanno decisamente meglio in Australia: nei primi mesi dell’anno Qantas testerà l’uso di telefonini e palmari sulle sue rotte domestiche, utilizzando una tecnologia sviluppata in collaborazione con Telstra (telstra.com), Panasonic Avionics Corporation (www.panasonic.aero) e AeroMobile (joint venture delle società Aric e Telenor, www.aeromobile.net). «Il servizio sarà semplice da usare – ha dichiarato Lesley Grant, general manager dei prodotti e servizi per la clientela di Qantas -. Per effettuare o ricevere chiamate e sms i passeggeri dovranno disporre di un telefonino Gsm abilitato al roaming internazionale. Per inviare o ricevere email, invece, basterà avere un telefono Gprs o un laptop opportunamente equipaggiato». La linea aerea ha fatto sapere che il progetto verrà condotto in partnership con la Casa (Civil Aviation Safety Authority), con Australian Communications, Media Authority (Acma) e altre agenzie, che verificheranno che il sistema operi in accordo con la normativa australiana.

Tranquillità, addio

A detta di OnAir, la telefonia mobile ad alta quota è destinata a un enorme successo: l’azienda, infatti, ha stimato che entro il 2009 oltre 700 milioni di passeggeri faranno e riceveranno chiamate ad alta quota, per un valore complessivo in comunicazioni pari a 2 miliardi di dollari(1,6 miliardi per le comunicazioni vocali e 400 milioni per l’invio e ricezione di dati). Da una ricerca commissionata alla società di consulenza Prodata, inoltre, emerge uno spiccato interesse nei confronti del servizio da parte della clientela d’affari: addirittura il 96% dei business traveller intende utilizzare il cellulare in volo per ricevere chiamate, l’82% per telefonare e l’85% per inviare messaggi sms.

Tutti contenti, dunque? Non proprio. C’è chi teme, infatti, che d’ora in avanti i viaggi aerei siano funestati da squilli ad alto volume e chiacchiere inopportune. Per rispettare la tranquillità del proprio prossimo, dunque, sarà bene adottare anche ad alta quota, esattamente come a terra, i principi del “galateo del telefonino”. Ergo, meglio non assordare i vicini di posto con l’ultima suoneria scaricata da Internet, né fare conversazioni fiume ad alta voce (specie se gli altri passeggeri stanno riposando). A questo proposito, nei mesi scorsi è scesa in campo ancheCodacons, l’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori. Che ha reclamato l’istituzione di file riservate per chi usa il cellulare e l’obbligo della vibrazione al posto della suoneria. Per evitare che la maleducazione arrivi anche in cielo.

Mission N. 7, ottobre 2006 – testo di Arianna De Nittis

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