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Tutti i numeri del travel online in Italia dall’Osservatorio del Politecnico

Dopo l’anteprima di giovedì scorso dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano (leggi: Anteprima osservatori: il Bt nel digitale secondo Hrs), ecco il report completo di ciò che è stato presentato al TTGIncontri di Rimini sul mondo del travel online. Uno studio che si è basato sull’analisi della domanda in Italia, composta da 1013 turisti digitali e 110 travel manager incrociata da tutta la letteratura, anche all’estero, sull’argomento, e sull’analisi dell’offerta, che tocca 459 adv, 2164 strutture ricettive, 359 attività di ristorazione, 299 startup internazionali e 144 startup italiane.

Insomma un bel spaccato del turismo digitale, arrivato in Italia al 20% del totale, toccando i 10,3 miliardi di euro, ma in crescita dell’8% nel 2016 sul 2015, sui 52 miliardi di euro di spese totali, a più 3% anno su anno. I Trasporti raccolgono in quanto commodity la maggior parte del mercato, ovvero il 72% del totale (in crescita del 9% a valore), seguito dalle Strutture ricettive con il 16% (+6%) e dai Pacchetti di viaggio con il 12% (+10%)

“Ma tutte, o quasi, le proposte turistiche ormai si formano  su internet” afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, che prosegue: “Le attività dei primi tre anni dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo hanno evidenziato una situazione molto chiara – spiega  – da una parte i consumatori finali di servizi turistici digitali in Italia (italiani ed esteri) sono molto vivaci, dinamici, attenti e cambiano velocemente per adattarsi alle nuove opportunità offerte dal digitale; dall’altra parte l’offerta, nonostante abbia introdotto miglioramenti rilevanti negli ultimi anni, fatica a tenere il passo della domanda, a meno di alcune realtà solitamente native digitali e non italiane, in particolare le grandi Internet Company del settore Turismo”

Internet che spinge anche con la Sharing economy, arrivata ormai a contare per il 16% dell’accomodation, facendo scendere il peso dell’alberghiero rispetto all’extralberghiero dal 70% del 2015 al 63% di quest’anno.

Extralberghiero sempre più utilizzato anche dal mondo business, arrivato al 10% delle spese totali, “ma molti sono i viaggiatori d’affari che utilizzano strumenti leisure nei loro viaggi d’affari, che sono sempre più propensi a utilizzare strumenti di self booking e in cui è in atto un principio di consumerizzazione”. commenta Renga.

Crescono anche le le vendite dirette online al 76%, con un più 8% anno su anno, con il restante 24% appannaggio delle Olta e aggregatori, a più 10% anno su anno. “Olta che sono viste dagli albergatori ormai come un’opportunità per il 62% degli hotel, mentre solo per il 13% rappresentano un problema. Opportunità che vuol dire un aumentano delle prenotazioni  dirette per il 70% degli interpellati. I problemi” spiega Renga “sono sempre gli stessi, ovvero i costi delle commissioni e la possibilità di cancellazioni gratuite per i clienti”. Oltre naturalmente al nodo delle recensioni, sempre viste dagli albergatori con un certo timore.

Tra le modalità di prenotazione domina il computer con l’81% del totale, il tablet è a 8%, con una certa fase di stanca, mentre ecco il boom degli smartphone a più 65% anno su anno, con il Mobile commerce che si attesta sui 980 milioni.

Infine continua a crescere la promozione digitale online degli alberghi, dal 71% del 2014 al 91% di oggi.

 

 

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