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Un 4 luglio per American Airlines

Consueta celebrazione del 4 luglio per American Airlines che, per l’occasione, ricorda anche i premi vinti dal suo team a Malpensa (leggi qui) e l’importanza del nostro mercato per il vettore a stelle e strisce, come sottolinea il suo Manager Sales Southeast Europe Angelo Camilletti. “Questo è un anno importante per noi, con un forte investimento sull’Italia, che quest’anno ha visto lanciare il nostro nono volo stagionale sulla penisola, il Venezia-Chicago, che operiamo con il nostro nuovo B787 che abbiamo introdotto anche sul Roma-Chicago” spiega Camilletti, che aggiunge come questa sarà la macchina per il lungo raggio del vettore, che ne conta già 35 in flotta e a cui e ne aggiungeranno 47 nei prossimi anni; 22 dei quali saranno Boeing 787-8, con consegna prevista per il 2020, a cui si aggiungeranno 25 Boeing 787-9, con consegna prevista per il 2023 (vedi qui le loro configurazioni per il vettore americano). “Andando così a sostituire completamente i B767 in flotta, che diventa la più giovane tra i vettori americani”. Che, sulle rote italiane, vola anche con il B777 che in alcune configurazioni presenta anche la nuova premium Economy che si va ad aggiungere alla Main Cabin extra, con più spazio tra le poltrone, ma un servizio simile alla economy, “per la quale abbiamo lanciato anche una tariffa basic, senza bagaglio” dice Camilletti, oltre naturalmente alla nuova business.

Un 4 luglio per American Airlines, vettore statunitense che vola con ben nove collegamenti sull’Italia, puntando a tutte le tipologie di passeggeri

Turisti e croceristi americani, ma anche turisti italiani interessati a tutto il Nordamerica “dove serviamo ben 240 destinazioni grazie alla Atlantic joint business con British e Iberia” commenta il Manager, nonché naturalmente viaggiatori d’affari su entrambe le sponde, con Milano e Venezia in Italia e New York e Chicago, anche beyond, le mete più business del network italo statunitense: “naturalmente sui nostri nove collegamenti, sei dei quali stagionali, la maggior parte dei passeggeri sono americani, ma su rotte come la Malpensa-Miami o la New York (rotte annuali e, come abbiamo ricordato, anche nuove destinazioni griffate Air Italy, leggi qui), c’è una maggioranza di clienti italiani, per il 55/60% del totale. “Passeggeri italiani che possono anche utilizzare tutto il nostro network europeo, passando ad esempio per gli hub dell’Alleanza di Madrid o Londra o delle nuove mete che abbiamo aperto (da Praga a Budapest o a Reykjavik, su Philadelphia e Dallas, leggi qui)” precisa Camilletti, che snocciola i suo sette hub americani, a partire dal suo principale hub, Dallas Fort Worth, “da cui proponiamo ben 750 voli”, Chicago, con 500 voli, New York, Philadelphia, Miami, Charlotte e St.Louis.

Alla serata di celebrazione del 4 luglio per American Airlines, Angelo è più abbottonato sulle rivoluzioni che stanno colpendo il settore in questi anni. Molti dicono ai danni delle Agenzie e Tmc: “al momento non lanciamo alcuna tariffa particolare per chi prenota con Ndc, anche se negli Usa incentiviamo le agenzie che lo fanno. In Italia stiamo parlando con alcuni grandi player, ma al momento non posso dire nulla (anche se alla festa quando abbiamo incontrato Angelo stava parlando con alcune Tmc…, ndr)” dice Camilletti che non commenta sulla situazione dei pagamenti con le carte di credito, sasso lanciato nello stagno proprio dall’alleata British (leggi qui).

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