byd-pubblicita-bloccata-cover-mission

BYD vs Stellantis: il Gran Giurì ferma la campagna “Purefication”

Nel mirino dell'IAP sono finiti alcuni slogan del brand cinese che "prendevano in giro" i problemi dei motori dotati di cinghia a bagno d'olio prodotti da Stellantis.

Advertisement

Esaminati gli atti e sentite le parti, si dichiara che i messaggi contestati sono in contrasto con gli articoli 2, 14 e 15 del Codice e ne ordina la cessazione“. Sono queste le parole con cui il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha messo un freno alla campagna “Purefication” di BYD, giudicandola in contrasto con i precetti del suo Codice di Autodisciplina.

Secondo il Gran Giurì, alcuni messaggi del marchio cinese risultavano potenzialmente scorretti e allusivi nei confronti di Stellantis, al punto da ordinarne l’immediata cessazione.

Una decisione che arriva in un momento di forte competizione nel mercato elettrico, con BYD in rapida ascesa e Stellantis impegnata a difendersi sia a livello di quote di mercato sia a livello di reputazione per quanto riguarda l’affidabilità dei suoi motori.

Quali sono le frasi incriminate di BYD?

A finire nel mirino del gran Giurì ci sono alcuni slogan comparsi sui social e sul sito ufficiale di BYD, considerati esplicitamente allusivi ai noti problemi dei motori 1.2 PureTech di Stellantis, ormai tristemente noti per il prematuro degrado della cinghia di distribuzione a bagno d’olio.

byd-pubblicità-bloccata-purefication-campagna-mission

Le frasi oggetto del provvedimento sono, nello specifico, le seguenti:

  • Problemi con la cinghia? Con BYD la tiri…via!
  • La tua cinghia dà i numeri? Te ne diamo un po’ anche noi: 122.000 ingegneri in ricerca e sviluppo – 60.000 brevetti registrati – 250.000 km. di garanzia
  • Hai la cinghia a bagno d’olio? ci spiace che per te sia sempre blue Monday – scopri i bonus BYD dedicati – Operazione PUREFICATION

Secondo lo IAP, tali messaggi non solo creavano un collegamento diretto e denigratorio a un concorrente specifico, ma rischiavano anche di risultare ingannevoli per i consumatori. È stata la stessa Stellantis a rivolgersi al Giurì, parlando di “concorrenza sleale e pubblicità scorretta”.

Ma non finisce qui…

La presa in giro sulla cinghia a bagno d’olio non sono l’unica “punzecchiatura” lanciata dal brand cinese verso Stellantis. Negli scorsi mesi, sull’account Instagram di BYD Italia è infatti apparso un post dedicato alla Dolphin Surf con la scritta: Sulla sicurezza noi non rallentiamo mai!.

Si tratta di un riferimento, tutt’altro che velato, ad alcune dichiarazioni del CEO di Fiat, Olivier François, che lo scorso gennaio aveva ipotizzato di limitare la velocità massima delle citycar per evitare l’adozione di alcuni ADAS giudicati costosi e poco rilevanti nell’uso urbano.

byd-pubblicità-bloccata-stellantis-mission

Una boutade (o forse no?) che in quel periodo aveva acceso più di un dibattito. E che, ovviamente, BYD non ha mancato di trasformare in un assist comunicativo.

Anche Stellantis (con Tesla, Volkswagen e BYD) nel mirino dell’Antitrust

Le provocazioni reciproche, però, non cancellano un dato: in tema di trasparenza sull’autonomia reale dei veicoli elettrici, anche Stellantis — insieme a Tesla, Volkswagen Group e alla stessa BYD — è stata oggetto di quattro istruttorie dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Secondo l’Antitrust, sui rispettivi siti web le informazioni fornite al pubblico risultavano generiche, talvolta contraddittorie, e non chiarivano adeguatamente:

  • i fattori che incidono sull’autonomia effettiva delle vetture elettriche
  • la perdita fisiologica di capacità della batteria
  • le reali condizioni e limitazioni della garanzia convenzionale relativa agli accumulatori

Un quadro che, secondo associazioni dei consumatori e operatori del settore, finiva per disorientare l’acquirente, alterando le decisioni d’acquisto e contribuendo a un mercato percepito come poco trasparente.

La vicenda si è però chiusa, sempre lo scorso gennaio, con un passo avanti significativo: le quattro case hanno presentato impegni vincolanti, accolti dall’Autorità, per rendere le informazioni più chiare, complete e facilmente consultabili.

Fra le misure previste ci sono la creazione di sezioni dedicate con spiegazioni dettagliate su autonomia, fattori che la influenzano e degrado delle batterie; l’introduzione di simulatori dell’autonomia basati su diversi scenari d’uso e maggiori garanzie sulla capacità residua delle batterie.

Una svolta che punta (o almeno si spera) a migliorare la comunicazione verso i consumatori e a portare più trasparenza in un settore in rapida evoluzione.

Lascia un commento

*