Gestire la mobilità durante grandi eventi internazionali è una delle sfide più complesse per le città moderne. Eppure, secondo l’ultimo studio di Geotab, l’Italia ha superato la prova con risultati sorprendenti.
Analizzando i dati raccolti tra il 6 e il 22 febbraio 2026 nelle aree di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo, emerge un quadro chiaro: traffico in forte aumento, ma impatto gestito grazie a una pianificazione efficace e all’uso intelligente delle infrastrutture.
Traffico in aumento durante i grandi eventi: i numeri chiave
Durante le settimane centrali dell’evento, i volumi di traffico sono cresciuti ovunque. A Milano, i viaggi per veicolo sono aumentati fino al +99% nella zona di Santa Giulia, mentre San Siro ha registrato un +77% e Assago un +87%.
Anche Verona ha visto un incremento significativo (+98%), ma il dato più impressionante arriva da Cortina d’Ampezzo, dove il traffico è cresciuto del +1.456% rispetto al 2025.
Nonostante questi numeri, la rete stradale ha retto: un segnale importante per il futuro della mobilità nei grandi eventi.
Mobilità urbana vs suburbana: cosa è successo
Uno degli insight più rilevanti dello studio riguarda la differenza tra aree urbane e periferiche.
Nelle città, la velocità media è rimasta stabile, segno che le infrastrutture erano già pronte a gestire volumi elevati. Al contrario, nelle aree suburbane si sono registrati rallentamenti più evidenti, come ad Assago, dove la velocità è scesa di quasi 8 km/h.
“Organizzare gli eventi in aree geografiche diverse ha consentito di distribuire l’impatto del traffico anziché concentrarlo”, ha spiegato Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations Europe di Geotab.
Emissioni CO2 e traffico: perché non sempre aumentano insieme
Un altro dato chiave riguarda il rapporto tra traffico ed emissioni.
A Milano, nell’area di San Siro, le emissioni di CO2 sono diminuite del 29% nonostante l’aumento dei viaggi. Questo grazie a tragitti più brevi ed efficienti.
Situazione opposta a Verona, dove le emissioni sono aumentate del 75%, complice una maggiore distanza media percorsa.
Il dato evidenzia un concetto fondamentale per la mobilità sostenibile: non conta solo quanti veicoli circolano, ma come e quanto si spostano.
Cambiano i percorsi: più strade secondarie e viaggi brevi
Durante l’evento, molti conducenti hanno modificato le proprie abitudini.
Si è registrato un maggiore utilizzo di strade secondarie e una riduzione delle distanze percorse, fino al -33% in alcune aree. Questo ha contribuito a contenere l’impatto complessivo del traffico, pur aumentando i tempi di fermo.
Cortina d’Ampezzo: il test più difficile superato
Il caso più estremo è quello di Cortina d’Ampezzo, dove il traffico è aumentato di oltre 15 volte.
Nonostante ciò, la mobilità ha retto bene: la velocità media è addirittura cresciuta leggermente, segno di una gestione efficace dei flussi e di un buon utilizzo delle arterie principali.
Il futuro della mobilità nei grandi eventi passa dai dati
Lo studio di Geotab mette in evidenza un punto chiave per il futuro: i dati dei veicoli connessi possono diventare uno strumento strategico per la gestione del traffico in tempo reale.
“I dati possono diventare un supporto decisionale in tempo quasi reale, aiutando a identificare criticità e migliorare la gestione della mobilità”, ha aggiunto Stefano Peduzzi.
Grandi eventi e mobilità sostenibile: una lezione per le città
L’esperienza di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo dimostra che gestire grandi eventi senza paralizzare il traffico è possibile.
La chiave sta in tre elementi: pianificazione, distribuzione dei flussi e utilizzo dei dati.












