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Lavoro, meno call, più eventi: arriva la reconnectivity

Dopo anni di overload digitale i manager tornano a scegliere gli incontri in presenza come leva strategica di business: è tempo di “reconnectivity”, il trend che rimette al centro l’incontro di persona

In un mondo del lavoro sempre più digitale, tra agende sovraccariche e videocall continue, le relazioni professionali rischiano di diventare sempre più rarefatte. È in questo contesto che sta emergendo e si sta affermando un nuovo trend. Cioè la “reconnectivity”.

Si tratta di un approccio che risponde all’esigenza dei manager di tenere insieme connessione andando oltre la mera connettività digitale per riscoprire relazioni più autentiche e significative.

La “reconnectivity” è il fenomeno individuato dalla survey L’evoluzione delle priorità manageriali nell’era della trasformazione tecnologica e dell’incertezza globale realizzata dal Noesis-Richmond Executive Observatory di Richmond Italia, azienda che organizza forum B2B,  in collaborazione con la società di ricerche di mercato Bva Doxa.

L’indagine nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa sulle competenze manageriali e analizzare i cambiamenti che stanno ridefinendo il lavoro del futuro. Tra le priorità emerse, un dato è particolarmente significativo: il 99% dei manager riconosce il valore degli eventi di business in presenza, sempre più vissuti come esperienze capaci di unire lavoro, relazione e ispirazione.

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I vantaggi degli eventi in presenza

La ricerca evidenzia non solo un consenso schiacciante sul valore degli eventi di business in presenza ma, più in particolare, racconta un cambio di paradigma. Infatti l’81% degli intervistati ritiene che gli eventi di business in presenza rafforzino le relazioni professionali (percentuale che sale all’88% tra gli over 55) e creino nuove opportunità. Mentre il 69% considera la comunicazione migliore rispetto alle riunioni virtuali. Solo il 7% li trova costosi e difficili da organizzare.

Gli eventi B2B crescono e cambiano i format

In linea con il principio della “reconnectivity”, che rimette al centro l’incontro come leva di valore per il business, il settore degli eventi B2B mostra prospettive di crescita solide anche su scala globale. Infatti le stime di Market Research Future indicano nel periodo 2025-2035 un tasso annuo composto di crescita del 5,25%, con un valore di mercato in aumento da 51,51 a 85,93 miliardi di dollari (+67%).

Si tratta di un’evoluzione dinamica per il settore anche grazie al confezionamento di formati di eventi sempre più personalizzati e coinvolgenti. Nuovi modelli in cui i partecipanti non sono semplici partecipanti ma spesso contribuiscono in maniera attiva al successo dell’esperienza in sé, come racconta Benedetta Favara, direttore generale di Richmond Italia: «Alla luce delle previsioni di crescita non si assiste soltanto a un’accelerazione del mercato ma alla conferma di un cambiamento più profondo: la rinnovata scelta, da parte delle persone e delle organizzazioni, di tornare a incontrarsi fisicamente.

In un contesto sempre più competitivo, le aziende investono in esperienze di evento distintive e ad alto valore, capaci di risuonare con il proprio pubblico di riferimento. Una direzione che riflette il riconoscimento crescente del valore delle interazioni faccia a faccia, sempre più centrali per rafforzare le relazioni, favorire la collaborazione e generare nuove opportunità di business».

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Foto di apertura di Evangeline Shaw su Unsplash

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