L’Italia si conferma il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso secondo il 60% degli investitori. In questa fase di trasformazione e incertezza segnata da tensioni geopolitiche, gli investimenti in food & beverage e sostenibilità ambientale sono leve strategiche di competitività e creazione di valore per gli operatori del settore.
Queste le principali sfide che il turismo di alta gamma si trova ad affrontare e che sono appena state al centro dell’evento “Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability”, promosso da Deloitte con la partecipazione di gruppi alberghieri, investitori e rappresentanti del settore bancario.
Secondo i dati di Deloitte, la crescente domanda di ospitalità di alta gamma e i rendimenti più elevati rispetto ad altri segmenti dell’hotellerie sono i principali driver che spingono investitori e operatori verso il riposizionamento degli asset nel comparto luxury.
Hotellerie di lusso: Italia sempre più attrattiva
Esg, investimenti in sostenibilità e gestione delle risorse naturali
Le certificazioni Esg si stanno affermando come un requisito imprescindibile per competere nel mercato globale. Più che una scelta discrezionale, rappresentano un “passaporto di credibilità” per le strutture ricettive di fascia alta, necessario per attrarre clientela e investitori istituzionali, oltre che per accedere alle principali fonti di finanziamento.
La gestione responsabile delle risorse naturali (riduzione dei consumi energetici, implementazione di fonti rinnovabili, conservazione idrica, gestione circolare dei rifiuti) è un elemento differenziante.
Infatti le strutture che decidono di investire in questo ambito ottengono un aumento del 6-10% del valore dell’immobile grazie agli interventi di retrofitting energetico, mitigando l’incertezza del mercato energetico in un contesto geopolitico complesso (fonte: Mdpi).
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