hotellerie di lusso

Food & beverage e sostenibilità ambientale le nuove sfide dell’hotellerie di lusso

Tra il 2024 e il 2025 si è registrata una crescita del 22% del numero di strutture alberghiere con certificazioni Environmental, Social e Governance-Esg. Le certificazioni Esg si stanno affermando come un requisito imprescindibile per competere nel mercato globale. Più che una scelta discrezionale, sono un “passaporto di credibilità” per le strutture ricettive di fascia alta, necessario per attrarre clientela e investitori istituzionali

L’Italia si conferma il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso secondo il 60% degli investitori. In questa fase di trasformazione e incertezza segnata da tensioni geopolitiche, gli investimenti in food & beverage e sostenibilità ambientale sono leve strategiche di competitività e creazione di valore per gli operatori del settore.

Queste le principali sfide che il turismo di alta gamma si trova ad affrontare e che sono appena state al centro dell’evento “Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability”, promosso da Deloitte con la partecipazione di gruppi alberghieri, investitori e rappresentanti del settore bancario.

Secondo i dati di Deloitte, la crescente domanda di ospitalità di alta gamma e i rendimenti più elevati rispetto ad altri segmenti dell’hotellerie sono i principali driver che spingono investitori e operatori verso il riposizionamento degli asset nel comparto luxury.

Hotellerie di lusso: Italia sempre più attrattiva

Tra gli altri driver di successo nei progetti di riposizionamento verso il segmento luxury emergono: attrattività della location, disponibilità di capitale e forza del brand.
L’interesse degli investitori si concentra soprattutto su strutture alberghiere esistenti. Invece gli edifici storici, apprezzati per il loro valore identitario, sono spesso caratterizzati da vincoli architettonici e conservativi.
In questo scenario l’Italia si conferma un mercato particolarmente attrattivo, grazie all’ampiezza dell’offerta alberghiera esistente, alle opportunità di riconversione di edifici storici e immobili di pregio. Tra i principali ostacoli emergono invece la difficoltà di accesso ai capitali necessari per sostenere gli investimenti di riqualificazione e le performance ancora positive registrate dagli immobili nei segmenti in cui operano attualmente.

Esg, investimenti in sostenibilità e gestione delle risorse naturali

Il riposizionamento alberghiero va oltre la semplice riqualificazione immobiliare. Infatti è un processo di trasformazione che ridefinisce l’identità stessa degli hotel. Tra il 2024 e il 2025 si è registrata una crescita del 22% del numero di strutture con certificazioni Environmental, Social e Governance-Esg.  Invece il 73% dei viaggiatori vorrebbe che la spesa turistica generasse benefici diretti per le comunità (fonte: Booking).

Le certificazioni Esg si stanno affermando come un requisito imprescindibile per competere nel mercato globale. Più che una scelta discrezionale, rappresentano un “passaporto di credibilità” per le strutture ricettive di fascia alta, necessario per attrarre clientela e investitori istituzionali, oltre che per accedere alle principali fonti di finanziamento.

La gestione responsabile delle risorse naturali (riduzione dei consumi energetici, implementazione di fonti rinnovabili, conservazione idrica, gestione circolare dei rifiuti) è un elemento differenziante.

Infatti le strutture che decidono di investire in questo ambito ottengono un aumento del 6-10% del valore dell’immobile grazie agli interventi di retrofitting energetico, mitigando l’incertezza del mercato energetico in un contesto geopolitico complesso (fonte: Mdpi).

 

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Foto di Towfiqu barbhuiya su Unsplash,

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