L’estate 2026 consegna al trasporto aereo italiano numeri da record. Mentre il resto d’Europa arranca, complice il rallentamento di Francia e Germania, il nostro Paese continua a correre, trainato dal turismo internazionale e da un traffico di sorvolo sempre più intenso. Ecco tutti i dati ufficiali, regione per regione, aeroporto per aeroporto, e la fotografia di compagnie e rotte più gettonate.
L’Italia prima in Europa: i numeri di Enav e Assaeroporti
Secondo la relazione semestrale di Enav, nei primi sei mesi del 2026 lo spazio aereo italiano ha gestito quasi 1,2 milioni di voli, il volume più alto mai registrato, con una crescita del traffico complessivo del +6,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il risultato sono soprattutto due componenti: il traffico di sorvolo, cioè i voli che attraversano i nostri cieli senza atterrare in Italia (+7,8%), e il traffico internazionale da e per gli scali italiani, che segna un +6,5%, prova che il Paese si conferma sempre più un corridoio strategico per i collegamenti tra Europa, Mediterraneo e resto del mondo.
Un dato che va letto insieme a quello di Assaeroporti, l’associazione che riunisce 26 gestori per 32 scali nazionali: nel primo semestre i passeggeri complessivi sono stati 111,9 milioni (+4,9%), con giugno da solo a quota 23,6 milioni (+5,9%) e luglio addirittura a 25,5 milioni di passeggeri, in crescita del 7% sull’anno precedente. Numeri che, secondo diverse rilevazioni, portano il sistema aeroportuale italiano a puntare per la prima volta al traguardo dei 200 milioni di passeggeri annui, spinto soprattutto dai due grandi hub di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, tornati abbondantemente sopra i livelli pre-pandemia.
Francia e Germania arretrano, noi no: cosa dicono i dati
È tutto vero: mentre l’Italia accelera, i due giganti storici dell’aviazione continentale rallentano. Secondo i dati Enav relativi al primo semestre, a fronte del +6,3% italiano la Spagna si è fermata a +3,6%, la Francia a +3,3% e il Regno Unito a +2,9%, mentre la Germania ha chiuso il periodo in territorio negativo, con un calo dello 0,2%. La media dei Paesi aderenti a Eurocontrol, nello stesso arco temporale, ha addirittura segnato una lieve flessione complessiva.
Anche i report di ACI Europe, pur con metodologie e perimetri leggermente diversi (che misurano il traffico passeggeri negli scali e non i movimenti nello spazio aereo), confermano il quadro: nel primo semestre l’Italia è cresciuta del 4,2%, davanti alla Spagna (+3,7%), mentre Francia (+0,6%) e Regno Unito (+0,4%) sono rimasti quasi fermi e la Germania ha chiuso ancora sotto lo zero (-1,2%).
Il rallentamento tedesco è legato soprattutto agli scioperi e alle difficoltà dei grandi hub di Monaco e Francoforte, che in alcuni mesi dell’anno hanno perso anche oltre il 10% di traffico. Anche sul fronte dell’operatività a terra l’Italia tiene meglio: secondo l’Osservatorio Targa Telematics, nella prima metà del 2026 l’attività dei mezzi di servizio negli scali italiani ha retto molto meglio rispetto alla Germania e, soprattutto, alla Francia, che ha invece accusato un calo più marcato.

Lombardia protagonista: Malpensa maturo, Bergamo e Linate in volata
Il sistema aeroportuale lombardo racconta una stagione a due velocità. Milano Malpensa, secondo scalo nazionale per passeggeri dopo Roma Fiumicino, nei primi sette mesi del 2026 ha registrato una sostanziale stabilità (+0,1%), segno di uno scalo ormai maturo che cresce a ritmi molto più contenuti rispetto al sistema Italia nel suo complesso: pesa comunque per quasi il 13% del traffico passeggeri nazionale e resta saldamente il primo hub cargo del Paese, con quasi il 58% delle merci aeree movimentate a livello nazionale (anche se il cargo, qui, è in flessione del 6,1%).
Diverso il passo di Bergamo Orio al Serio, che con oltre 10,4 milioni di passeggeri nei primi sette mesi segna un robusto +7,3%, confermandosi tra gli scali italiani più dinamici insieme a Napoli e Venezia. Ancora meglio fa Milano Linate, che nello stesso periodo vola a +9,7%, complice anche il trasferimento di alcuni slot tra compagnie dopo i cambi nel network del gruppo Lufthansa/ITA. Un quadro che gli osservatori del settore riassumono così: il turismo leisure continua a correre, mentre la componente business e alcune rotte legate al traffico del Golfo, colpite dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, faticano un po’ di più, soprattutto su Malpensa.
Lazio, Sud e isole: Roma tira, boom a doppia cifra per molti scali regionali
Roma resta l’altro grande traino del sistema Italia: a giugno gli scali della Capitale hanno movimentato 5,14 milioni di passeggeri, di cui 4,81 milioni transitati da Fiumicino, che nei dati aggiornati a fine luglio segna un +1% e si conferma primo aeroporto nazionale con oltre 29,5 milioni di passeggeri nei primi sette mesi.
Ma è nel resto del Paese che si registrano gli incrementi più sorprendenti: a luglio 2026, secondo Assaeroporti, crescono a doppia cifra Torino (+19,1%), Bolzano (+21,1%), Lamezia Terme (+21,9%), Alghero (+18,5%), Lampedusa (+18,9%), Pescara (+18,7%), Bari (+13,5%, con oltre 7,1 milioni di passeggeri nei primi sette mesi sull’intero sistema pugliese), Palermo (+13,4%), Brindisi (+12,4%) e Venezia (+12,4%). Il caso più eclatante è Rimini, che vola a +70,2%. Non tutti i territori festeggiano allo stesso modo: lo scalo di Salerno Costa d’Amalfi, ad esempio, ha chiuso il primo semestre con un calo del 46,4% dei passeggeri, un’eccezione negativa in un quadro nazionale altrimenti in forte espansione.

Chi vola di più in Italia: la classifica delle compagnie aeree
Sul fronte dei vettori, il mercato italiano resta saldamente in mano alle low cost. Ryanair è di gran lunga la compagnia dominante, con circa il 35,5% dei posti in partenza offerti nel secondo trimestre 2026, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente grazie a oltre un milione di posti aggiunti.
Alle sue spalle si contendono la seconda posizione Wizz Air, salita al 9,9% di quota (dal 7,7% di un anno prima, con oltre un milione di posti in più, trainata dall’espansione verso l’Est Europa e il Mediterraneo), ed easyJet, che si attesta all’8,8%, in crescita più contenuta rispetto alla rivale ungherese.
ITA Airways resta il principale vettore di bandiera e punto di riferimento sul lungo raggio e sulle rotte nazionali, con un network estivo 2026 che tocca 72 destinazioni (19 nazionali, 36 internazionali e 17 intercontinentali), mentre prosegue la sua integrazione nel gruppo Lufthansa. Completano il quadro compagnie in forte espansione come Aeroitalia, ormai un’alternativa strutturata su molte rotte nazionali e verso la Sicilia, e operatori intercontinentali come Qatar Airways, che ha ampliato le frequenze verso Australia e Giappone rafforzando la propria presenza sul mercato italiano.
Diverso il mondo delle compagnie che mirano al business travel, che è noto e premiato agli Italian Mission Awards secondo parametri non unicamente di volumi, ma altro che conta per il travel management corporate.
Le rotte più gettonate dell’estate, tra corto e lungo raggio
Sul breve e medio raggio, la geografia delle preferenze degli italiani conferma il predominio del Mediterraneo: secondo i dati di prenotazione, le mete più cercate per l’estate sono state Barcellona, Tirana e Olbia, seguite dalle grandi classiche di Spagna (Malaga, Ibiza, Palma di Maiorca), Grecia (Atene, Santorini, Mykonos, Corfù) e Albania, oltre a Croazia e Baleari per chi cerca un buon rapporto qualità-prezzo. Ryanair, che quest’estate opera oltre 800 rotte dall’Italia, ha indicato in Malaga, Bratislava e Tirana le tre destinazioni più prenotate dai propri passeggeri italiani.
Sul lungo raggio, invece, la domanda si concentra su Giappone e Cina, percepiti come mete sicure e affascinanti, insieme a Stati Uniti (con new entry come Houston, collegata per la prima volta senza scalo a Roma Fiumicino da ITA Airways) e alle mete leisure extraeuropee come Capo Verde e Repubblica Dominicana, sempre più raggiungibili anche grazie a nuovi voli diretti dalle low cost.
Numeri e tendenze che raccontano un settore in salute, capace — nonostante le incognite geopolitiche e i rincari energetici — di trasformare il 2026 in uno degli anni migliori di sempre per il trasporto aereo italiano.













