Il 14 settembre la compagnia di bandiera lettone airBaltic ha depositato la richiesta di Chapter 11 al tribunale fallimentare di New York (Southern District), insieme alle controllate airBaltic Training e Baltic Cargo Center. Il 16 settembre la corte ha concesso la protezione dai creditori. Nessun volo è stato cancellato per questo motivo.
I numeri della procedura di AirBaltic
La corte ha approvato in via provvisoria il finanziamento DIP (debtor-in-possession) da 350 milioni di euro e ha sbloccato subito una prima tranche da 140 milioni. I restanti 210 milioni arriveranno con le tranche successive, in base all’avanzamento della ristrutturazione. Il finanziamento è organizzato da Strategic Value Partners e sostenuto da Barclays, Hayfin, Morgan Stanley e Oaktree. Il tasso è intorno al 12%. La chiusura della procedura è attesa verso giugno 2027, con l’attuale management al suo posto.
La scelta di un tribunale americano ha una spiegazione tecnica. La compagnia sostiene che i suoi obblighi finanziari sono di natura internazionale e che il Chapter 11 è uno strumento collaudato, già usato in Europa da SAS. Non è una liquidazione: è una riorganizzazione che protegge l’azienda dai creditori mentre rinegozia debiti e contratti.
Come ci è arrivata
Le cause sono diverse. Hanno pesato i motori che hanno lasciato a terra gli aerei, la perdita delle rotte verso Russia e Ucraina e l’impennata del carburante nel 2026. A marzo la compagnia aveva 472 milioni di euro di prestiti e 884 milioni di debiti da leasing, patrimonio netto negativo per 249 milioni e appena 15,6 milioni di liquidità non vincolata.
Il piano di espansione è stato abbandonato. L’obiettivo di 100 aerei entro il 2030 è stato sostituito da una flotta di circa 36 A220-300 a fine anno (oggi 54), con una crescita graduale fino a 40. Con il Chapter 11 la compagnia intende annullare o rinviare le consegne di un ordine da 3,5 miliardi di dollari per 40 Airbus. Sono in corso consultazioni su tagli al personale, senza una cifra definitiva, e il wet-leasing sarà ridimensionato.
Cosa cambia per chi vola con AirBaltic
Nell’immediato, poco. Voli in orario, biglietti e prenotazioni validi, e si può continuare a prenotare. La corte ha autorizzato la compagnia a onorare biglietti, rimborsi, voucher e miglia. Il programma fedeltà airBaltic Club conta oltre 1,74 milioni di iscritti e vale circa il 32% dei ricavi passeggeri. Tra i crediti da onorare ci sono anche le richieste EU261 e Montreal Convention. Attenzione però: non sono state annunciate deroghe speciali per cancellazioni o rimborsi, quindi valgono le condizioni della tariffa acquistata.
Il cambiamento vero riguarda la rete. Per l’estate 2027 sono previste 57 destinazioni da Riga, 13 da Tallinn e 8 da Vilnius. Le rotte dirette dalle tre capitali baltiche scendono da 112 a 78. Riga resta il centro, con fino a 14 frequenze settimanali su Londra Gatwick, 12 su Parigi e Vienna e voli giornalieri su Barcellona, Roma, Amburgo e Düsseldorf. I posti offerti dovrebbero restare simili a quelli dell’estate 2026. Le rotte principali sono quindi le più al sicuro, mentre quelle sottili e i collegamenti punto a punto da Tallinn e Vilnius sono i più esposti.
Il quadro del settore aereo globale
Non è un caso isolato. Secondo Reuters, la guerra con l’Iran ha provocato la peggiore crisi dei costi per le compagnie aeree dai tempi del Covid. airBaltic è il primo vettore europeo a chiedere la protezione fallimentare durante il conflitto, dopo il crollo di Spirit a maggio. L’inverno è il periodo critico, perché le compagnie consumano la cassa accumulata d’estate. Secondo gli analisti i più a rischio sono i piccoli operatori di nicchia.
La crisi potrebbe accelerare il consolidamento verso gruppi come IAG, Lufthansa e Air France-KLM. Norse Atlantic ha avviato in luglio un processo di vendita o fusione. Per airBaltic, il governo lettone aveva già parlato con un possibile investitore strategico, mentre Lufthansa (10%) ha detto di non voler aumentare la propria quota.
Ai costi si aggiunge la concorrenza. Ryanair ha presentato un piano condizionato da 1,6 miliardi di dollari per raddoppiare il traffico nei Baltici. Nello stesso annuncio taglia del 25% la capacità invernale in Estonia e Lituania, mentre a Riga cresce del 6%.

Trend aviazione e consigli a chi viaggia per lavoro (business travel)
Il jet fuel costa oltre il doppio di un anno fa. Ryanair ha ridotto la previsione di passeggeri per l’anno e le compagnie americane stanno rivedendo le rotte meno redditizie. In primavera Air France-KLM aveva già alzato le tariffe economy di 10 euro a/r sul corto e medio raggio e Lufthansa aveva cancellato 20.000 voli a corto raggio fino a ottobre.
I dati GBTA descrivono un mercato con spesa globale per viaggi d’affari che sale del 7,2% a 1,71 trilioni di dollari, mentre i viaggi aumentano solo dell’1,3%. Le aziende non tagliano le trasferte, ma le selezionano di più. Nel 2026 la tariffa media globale sale del 4,7% a 756 dollari, l’economy dell’8,7% e le cabine premium del 9,5%. Europa e Nord America sono tra le aree con gli aumenti più forti. Nel 2027 la crescita rallenta, ma i prezzi non torneranno ai livelli del 2025.
Alcuni accorgimenti pratici, che sono miei suggerimenti e non indicazioni ufficiali:
- Niente panico. Non cancellare o riprenotare da soli un biglietto valido, perché potresti perdere diritti e rimborsi.
- Tariffe flessibili sulle rotte secondarie. Tieni un piano B su Tallinn e Vilnius, dove i tagli sono più profondi.
- Pagare con carta di credito e controllare se la polizza copre il fallimento del vettore. Per i pacchetti organizzati esiste anche la tutela per insolvenza.
- Usare punti e voucher invece di accumularli: un saldo alto è un credito verso un’azienda in ristrutturazione.
- Per i travel manager: diversifica i vettori sulle tratte critiche e monitora i piani invernali.
Cosa seguire della vicenda airBaltic
Restano aperte l’approvazione definitiva del finanziamento, le trattative con i lessor, l’entità dei tagli al personale e l’eventuale ingresso di un investitore. Come ha osservato Aviation Week, la vera prova sarà far coincidere flotta e debito con la cassa generata. Le informazioni sono in rapida evoluzione, quindi conviene verificare le comunicazioni ufficiali della compagnia prima di partire.













