Fiducia nei viaggi d'affari

Fiducia nei viaggi d’affari, il sondaggio GBTA che mostra ottimismo

Un sondaggio della Global Business Travel Association mostra come nei restanti mesi del 2026 ci sia una fiducia più alta nell'andamento del business travel rispetto ad alcuni mesi fa

Secondo un sondaggio Gbta, la fiducia nel settore dei viaggi d’affari si è ripresa dall’incertezza che aveva condizionato il clima generale all’inizio dell’anno.

Risposte che indicano numeri che evidenziano aspettative in miglioramento riguardo alla spesa, al volume dei viaggi e ai ricavi.

Segnali di un rinnovato slancio, anche se l’aumento dei costi e l’incertezza geopolitica continuano a influenzare le decisioni di viaggio.

Inoltre, gli acquirenti e i fornitori del settore mostrano un crescente ottimismo per i prossimi 12 mesi. Infatti le previsioni su spesa, volumi di viaggio e ricavi sono in rafforzamento. Tutto ciò nonostante le persistenti preoccupazioni legate all’aumento dei costi e ai rischi geopolitici.

Complessivamente, quasi due terzi degli intervistati (63%) si dichiarano ottimisti e hanno fiducia nei viaggi d’affari per i prossimi 12 mesi, con un incremento di 22 punti percentuali rispetto ad aprile.

Solo il 7% esprime pessimismo, un netto miglioramento rispetto al 24% registrato ad aprile.

Quasi la metà degli acquirenti (45%) prevede un aumento del numero di viaggi d’affari organizzati dalla propria azienda nel 2026 rispetto al 2025, in crescita rispetto al 30% di aprile.

In aggiunta: più della metà dei travel manager interpellati (56%) prevede un aumento della spesa per i viaggi, contro il 43% di aprile. Gli acquirenti con sede in Europa sono i più propensi a prevedere una spesa maggiore (65%).

Fiducia viaggi d’affari, ciò che frena i travel manager interpellati

Tra i buyer, per il 2026 il 31% prevede un incremento del numero di riunioni aziendali e, quindi, di trasferte. Il 49% non prevede invece variazioni mentre il 14% ipotizza una diminuzione.

L’aumento dei costi di viaggio rappresenta il fattore principale che influenza i negativamente i travel manager quando si tratta di pianificare le trasferte. Questo punto incide nel 69% dei casi.

Un altro freno all’organizzazione di una treasferta sono le incertezze geopolitiche (citate nel 45% dei casi), le procedure interne di approvazione e la giustificazione del viaggio (29%). Un rispondente su 4 indica anche la sicurezza dei propri dipendenti (25%). A creare problemi sono anche le interruzioni dei servizi aerei o ferroviari (22%).

Suzanne Neufang, CEO della Gbta, ha affermato che l’aumento dei costi e i rischi geopolitici sono ormai parte integrante della pianificazione quotidiana dei programmi di gestione dei viaggi aziendali.

«I viaggi d’affari continuano a dimostrare la propria resilienza e il proprio valore come catalizzatore di crescita, collaborazione e coinvolgimento dei clienti» ha dichiarato. «La ripresa del sentiment che stiamo osservando in quasi tutte le aree geografiche non riguarda semplicemente un aumento dei viaggi, ma riflette la scelta sempre più ponderata, da parte delle imprese, di dove e perché viaggiare».

«Questa combinazione di fiducia, disciplina e investimenti strategici è di buon auspicio per il continuo slancio del settore».

—> Leggi delle critiche di Gbta ai nuovi requisiti Est per il business travel in Usa

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