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Business Mobility (spostamenti per lavoro): gli italiani esigono la svolta digitale ma non è indolore

Per chi viaggia per lavoro in Italia, la qualità del viaggio non si misura più solo dalla comodità del mezzo, ma da quanta burocrazia fa risparmiare. Secondo il Corporate Mobility Report 2026 di Freenow by Lyft, ben l’81% dei business traveller italiani considera la digitalizzazione e la gestione automatizzata dei documenti come il vero indicatore di qualità di un servizio, mentre il 65% pretende l’automazione totale delle note spese.

Dietro queste percentuali si nasconde un dato macroscopico che la maggior parte delle persone ignora: la cosiddetta “ghost mobility”. Quasi la metà dei professionisti europei (tra il 43% e il 48%) è ancora costretta ad anticipare di tasca propria i soldi per i viaggi di lavoro, accumulando scontrini e perdendo ore in rimborsi cartacei. Un carico amministrativo invisibile che rallenta le aziende e stressa i dipendenti.

In questo scenario, ottimizzare i processi non è più un optional ma un’eccellenza. Non a caso, la mobilità aziendale virtuosa viene celebrata da riconoscimenti prestigiosi come i premi IMA (Italian Mission Awards) organizzati da Mission, gli storici trofei che premiano le aziende e i partner che lavorano meglio e innovano nel settore del Business Travel.

“Oggi la qualità del servizio si misura dalla semplicità con cui si organizza e si rendiconta l’intera corsa”, spiega Paolo Ceccarelli, Country Lead di Freenow. La soluzione per eliminare la ghost mobility c’è già, ed è una gestione centralizzata e nativamente digitale dei viaggi aziendali.

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