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Commissioni alle agenzie di viaggi: il giorno giusto per ridefinirle

Commissioni alle agenzie di viaggi al centro della video intervista con Davide Rosi, managing director di Bcd Travel Italy. All’indomani della storica sentenza del tribunale di Milano che dà ragione a Fiavet contro Lufthansa circa l’illegittimità di quest’ultima di modificare unilaterlamente il contratto che regola la retribuzione per la distribuzione dei servizi di viaggio, chiediamo a una delle Tmc più importanti del business travel come interpretare questa diatriba legale. Sottolineiamo sul fatto che nel 2009, un foro di giustizia aveva dichiarato l’esatto opposto di oggi.

«E’ una sentenza senz’altro utile alle altre azioni europee contro la posizione dominante delle compagnie aeree. Oggi, nel procedimento legale, non è stato quantificato l’importo delle commissioni decurtate e si è lasciato alle parti il compito di calcolare quanto la compagnia aerea dovrà restituire all’agenzia. A mio avviso questa decisione del tribunale dovrebbe essere utilizzata oltre il puro conflitto: si tratta di un episodio che dovrebbe aiutare la predisposizione di un nuovo modello di business, ampiamente insoddisfacente». Così Rosi nell’intervento che potete ascoltare sul canale Youtube di Missionline.it.

Commissioni alle agenzie di viaggi, sentenza del Tribunale

L’agenzia di viaggi supportata da Fiavet ha vinto la causa contro Lufthansa riguardo alla riduzione della commissione per la vendita di biglietti aerei dall’1% allo 0,1%, dal 2016. La sentenza è del 21 aprile 2020 e dichiara l’illegittimità della modifica unilaterale del contratto.

Ivana Jelinic, presidente della Federazione delel agenzie di viaggio

Più precisamente, il giudice «dichiara “nulla per indeterminatezza” la clausola del contratto di mandato di vendita della biglietteria che prevede la facoltà del vettore di fissazione unilaterale della commissione dovuta all’agente di viaggio, senza criteri e limiti», spiega l’associazione delle agenzie di viaggi guidata da Ivana Jelinic.

Secondo Fiavet siamo in presenza di un precedente giurisprudenziale che consentirà di fondare richieste alla compagnia di riconteggio e liquidazione della maggiore commissione. Dovuta alle agenzie di viaggio che hanno venduto la biglietteria LH dal 1° gennaio 2016.

Avverte Davide Rosi: «Attenzione però che il tribunale non ha chiarito esplicitamente quale sia il valore corretto della remunerazione: se fosse l’1% è una provvigione non interessante per il lavoro che svolgiamo».

Travel policy aziendali: alla ripresa cosa vi chiederanno in tema di maggiore tutela?

Davide Rosi: «Sulle assicurazioni c’è fermento con polizze specifiche sul Covid19, che possono essere valutate ma diamo per scontato che il Coronavirus rimarrà per sempre oppure ci garantiscono per un lasso temporale? Ad oggi le imprese ci chiedono informazioni, tuttavia abbiamo difficoltà a reperire quelle corrette: i protocolli non sono definiti per viaggi all’estero e nemmeno fra le regioni italiane. Senza contare i giorni di quarantena da gestire al ritorno da un viaggio».

Compagnie aeree grandi tiranne: possono cambiare approccio oppure è pura illusione?

«Spero proprio di no: questa profonda crisi deve servire a cambiare il modello che regola la nostra remunerazione. Di certo quanto scaturito con le cancellazioni dei viaggi a causa del Coronavirus ha dell’insostenibile: sui rimborsi, ad esempio, il consumatore non ha compreso di non potere scegliere tra indennizzo o voucher e quest’ultimo può rappresentare un rimborso. Inoltre, ogni compagnia aerea ha una procedura di richiesta propria e non è facile districarsi».

Continua: «Nessuno mette in dubbio l’impatto economico e finanziario del trasporto aereo, però il medesimo è registrato da società come le Tmc e in un momento come questo ogni attore della filiera deve andare incontro all’altro. Altrimenti tracolla l’intero sistema. Invece, le compagnie aeree continuano a procedere senza interpellare i propri partner. Le strade sono due: o sedersi attorno a un tavolo e pianificare un modello di business che vada bene a produzone e distribuzione oppure procedere con tribunali e Antitrust, come fatto da Fto ed Ectaa, per cambiare il modello dal punto di vista giuridico. La prima sarebbe più intelligente e la preferirei».

Commissione allo 0,1% sui biglietti aerei: l’agenzia lavora gratis

L’avvocato di Fiavet, Federico Lucarelli, docente di Diritto del turismo ha patrocinato il giudizio.

Spiega: «Abbiamo contestato l’operato del vettore sulla base dei principi regolanti il rapporto di mandato, che è un contratto consensuale a titolo oneroso, come ribadiscono anche la Reso Iata 818 e la Reso 824; una modifica unilaterale e non concordata della commissione spettante all’agente mandatario, che la fissi in un valore simbolico, quale 0,1%, nega la remuneratività del contratto e viola i principi di buona fede e correttezza che presiedono l’esecuzione degli accordi commercial».

Ivana Jelinic, presidente di fiavet ricorda anche che «la zero commission applicabile in alcuni Paesi non è consentita in Italia e se si vuole vendere nel nostro Paese, bisogna rispettarne le regole».

Approfondisci in questo articolo sul business travel alla fase 2 dell’emergenza.

Guarda la video intervista a Davide Rosi

 

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