Corporate spending il nuovo scenario in Italia

Corporate spending: il nuovo scenario in Italia

Le imprese italiane stanno riscrivendo le proprie priorità di spesa, spostando il baricentro verso l’operatività pura e la relazione diretta. Lo mostrano i dati dell’ultimo Spend Index di Soldo, pronti a delineare uno scenario chiaro e sempre più concreto, basato su due grandi pilastri. Vediamoli nello specifico.

Business travel: è “ritorno alla relazione”

Mentre in Europa la ripresa dei viaggi d’affari segue ritmi costanti, l’Italia accelera. Le spese di viaggio e rappresentanza sono cresciute del 26% su base annua, un dato che supera la media continentale.
Il ritorno alla relazione, dopo anni di “digital first”, torna ad essere percepito come un vantaggio competitivo irrinunciabile, soprattutto dalle PMI che segnano un +24% di investimenti in trasferte: dimostrando che il presidio fisico del territorio resta il motore principale dello sviluppo commerciale italiano.

AI: “software as a service”

Il 2025 ha segnato il passaggio dell’Intelligenza Artificiale da curiosità tecnologica a voce di bilancio strutturale. La spesa media per l’AI è salita del 77%, ma il dato più interessante riguarda la specializzazione. Le aziende, infatti, stanno rallentando l’adozione di modelli generalisti, a favore di tool verticali dedicati all’automazione operativa e alla generazione di contenuti. In sostanza, l’acquisto di software “as a service” sta diventando sempre più parcellizzato tra i vari dipartimenti.

La contrazione dell’Advertising a favore dell’Operation

Un dato che colpisce, inoltre, è la netta riduzione del budget pubblicitario (–21% in Italia), controbilanciata da un aumento verticale degli acquisti legati alla gestione operativa (+41%).  Si assiste, di fatto, a un riposizionamento degli investimenti: le imprese sottraggono risorse ad asset meno misurabili per blindare la continuità del business.

Oggi, la spesa operativa quotidiana (OpEx) incide per il 63% sul totale delle transazioni, con un trend di crescita del 16% su base annua fatta di acquisti piccoli e frequenti — dalle forniture ai servizi specialistici — . Tra questi troviamo spese dipartimentali e ricorrenti (in aumento del 22%); software in abbonamento (SaaS) e consulenze che si consolidano stabilmente nei processi core.

Governance e Agilità: la nuova frontiera del corporate spending

Il panorama attuale, dunque, delinea un assetto aziendale orientato verso due direttrici strategiche: il consolidamento delle relazioni commerciali e l’integrazione di tecnologie per l’efficientamento operativo. Una transizione che porta con sé un aumento fisiologico della complessità gestionale: l’adozione dell’AI nei processi core, l’autonomia d’acquisto dei team e la ripresa dei viaggi d’affari configurano un modello di spesa distribuito e dinamico, difficile da presidiare con gli strumenti di controllo tradizionali.

In questo scenario, le funzioni Finance e Procurement sono chiamate a un’evoluzione del proprio ruolo, diventando attori chiave nel governare l’allocazione delle risorse in tempo reale:  l’obiettivo è garantire visibilità granulare e disciplina finanziaria senza compromettere l’agilità operativa. Oggi, infatti, la competitività di un’azienda si misura sulla capacità di identificare con tempestività e precisione dove l’investimento produce il massimo valore.

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