A Milano il Dubai Department of Economy and Tourism (DET) e la Emirates hanno di recente presentato novità di interesse, per la destinazione che solo due anni orsono ha vinto agli World Mice Awards. La ripresa dopo le note vicende di crisi geopolitica che hanno toccato la regione non è ancora completa, ma gli investimenti proseguono con orizzonte 2033.
I numeri turistici di Dubai oggi
Tra gennaio e agosto 2026 Dubai ha accolto 6,97 milioni di visitatori internazionali. Agosto, con 870mila arrivi, è stato il mese migliore dopo la crisi. Certo, nulla a che vedere con un 2025 chiuso a 19,6 milioni, con target “war free” a 20 milioni. Eppure, è l’Europa occidentale il primo bacino di provenienza, davanti all’Asia meridionale. Ci sono ben 794 strutture e quasi 149 mila camere, con una occupazione media che è arrivata al 60% in agosto 2026 (con vantaggio per gli aparthotel standard, rispetto ai super-lusso).
I collegamenti e gli hotel di Dubai sono in crescita
Con dei pacchetti economici di contributo, turismo e logistica sono stati supportati ed Emirates ha riportato già oggi la rete al 97% delle destinazioni servite, su 72 Paesi, con oltre 1.600 voli settimanali. In Italia i collegamenti aerei sono su Milano, Roma, Bologna e Venezia, con possibilità della premium economy e di cambio data, rimborso e blocco tariffa per 24 ore.
Sviluppi in patria sono previsti per l’Al Maktoum International Airport, che punta a oltre 250 milioni di passeggeri l’anno, con due piste completate. Anche Etihad Rail sta sviluppando dei progetti di collegamento più rapido, con Abu Dhabi. Mentre a livello di location, si investe sul Dubai Exhibition Centre.
Molti i nuovi hotel o quelli freschi di restyling, piuttosto che in divenire: Burj Al Arab, Hoxton, Mandarin Oriental e Ciel Dubai Marina (l’hotel più alto del mondo), quindi Six Senses, Rosewood e Baccarat.
I punti rilevanti
Sostenibilità e accessibilità sono temi sentiti, a Dubai, che punta a rimanere una destinazione di massimo interesse e valore: con il Sustainable Tourism Stamp per moltissimi hotel ed il Certified Autism Destination dell’emisfero orientale. Se da un lato la qualità comporta un certo prezzo, anche riducendo la permanenza media si punta a generare valore per i turisti, anche d’affari.












