Per decenni le agenzie di viaggio erano esentate dalla ritenuta d’acconto sulle provvigioni. La Legge di Bilancio 2026 elimina questa esenzione. Da maggio (e non da marzo come si pensava inizialmente) chi paga una commissione all’agenzia deve trattenere una ritenuta d’acconto , diventa cioè sostituto d’imposta. Vale il criterio di cassa: conta la data del pagamento, non quella della vendita.
Quanto si trattiene — le due aliquote
L’aliquota IRPEF è sempre 23%, ma cambia la base imponibile:
- Con dipendenti o collaboratori continuativi → 23% su 20% della commissione = 4,6% effettivo
- Senza dipendenti → 23% su 50% della commissione = 11,5% effettivo
Su una commissione di 1.000 €: si trattengono 46 € nel primo caso, 115 € nel secondo. Non è un costo aggiuntivo: è un anticipo IRPEF/IRES che si recupera in dichiarazione. Incide però sulla liquidità.
L’aliquota ridotta non è automatica
Per accedere alla base del 20%, l’agenzia deve inviare una dichiarazione scritta ai propri fornitori e tour operator — via PEC o raccomandata A/R — attestando di avere dipendenti o collaboratori abituali. Senza questa comunicazione, il fornitore è obbligato per legge ad applicare la base del 50%. A fine anno, chi ha operato le ritenute rilascia la Certificazione Unica (CU), da usare in dichiarazione per il recupero del credito.
Il regime contabile e IVA speciale (art. 74-ter)
L’IVA non si calcola sul prezzo totale venduto al cliente, ma solo sul margine — cioè la differenza tra quanto incassato e quanto pagato ai fornitori. Rientrano nel regime le agenzie autorizzate, i tour operator, gli enti e le associazioni che organizzano viaggi o escursioni, anche di una sola giornata. Serve che la vendita costituisca un pacchetto vero: almeno due servizi tra trasporto, alloggio e servizi turistici, durata superiore alle 24 ore o con almeno una notte, venduti a prezzo unico.
Vale poi la contabilità semplificata se i ricavi dell’anno precedente non superano 500.000 € (servizi) o 800.000 € (altre attività). Sopra queste soglie, o per scelta, si adotta la contabilità ordinaria con vincolo triennale.
Cosa fare prima del 1 maggio 2026
- Verificare se ci sono dipendenti o collaboratori continuativi – Se sì, inviare la dichiarazione scritta a tutti i fornitori via PEC
- Pianificare la liquidità: le commissioni arriveranno già al netto
- Raccogliere le Certificazioni Uniche per la dichiarazione dei redditi
- Allinearsi col commercialista per impostare correttamente il recupero delle ritenute
NB. La normativa è ancora in fase di consolidamento. Il consiglio alle Tmc è di verificare quindi eventuali aggiornamenti con il proprio consulente prima della data di entrata in vigore.













